La Fontana di Trevi a pagamento dal 2026

Non solo Venezia. Da gennaio, anche per accedere alla Fontana di Trevi bisognerà pagare un biglietto d'entrata. Una misura, promossa dall'assessore al Turismo e grandi eventi Alessandro Onorato e approvata dall'amministrazione comunale, parte di un piano per gestire il flusso di visitatori e tutelare uno dei simboli di Roma. Mentre per i residenti l'accesso rimarrà gratuito, infatti, i turisti dovranno pagare un biglietto del costo di due euro per visitare l'iconico monumento.
Non a caso, già da alcuni mesi, nell'area erano state imposte misure di contingentamento dei visitatori. Nello specifico, attualmente, nell'area attorno alla Fontana sono ammesse al massimo 400 persone nello stesso momento, nel tentativo di contrastare il sovraffollamento. Solo nei primi sei mesi del 2025, infatti, nella zona della Fontana sono stati registrati oltre 5,3 milioni di visitatori. Un numero più alto di quello raggiunto dal Pantheon nel corso dell'intero 2024.
Dal prossimo anno, dunque, insieme al costo del biglietto verranno anche allestite due corsi di accesso separate: una per i residenti che, come detto, potranno accedere alla Fontana, e una per i turisti, che potranno acquistare il biglietto anche sul posto, pagando con la carta. Secondo i media italiani, questa misura potrebbe portare fino a 20 milioni di euro nelle casse comunali. Risorse, queste, che verranno verosimilmente destinate al miglioramento dell'offerta e dei servizi turistici della Capitale.
Nonostante quella del ticket d'accesso sia una misura ormai diffusa in diverse città – non solo in Italia, a Venezia, ma anche in altre città europee come Siviglia e Atene –, non tutti hanno apprezzato la nuova regola d'accesso alla Fontana di Trevi. Il Codacons (Coordinamento delle associazioni per la difesa dell'ambiente e dei diritti degli utenti e dei consumatori), commentando la novità – che entrerà ufficialmente in vigore il 7 gennaio – ha dichiarato che la soluzione migliore rimane quella degli accessi contingentati. «Siamo da sempre contrari alla monetizzazione di monumenti, piazze, fontane e siti di interesse storico e culturale, e crediamo che istituire biglietti di ingresso a pagamento sia un danno per i turisti, i quali devono poter godere gratuitamente delle bellezze di Roma, anche perché spesso i soldi raccolti attraverso i balzelli imposti ai turisti che arrivano in Italia, come nel caso della tassa di soggiorno, non vengono utilizzati per migliorare i servizi all'utenza ma solo per coprire i buchi di bilancio», ha spiegato, a tal proposito. Sempre secondo il Codacons, al tempo stesso è importante limitare affollamenti e turismo di massa, che creano degrado e deturpano il patrimonio della capitale. «In tale direzione sosteniamo gli ingressi contingentati alla Fontana di Trevi, soluzione che permette agli stessi visitatori di godere meglio dell'area senza calche e assembramenti di persone».

