Ucraina

La nomina alla Difesa contestata dalla piazza

Il Parlamento ucraino ha approvato la proposta del governo di designare l'ex capo della SBU Yevhenii Khmara al posto del popolare Mykhailo Fedorov, silurato a luglio – Ma i manifestanti sono tornati in piazza a Kiev, mentre l'anticorruzione incrimina una consigliera di Zelensky e ne travolge i fedelissimi
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Red. Online
19.08.2026 23:00

Il Parlamento ucraino ha nominato oggi Yevhenii Khmara nuovo ministro della Difesa, chiudendo, almeno formalmente, settimane di tensioni seguite alla destituzione del predecessore, Mykhailo Fedorov. Ex uomo di punta delle forze speciali e per breve tempo capo ad interim dei servizi di sicurezza (SBU), Khmara è noto soprattutto come stratega delle incursioni in profondità sul territorio russo. Non era però la prima scelta di Volodymyr Zelensky: il suo nome è emerso come soluzione di ripiego solo dopo lo scoppio delle proteste per il siluramento di Fedorov. Khmara assume l’incarico in un momento critico, mentre Kiev fatica a contenere gli attacchi balistici russi e l’avanzata lungo il fronte; sul dicastero più delicato del Paese pesano intanto accuse di scarsa continuità.

La nomina è arrivata a poche ore da un nuovo colpo per la presidenza. Le autorità anticorruzione ucraine hanno infatti annunciato accuse contro un vicecapo dell’ufficio presidenziale, la consigliera Iryna Mudra, in carica dal marzo 2024, nell’ambito di un presunto schema di riciclaggio da 3,4 milioni di dollari, destinato a pagare la cauzione dell’ex ministro dell’Energia Herman Halushchenko, già incriminato lo scorso autunno nel più grande caso di corruzione del mandato di Zelensky. Il denaro sarebbe transitato attraverso i conti di società di comodo e nel mirino delle perquisizioni sono finiti anche un deputato e dirigenti della statale Sense Bank. Poco dopo l’annuncio dell’indagine, Zelensky ha rimosso Mudra dall’incarico e oggi è stata formalmente arrestata. Gli inquirenti hanno ribattezzato l’operazione «Forrest Gump», annunciandola con un video in stile «trailer».

Il filone si innesta su un’inchiesta più ampia, aperta a novembre, su un presunto giro di tangenti da 100 milioni di dollari all’agenzia atomica statale, che aveva già lambito l’allora capo di gabinetto del presidente.

Fedelissimi sotto inchiesta

La lista degli alleati del presidente lambiti da indagini si allunga di settimana in settimana. A maggio l’ex potente capo di gabinetto Andriy Yermak è stato incriminato per arricchimento illecito e abuso d’ufficio; diversi deputati del partito di governo sono accusati di aver intascato denaro in cambio del voto; a inizio agosto l’ambasciatrice ucraina a Washington Olha Stefanishyna si è dimessa, per poi essere incriminata due giorni dopo. Tutti gli interessati respingono le accuse. Il moltiplicarsi dei casi ha però eroso il consenso di Zelensky, in calo nei sondaggi.

Sullo sfondo resta comunque il caso Fedorov, il riformatore di 35 anni licenziato a luglio da Zelensky dopo lo scontro con i vertici militari. La sua rimozione, giudicata mal comunicata in una fase decisiva del conflitto, aveva portato in piazza migliaia di persone: rare proteste in tempo di guerra. Anche questa sera i manifestanti riuniti nel parco Mariinskij di Kiev per chiederne il reintegro hanno accolto la nomina di Khmara al grido di «vergogna», intonando slogan come «Fedorov al posto di Khmara» e «chiediamo il dialogo».

Fedorov chiede elezioni

Alla vigilia del voto parlamentare, Fedorov aveva alzato ulteriormente la posta, sostenendo che la corruzione dilagante mina lo sforzo bellico e invocando elezioni straordinarie in tempo di guerra, vietate dalla legge ucraina. La proposta gli è valsa accuse di populismo: un sondaggio del Kyiv International Institute of Sociology indica che il 57% degli ucraini ritiene che il voto debba tenersi solo a guerra finita, con centinaia di migliaia di soldati al fronte. Un altro rilevamento suggerisce però che Fedorov, il più longevo alleato del presidente, batterebbe agevolmente Zelensky in un eventuale ballottaggio.