La Lega punterà al Territorio

La «questione dipartimenti» aveva fatto discutere qualche mese fa quando era emerso il ragionamento del Consiglio di Stato intenzionato a un riesame dell’assetto e delle competenze. Si era parlato di «riforma bis del Lago d’Orta», quando, nel 1991 era stato disegnato l’assetto attuale con cinque dipartimenti (Dipartimento finanze ed economia, Sanità e socialità, Territorio, Istituzioni ed Educazione, cultura e sport). Poi è calato il silenzio.
L’uscita di scena di Claudio Zali mette in palio l’ambitissimo Territorio, nelle mani della Lega dal 1995 con Marco Borradori, a seguito del cosiddetto «gran rifiuto» di Alex Pedrazzini che tanto fece imbufalire l’allora PPD, che perse così un bastione. E ora che lascia un leghista, l’altro non si lascerà sfuggire la ghiotta occasione. Norman Gobbi, in occasione della prima riunione con Piero Marchesi, avrà per primo la parola. Ed è praticamente scontato che dirà: «Territorio». D’altronde per l’arrocco (poi diventato arrocchino e ora sciolto come neve al sole) Gobbi aveva dichiarato di essere «uomo di territorio». Il dipartimento oggi nelle mani di Zali è ritenuto un «potentato politico e amministrativo», un dipartimento immagine, senza troppi guai dal profilo politico (in teoria).
Difficile che a quel momento e nel contesto di una campagna elettorale alle porte, ci saranno altri consiglieri di Stato che vorranno cambiare, soprattutto perché a disposizione senza colpo ferire ci saranno le Istituzioni. Tutto, fuorché il sogno di un politico. E allora toccherà a Marchesi subentrare a Gobbi.
E che cosa accadrà dopo le elezioni del 2027? Gobbi, se rieletto, sarà il primo ad esprimersi e confermerà il Territorio. Poi molto dipenderà da cosa faranno Raffaele De Rosa (DSS) e Marina Carobbio (DECS). Non è un mistero che al PS Sanità e socialità farebbe piacere, mentre al Centro la situazione pesa almeno dalla seconda parte dell’esperienza governativa di Paolo Beltraminelli. Il tabù dell’ex PPD alla scuola dovrebbe essere caduto (ma mai dire mai). Si libereranno anche le Finanze. Ma siamo sicuri siano davvero tanto ambite? Nel PLR c’è chi vorrebbe liberarsene, ma la storia dice che quello è il dipartimento dei liberali radicali. Anche se Alex Farinelli (ad oggi il solo candidato PLR certo) amerebbe riprendere il DFE.
