La foce del Laveggio avanza, la passeggiata sulle rive frena

L’intera area posta sulle rive del Ceresio, che parte da Riva San Vitale e arriva sino a Maroggia, un domani sarà completamente diversa. Indiscutibilmente più bella. Certo, ci vorrà del tempo e, soprattutto, non cambierà volto (e funzione) in un sol colpo. La trasformazione in fase più avanzata è quella che riguarda la riqualificazione della foce del Laveggio. Nel 2020 fu decretato il vincitore del concorso di idee: primeggiò il progetto Subinates, realizzato da un team composto dallo studio Vulkan Landschaftsarchitektur, dallo Studio di ingegneria Giorgio Masotti e da Creato Genossenschaft für kreative Umweltplanung. Ebbene, a che punto siamo? «In primavera si è conclusa la fase» analitica che ha interessato «l’intero progetto alla tratta del fiume Laveggio, dalle piscine comunali fino alla foce», spiega il Municipio di Mendrisio rispondendo a un’interrogazione sul tema di Giovanni Poloni (PLR). Ora si passerà all’elaborazione del progetto di massima che sarà avviato all’inizio del prossimo anno. Poi sarà la volta del progetto definitivo per quel che riguarda la foce. I costi per la riqualificazione della foce, si chiarisce, saranno ripartiti tra i Comuni di Mendrisio, Riva San Vitale e il Consorzio Manutenzione Arginature Medio Mendrisiotto.
Una passeggiata più lenta
Diverso, invece, il discorso che riguarda la passeggiata a lago che, stando alle intenzioni, si svilupperà sino a Maroggia. In questo caso la strada appare un po’ più in salita. «Alla luce delle ultime decisioni del Consiglio federale, il progetto PoLuMe (la terza corsia dinamica lungo la A2, ndr.) presenta un orizzonte realizzativo al 2045 – commenta l’Esecutivo –. La creazione della passeggiata a lago non è pertanto ipotizzabile, allo stato attuale, nel breve-medio termine». Ma perché serve un’autostrada (o una grande opera) per realizzare la ciclopedonale? La risposta è presto trovata: «In considerazione degli importanti quantitativi di terra necessari per l’ampliamento della riva, la realizzazione della passeggiata, indipendentemente da grandi opere in grado di fornire il materiale necessario, appare inverosimile». Il progetto di valorizzazione, al netto, rimane sul tavolo, anche perché «oltre a colmare le carenze nei collegamenti ciclopedonali tra Capolago e Maroggia permetterà di ottenere ampie superfici a lago destinate allo svago».
Alla «Maga» senza barche
Con la realizzazione della nuova foce del Laveggio, però, bisognerà rinunciare a qualcosa: i posti barca. Quelli nel comparto Maga – ovvero il prato adiacente alla parte terminale del fiume – saranno eliminati «al fine di destinare integralmente l’area alla fruizione pubblica – si chiarisce nella risposta all’interrogazione –. Pertanto, allo stato attuale, non è previsto il mantenimento di alcun attracco, in quanto ciò risulterebbe incompatibile con l’obiettivo di garantire una piena e libera fruizione» degli spazi che saranno creati. «Al momento opportuno – garantisce il Municipio – sarà premura della Città verificare se vi sia un’offerta alternativa di posti barca sul lago».