Cantone

La Fondazione Vincenzo Vicari si rinnova e guarda al futuro

Un nuovo Consiglio di fondazione e nuovi progetti per valorizzare la straordinaria collezione di apparecchi fotografici e cinematografici del fotografo luganese - Tra le prime iniziative, la collaborazione con la SUPSI e la mostra ospitata quest’estate alla Fornace di Caslano
Red. Online
24.08.2026 16:08

La Fondazione Vincenzo Vicari apre una nuova fase della propria attività. Con il recente rinnovo del Consiglio di fondazione, prende avvio un percorso volto a rafforzare la conservazione, lo studio e soprattutto la valorizzazione del patrimonio lasciato dal fotografo luganese Vincenzo Vicari, favorendone la conoscenza presso un pubblico sempre più ampio e presso le nuove generazioni.

Al centro di questo patrimonio vi è, accanto all’importante produzione fotografica di Vicari, una collezione di oltre 650 apparecchi fotografici e cinematografici raccolti nel corso della sua lunga attività professionale. Un insieme di grande interesse storico e tecnico, capace di raccontare l’evoluzione della fotografia e delle sue tecnologie e, al tempo stesso, il rapporto personale e professionale che Vicari intrattenne con questo mezzo espressivo.

L’obiettivo della Fondazione è oggi quello di rendere questo patrimonio sempre più vivo e accessibile, sviluppando collaborazioni con istituzioni culturali e formative e sperimentando nuovi linguaggi attraverso i quali raccontarlo.

In questa direzione si inserisce il progetto realizzato nel corso dell’ultimo anno con il Bachelor of Arts in Comunicazione visiva del Dipartimento ambiente costruzioni e design (DACD) della SUPSI. Nell’ambito del corso di Infografica, gli studenti del terzo semestre si sono confrontati con una selezione di quattordici apparecchi della collezione Vicari, approfondendone la storia, le caratteristiche tecniche e il contesto nel quale furono utilizzati.

Il lavoro di ricerca è stato successivamente tradotto in una serie di manifesti infografici, nei quali ciascuno studente ha sviluppato una propria interpretazione dell’oggetto, all’interno di un linguaggio visivo e di un’identità espositiva condivisi. Gli esiti del progetto sono stati presentati al pubblico durante l’estate negli spazi della Fornace per la calce di Caslano.

L’iniziativa ha permesso di mettere in dialogo un patrimonio storico con lo sguardo e gli strumenti della comunicazione visiva contemporanea, mostrando come una collezione possa diventare non soltanto oggetto di conservazione e studio, ma anche materia per la formazione, la sperimentazione e la produzione di nuovi contenuti.

Per la Fondazione Vincenzo Vicari, la collaborazione con la SUPSI rappresenta un primo esempio del percorso che si intende sviluppare nei prossimi anni. L’ambizione è quella di costruire nuove occasioni di ricerca e divulgazione dedicate sia alla figura di Vincenzo Vicari sia alle diverse componenti del patrimonio da lui raccolto, coinvolgendo istituzioni, scuole e realtà culturali del territorio.

La scelta della Fornace di Caslano quale spazio espositivo ha inoltre creato un significativo incontro tra patrimoni diversi. Lo storico edificio, attivo per la produzione della calce tra il 1913 e il 1950, è infatti a sua volta al centro di un percorso di conservazione e valorizzazione. Il Comune e il Patriziato di Caslano hanno avviato quest’anno un progetto di messa in sicurezza dell’edificio, primo passo verso una sua progressiva valorizzazione e una maggiore fruibilità quale luogo dedicato alla trasmissione del patrimonio culturale del territorio.

Il progetto realizzato a Caslano segna così simbolicamente l’avvio di una nuova stagione per la Fondazione Vincenzo Vicari: un percorso che dimostra come il patrimonio storico possa diventare occasione di sperimentazione progettuale e di comunicazione contemporanea.