Il caso

La Russia preoccupa (ancora) il nord Europa: la Finlandia alza la guardia

I caccia finlandesi e svedesi si sono ufficialmente schierati, per la prima volta, con l'obiettivo di identificare velivoli militari russi nello spazio aereo internazionale – Helsinki, di recente, ha anche ultimato una barriera di sicurezza lunga 200 km lungo il confine
© EPA/JANNE KURONEN
Federica Serrao
26.09.2026 21:27

Gli occhi di tutta Europa, ormai, restano puntati su Mosca. Tra avvistamenti di droni nei cieli sopra gli aeroporti europei e altre minacce alla sicurezza, diversi Paesi non intendono abbassare la guardia. In particolare i «vicini di casa» della Russia, tra cui la Finlandia, che condivide con il Paese di Vladimir Putin circa 1.340 chilometri di confine terrestre. Non a caso, qualche settimana fa, Helsinki ha completato una barriera di sicurezza lunga 200 chilometri lungo il confine, rafforzando la frontiera più lunga della NATO con un Paese accusato di aver intensificato gli attacchi ibridi contro l'Europa. Il progetto era stato avviato già tempo fa, dopo lo scoppio del conflitto in Ucraina che ha trasformato la sicurezza della Finlandia, spingendola ad aderire alla NATO, nell'aprile del 2023. Alla fine di quell'anno, Helsinki ha chiuso anche tutti i suoi confini con la Russia. Fatta eccezione per la breve riapertura di due valichi lo scorso dicembre, da quel momento le frontiere tra i due Paesi sono state sbarrate. Ora, con la nuova barriera, alta 4,5 metri e dotata di telecamere e sensori, la Finlandia vuole prendere ancor di più le distanze da Mosca. Ma le misure per garantire la sicurezza sviluppate negli ultimi tempi non finiscono qui.

Negli ultimi giorni, come riporta Bloomberg citando l'Aeronautica Militare finlandese, i caccia finlandesi e svedesi si sono ufficialmente schierati, per la prima volta, con l'obiettivo di identificare velivoli militari russi nello spazio aereo internazionale. Una strategia parte della recente cooperazione tra i due membri più recenti della NATO, annunciata alla fine di agosto con l'obiettivo, ancora una volta, di proteggere l'integrità territoriale della Finlandia. Un mese fa, la Svezia aveva rivelato di stare inviando aerei da combattimento per partecipare a missioni di sorveglianza e protezione del territorio finlandese. Una cooperazione che durerà almeno fino alla fine del 2026. 

Queste operazione sono entrate nel vivo, come detto, negli ultimi giorni. Giovedì 24 settembre, sotto la guida dell'Aeronautica Militare finlandese, i caccia F/A-18 Hornet finlandesi e i JAS 39 Gripen svedesi hanno intercettato e identificato una formazione di aerei da trasporto e da combattimento russi sul Golfo di Finlandia, secondo quanto riportato in un comunicato. «Ecco come si concretizza, nella pratica, una stretta cooperazione», ha dichiarato il comandante dell’Aeronautica militare svedese Jonas Wikman. «Ora siamo in grado di operare insieme». 

Le preoccupazioni riguardo alle minacce provenienti dalla Russia sono aumentate a dismisura, come detto, nelle ultime settimane. Sotto i riflettori, in particolare, è finito il tentato attacco con drone all'aeroporto di Lipsia/Halle, avvenuto il 4 agosto. Un episodio per il quale la Germania ha puntato il dito contro Mosca, definendola responsabile di quanto successo. Gli investigatori hanno infatti identificato come sospettati per il tentato attacco due uomini con legami con la Russia (un individuo di origine russa con passaporto lettone e un bielorusso con passaporto russo). Con il passare delle settimane, tuttavia, le tensioni non si sono spente. Al contrario, negli ultimi giorni anche la Danimarca ha portato sotto i riflettori ulteriori preoccupazioni sulla sicurezza. In particolare, i servizi di intelligence militare danese hanno segnalato un «rischio crescente» di un possibile «attacco limitato» della Russia contro «uno o più Paesi della NATO lungo i suoi confini». 

«La situazione è grave», ha dichiarato a tal proposito il ministro della Difesa Jeppe Bruus durante la conferenza stampa tenutasi a Copenhagen. «È più grave ora che in qualsiasi altro momento dalla fine della Guerra Fredda. Come cittadini, dobbiamo rimanere vigili ed essere consapevoli degli sviluppi in atto sia qui in Danimarca, che in tutta Europa». Con «attacco limitato», secondo l'intelligence, si includono possibili attacchi a lungo raggio contro infrastrutture fondamentali per il sostegno all'Ucraina, ma anche operazioni sotto falsa bandiera che utilizzano droni di fabbricazione ucraina o il dispiegamento di un numero limitato di truppe russe nei Paesi NATO confinanti. La Danimarca, va da sé, non sarebbe considerata tra i principali obiettivi. Ma la questione, neanche a dirlo, è diversa per la Finlandia. 

Dal Paese nordico, nelle ultime ore, sono arrivati ulteriori tentativi di rafforzare la protezione e la sicurezza anche da parte del presidente. Alexander Stubb ha infatti dichiarato di aver supplicato Elon Musk, proprietario di SpaceX, di estendere la copertura internet satellitare di Starlink utilizzabile dall'Ucraina anche sul territorio russo. In questo modo, il Paese potrebbe riuscire a colpire i lanciatori di missili balistici russi situati all'interno del territorio russo. L'Ucraina, attualmente, soffre infatti di una grave carenza di sistemi di difesa aerea per respingere i missili balisti russi. Kiev, non a caso, ha sottolineato che l'attivazione di Starlink sul territorio russo aiuterebbe a prendere di mira i lanciatori da cui vengono sparati i missili. 

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