La riforma scolastica prende forma

Discusso davanti agli insegnanti degli istituti il progetto "La scuola che verrà" nella sua ultima versione - Il maggior costo è stimato in 32 milioni
Sotto la lente il futuro della scuola ticinese.
Red. Online
28.04.2016 12:25

LUGANO - Fa passi avanti il progetto di riforma dell'istruzione dell'obbligo in Ticino sintetizzato nel documento di riflessione del DECS "La scuola che verrà", che quest'oggi a Lugano è stato sottoposto ai docenti degli istituti nella sua versione aggiornata. Nel pomeriggio sarà presentato alla stampa a Viganello. Il secondo rapporto, di più di ottanta pagine, rispecchia una riforma costituita da numerose misure innovative. Alcune di esse sono dei semplici cambiamenti della pratica pedagogica e didattica, altre invece implicano degli investimenti supplementari nella scuola obbligatoria.

Nella sua sintesi della prima fase di riflessione collettiva, che poggiava su un campione interpellato di 658 operatori scolastici, emergeva - quale dato principale - che "la maggioranza dei rispondenti (in media il 67%) aderisce ai principi della riforma. L'unico tema che invece non riscuote l'adesione della maggioranza, anche se a stretta misura - si legge nel documento della Divisione della scuola - è la proposta di libero passaggio alle scuole medio-superiori, contenuta nel capitolo dedicato alla valutazione". Oggi le cose sono un po' avanzate, ma restano alcuni aspetti problematici sul tappeto. 

Nota bene che le stesse riflessioni degli insegnanti, dal punto di vista formale, sono state ottenute nell'ambito della procedura di consultazione sul documento, anche tramite un formulario online, che conteneva domande ad hoc sui diversi comparti scolastici messi sotto la lente. Quest'oggi a Lugano, ha dato il là alla riflessione sulla materia, lo stesso direttore del DECS Manuele Bertoli, che ha parlato di "riforma importante" che condizionerà la scuola ticinese del futuro.

Due capitoli che hanno fatto discutere maggiormente i docenti nell'ottica della riforma, come è emerso anche nel confronto di quest'oggi con la categoria, hanno riguardato il criterio della valutazione (si propone un sistema che affianchi alle note scolastiche una descrizione delle competenze raggiunte) e il tema dell'accesso diretto a qualsiasi formazione del Secondario II. Quest'ultimo aspetto, in particolare, ha preoccupato notevolmente il corpo degli insegnanti fin dall'inizio, sia nella scuola dell'obbligo che nelle superiori e nelle scuole professionali. Al vaglio nel documento vi sono anche altri aspetti di rilievo per il settore, non in ultimo quello dell'autonomia degli istituti. Il cantiere della discussione è tuttora in corso.

Dal rapporto aggiornato spicca il capitolo finanziario: "Il maggior costo della riforma - calcolato al momento che sarà implementata in modo diffuso presso tutti gli istituti di scuola media e di scuola comunale (non prima quindi della legislatura 2023-2027 - è stimato in circa 32 milioni di franchi". Per il Cantone ìl piano di finanziamento prevede un contributo annuo di 24 milioni (19 per le scuole medie e 5 per i contributi versati alle scuole comunali), mentre per i Comuni la spesa sarà pari a 8 milioni".

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