News
La diretta

La Lituania vuole schierare soldati al confine con Kaliningrad

Lo sostiene il media lituano Lrt secondo cui la decisione è stata presa a seguito del deterioramento della situazione della sicurezza nella regione e delle notizie di una possibile mobilitazione in Russia – TUTTI GLI AGGIORNAMENTI
LIVE
La Lituania vuole schierare soldati al confine con Kaliningrad
Red. Online
08.10.2026 07:40
08:32
08:32
Media ucraini: «Incendio dopo un attacco a una raffineria Gazprom»

Un incendio è scoppiato nei pressi della raffineria di petrolio Gazprom Neftekhim Salavat, nella repubblica russa del Baschiria, a seguito di un attacco. Lo scrivono i media ucraini, tra cui Rbc e Ukrainska Pravda, citando canali Telegram che rilanciano immagini del rogo.

Stando a quanto riferito, l'incendio sarebbe divampato a diversi chilometri dalla città, probabilmente vicino alla raffineria, come suggerito dall'analisi delle immagini. Si tratta di uno dei più grandi complessi russi di raffinazione del petrolio e petrolchimici, situato nella città di Salavat che dista 1'400 km dal confine con l'Ucraina.

La struttura era già stata in precedenza bersaglio di attacchi con droni: i media ucraini riportano che Gazprom Neftekhim Salavat lavora fino a 10 milioni di tonnellate di idrocarburi all'anno e produce oltre 150 tipi di prodotti, tra cui benzina, gasolio, olio combustibile, bitume, polietilene, stirene e ammoniaca.

Frattanto, due persone sono morte a seguito dell'attacco russo che ieri sera ha colpito un palazzo nel quartiere di Desnyanskyi di Kiev. Lo afferma il Servizio statale di emergenza ucraino, ricordando che il raid ha provocato un incendio e la parziale distruzione delle strutture fino al decimo piano.

«In uno degli appartamenti danneggiati, i vigili del fuoco hanno trovato i corpi di due persone decedute. Sono state tratte in salvo 22 persone, tra cui 8 bambini. Inoltre, 4 persone sono rimaste ferite, tra cui 2 bambini», ha riferito il servizio su Telegram.

08:12
08:12
Sale a 22 morti il bilancio dell'attacco russo di ieri a Chernihiv

Continua ad aggravarsi il bilancio dell'attacco russo che ieri ha colpito un palazzo residenziale a Pryluky, nella regione ucraina di Chernihiv. «Questa mattina, il bilancio è di 22 morti, tra cui cinque bambini.

Altre 54 persone sono rimaste ferite, tra cui 7 bambini», ha riferito su Telegram il Servizio statale di emergenza dell'Ucraina. «Durante le operazioni di soccorso, i soccorritori sono riusciti a salvare 15 persone, tra cui un bambino. Attualmente, le squadre di soccorso continuano a rimuovere le macerie e a smantellare le strutture distrutte», ha aggiunto.

07:43
07:43
Il punto alle 7.30

La Lituania vuole schierare truppe a guardia del confine con l'exclave russa di Kaliningrad. La decisione è stata presa a seguito del deterioramento della situazione della sicurezza nella regione e delle notizie di una possibile mobilitazione in Russia. Lo sostiene il media lituano Lrt. Secondo il ministro degli Interni lituano Martynas Katelinas, la decisione di schierare l'esercito è stata presa in seguito a un recente incidente al confine tra Lettonia e Bielorussia.

I russi hanno intanto lanciato nella notte un drone contro un edificio di 12 piani nel quartiere di Desnyansky, ferendo quattro persone, tra cui dei bambini. Lo riportano i media ucraini.

Il governo sudcoreano ha da parte sua ribadito che sta applicando rigorosamente i controlli sulle esportazioni verso la Russia, affermando che non risultano esportazioni di prodotti petroliferi commerciali verso il Paese attraverso le procedure doganali. Lo riferisce Yonhap. La precisazione arriva dopo un'inchiesta del britannico Guardian, secondo cui oltre 176mila tonnellate di prodotti petroliferi, soprattutto diesel, sarebbero state caricate nei porti sudcoreani e spedite verso l'Estremo Oriente russo nei mesi di luglio e agosto. L'ipotesi era stata rilanciata anche da Vladyslav Vlasiuk, consigliere del presidente ucraino Volodymyr Zelensky per la politica delle sanzioni, secondo cui le forniture avrebbero contribuito ad alleviare le carenze di carburante in Russia. Il giorno precedente, l'ufficio presidenziale sudcoreano aveva respinto tale ricostruzione. Secondo quanto riferito dal ministero degli Esteri di Seul in una nota congiunta con il ministero dell'Industria e l'autorità doganale, le statistiche ufficiali non mostrano esportazioni dalla Corea del Sud verso la Russia di diesel, carburante per aerei o benzina attraverso le procedure di sdoganamento tra il 2025 e l'agosto 2026. La Corea del Sud vieta attualmente l'esportazione verso la Russia di beni strategici e sottopone a un'autorizzazione caso per caso altri 1.402 prodotti non strategici che potrebbero avere un impiego militare. I prodotti petroliferi commerciali, tuttavia, non rientrano nei controlli sulle esportazioni verso la Russia: il loro caricamento nei porti sudcoreani, sottolinea il governo, non costituisce quindi di per sé una violazione della legge. Seul ha precisato che esaminerà ulteriormente le rotte percorse dalle navi e le destinazioni dichiarate, per verificare l'eventuale violazione di norme nazionali. «Il governo agirà in conformità con la legge qualora vengano confermate violazioni», ha affermato il ministero.