Lugano

La manutenzione delle strade spacca in due la Gestione

Per la maggioranza della Commissione è sbagliato ancorare un credito di 41,1 milioni a una durata di 15 anni – Non così per la minoranza che si dice comunque preoccupata dall’adeguamento automatico del rincaro e propone dunque di stralciarlo dal messaggio
© Chiara Zocchetti
Andrea Bertagni
Andrea Bertagni
24.03.2026 21:30

Un credito di 41,1 milioni di franchi da usare per 15 anni per la manutenzione e la gestione del patrimonio stradale della Città di Lugano sono troppi. A esserne convinta è la maggioranza della Commissione della Gestione del Consiglio comunale di Lugano, che non mette in discussione la necessità di intervenire sulla manutenzione e sulla gestione delle strade, ma contesta il fatto di ancorare i 41,1 milioni a una durata di 15 anni. «La maggioranza della Commissione - si scrive nel rapporto - ritiene che l’orizzonte temporale di 15 anni, praticamente quattro legislature piene, rappresenti un elemento fortemente problematico», perché «diverse sono le criticità collegate a dei tempi così lunghi». Non così la minoranza della Gestione, per la quale «una pianificazione pluriennale risulta certamente più razionale ed economica rispetto a una navigazione a vista che affronta, magari tardivamente, singole situazioni di degrado manifesto». Anche se... anche se pure la minoranza della Gestione ammette di trovarsi di fronte «a una sorta di messaggio-macedonia, privo di unità di materia, in cui convergono elementi disparati, per quanto riconducibili tutti all’infrastruttura stradale, che sarebbe stato più opportuno trattare separatamente».

Sarà anche per questo che la maggioranza della Commissione - relatore del rapporto è Lukas Bernasconi (Lega dei ticinesi) - propone di suddividere il messaggio e di sottoporre al voto solo un credito relativo ai primi otto anni. Mentre «le altre opere previste per il periodo 2034-2040 dovranno essere oggetto di un nuovo messaggio municipale». Così facendo, si sostiene, il Municipio avrà così la possibilità di valutare in modo approfondito le ulteriori necessità, integrando eventualmente interventi che oggi non appaiono indispensabili, ma che potrebbero rivelarsi tali in futuro». Da qui il convincimento di concedere un credito di 19,9 milioni di franchi per il periodo 2026-2033 e di adeguare alle giustificate variazioni dell’indice di costo delle costruzioni un credito totale di 25,6 milioni di franchi. «In questo modo - scrivono i commissari del rapporto di maggioranza, che è stato sottoscritto da consiglieri della Lega dei ticinesi, dell’UDC, de La Sinistra e di Avanti con Ticino&Lavoro - sarà possibile garantireꞏ maggiore controllo, maggiore coerenza con la pianificazione, maggiore certezza di realizzazione eꞏ rispetto decisionale per i futuri consiglieri comunali».

Di diverso avviso è invece il parere della minoranza, che risulta composta, oltre che dai relatori del rapporto Danilo Baratti (Verdi) e Michele Malfanti (Il Centro), da esponenti del PLR e del Centro, secondo la quale sarebbe stato più «pulito» un messaggio che si fosse limitato a chiedere un credito per i 29 interventi previsti nei vari quartieri da qui al 2040. Pur dando il proprio assenso all’impostazione del Municipio, anche dalla minoranza non mancano dunque perplessità formali. Forse anche per questo si chiede di riferire compiutamente, almeno una volta l’anno, in merito alla realizzazione progressiva degli interventi previsti. Questo anche perché «il lungo arco temporale pone un altro problema: quello del rincaro», si fa presente. Visto che si propone di adeguare automaticamente il credito «alle giustificate variazioni dell’indice del costo delle costruzioni». La minoranza della Commissione propone dunque di emendare il dispositivo del messaggio municipale stralciando il punto relativo all’adeguamento automatico al rincaro. «Il credito concesso sarà quindi di 41 milioni di franchi, senza rincaro e raggiunta questa cifra il Municipio dovrà portare un nuovo messaggio in Consiglio Comunale», sottolinea la minoranza. Che come la maggioranza non si oppone a un credito di 5.7 milioni per le prestazioni necessarie all’Azienda acqua potabile (AAP) per gli interventi sulla rete dell’acqua potabile.

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