La revoca della cittadinanza all'aggressore di Winterthur è una «decisione affrettata»

Solo al termine del procedimento penale si potrà stabilire se all'autore dell'aggressione a coltellate di Winterthur (ZH), uno svizzero-turco, possa essere revocata la cittadinanza. Secondo la Segreteria di Stato della migrazione (SEM) il presupposto è una sentenza definitiva per una reato grave. «Stiamo parlando di terrorismo, di crimini contro l'umanità, di criminalità organizzata», ha dichiarato ieri sera il portavoce della SEM Daniel Bach al telegiornale della SRF. Secondo lui negli ultimi anni sono state avviate dieci procedure di questo tipo, sette delle quali hanno portato alla revoca della cittadinanza.
Una «decisione affrettata»
Alberto Achermann, professore di diritto delle migrazioni all'Università di Berna, ritiene che la richiesta di revoca della nazionalità nel caso di Winterthur sia una «decisione affrettata», come ha dichiarato alla SRF. Si può certamente presumere che l'attacco costituisca un reato particolarmente grave. Tuttavia, al momento non è possibile stabilire se l'autore fosse penalmente responsabile.
Espulsione in Turchia
Giovedì il direttore della sicurezza del canton Zurigo, Mario Fehr, aveva dichiarato in una conferenza stampa che «non vogliamo persone del genere qui. In caso di reati gravi e terrorismo, la cittadinanza può essere revocata», aveva affermato il consigliere di Stato indipendente. Il cittadino con doppia cittadinanza turco-svizzera dovrebbe essere espulso in Turchia, dove, secondo le informazioni delle autorità, avrebbe presumibilmente vissuto negli ultimi due anni.