«La ricostruzione dell'Ucraina deve coinvolgere maggiormente il settore privato svizzero»

La ricostruzione dell'Ucraina deve coinvolgere maggiormente il settore privato svizzero, in particolare in ambito energetico e delle infrastrutture. Il Consiglio nazionale ha approvato oggi un accordo con Kiev in tal senso, con 148 voti a 9 e 38 astensioni. Esso prevede aiuti finanziari a fondo perso. L'Ucraina potrà definire un elenco di beni e servizi che la Svizzera acquisterà poi da aziende elvetiche in conformità con la legislazione sugli appalti, ma escludendo i fornitori stranieri, ha spiegato a nome della commissione preparatoria Simon Michel (PLR/SO).
Cifre e tempistiche
La partecipazione del settore privato alla ricostruzione del Paese costituisce uno degli assi portanti del programma nazionale per l'Ucraina 2025-2028. Per il periodo in questione è previsto un importo di 1,5 miliardi di franchi. Complessivamente, tra il 2025 e il 2036 saranno stanziati cinque miliardi di franchi.
Sforzo concertato
Il «ministro» dell'economia, Guy Parmelin ha sottolineato come il modello svizzero venga ritenuto esemplare dall'Ucraina. «Ci siamo accordati con l'Ucraina su un modello di scelta», ha affermato, mettendo in guardia che «senza uno sforzo concertato con riusciremo mai a ricostruire il Paese». A seguire, la Camera del popolo ha approvato all'unanimità un aggiornamento dell'accordo di libero scambio tra gli Stati dell'AELS (Islanda, Liechtenstein, Norvegia e Svizzera) e l'Ucraina, che sostituisce quello in vigore dal 2012 e colma una serie di lacune in diversi settori.