La Russia mette al bando il movimento Memorial

Il movimento internazionale di difesa dei diritti dell'uomo Memorial, che ricorda i crimini dell'epoca sovietica ed è stato co-vincitore del Premio Nobel nel 2022, è stato dichiarato organizzazione «estremista» dalla Corte suprema russa, che ne ha vietato le attività nel paese. Lo riferiscono i media di Stato. Il tribunale ha sottolineato che la decisione è soggetta ad esecuzione immediata.
Udienza a porte chiuse
La parte principale dell'udienza si è svolta a porte chiuse, con la presenza di rappresentanti di ambasciate straniere, comprese alcune europee. Nel novembre 2021, la Procura generale e la Procura di Mosca hanno presentato istanze di scioglimento nei confronti di due entità dell'organizzazione: una alla Corte suprema contro la Società internazionale Memorial e l'altra al Tribunale della città di Mosca contro l'omonimo Centro per i diritti umani, entrambi da anni inseriti nell'elenco dei cosiddetti agenti stranieri. Il Centro per i diritti umani è già stato messo al bando nello stesso 2021. La Società internazionale si occupava di ricerca e di riabilitazione delle vittime delle repressioni nell'Urss, il Centro per i diritti umani forniva «consulenze legali e assistenza a rifugiati e prigionieri politici».
«Decisione illegittima»
Il Consiglio del Centro Memorial, in una dichiarazione emessa in seguito alla sentenza con la quale la Corte suprema russa ha riconosciuto come «estremista» l'organizzazione, ha affermato che «questa decisione illegittima segna una nuova fase di pressione politica sulla società civile russa». «L'organizzazione citata nella sentenza del tribunale non esiste. Non sappiamo nemmeno di cosa sia accusata questa entità fittizia: il caso è segreto e, fino ad oggi, è stato impossibile esaminare le accuse dello Stato», si legge nella dichiarazione. «La causa si è svolta a porte chiuse e il caso è stato classificato come 'altamente segreto'. All'avvocato non è stato permesso di partecipare al procedimento», ha precisato l'organizzazione nel comunicato.