Sanità

La sfida della sostenibilità, una promessa verso il futuro

L’EOC ha fatto i compiti, presentando il primo Rapporto relativo al suo impatto sul territorio - E Glauco Martinetti ne approfitta per lanciare «un messaggio politico»
© CdT/Gabriele Putzu
Paolo Galli
23.10.2025 19:15

Andando a rileggere oggi, tra le righe, l’articolo da noi scritto lo scorso 22 maggio sui conti dell’Ente ospedaliero cantonale - in occasione dell’annuale appuntamento -, ritroviamo molti degli elementi emersi nella conferenza stampa di questa mattina dedicata alla nascita del primo Rapporto di sostenibilità. Sì, perché la sostenibilità è un obiettivo virtuoso a cui tendere, e ogni numero che definisce l’EOC va a comporre un mosaico che racconta l’impatto dell’Ente sul territorio. «I nostri sono numeri impattanti», ha detto il direttore generale Glauco Martinetti, seduto accanto al presidente del CdA, Paolo Sanvido. «Questo Rapporto definisce, allora, il nostro impatto, lo misura». Diventando una prima pietra di paragone in vista di misurazioni e di valutazioni future. Perché è lì che si guarda, al domani. E del domani del nostro cantone, dal profilo sociale, economico e sanitario, oggi più che mai ci sono poche certezze. Non è un caso se lo stesso Martinetti ammette: «Non posso ancora dire che l’Ente sia virtuoso dal punto di vista della sostenibilità, ma dico che ci stiamo impegnando, che siamo impegnati, ecco. E che diventeremo virtuosi». Ma anche Sanvido, proprio il 22 maggio, diceva: «Gli obiettivi sono stati raggiunti. Molto però rimane da fare».

Le cifre

Paolo Sanvido, stamane, ha parlato di un momento importante per un’istituzione che da sempre pone «al centro la salute della persona e la qualità delle cure» e che, in questo caso, «amplia tale visione, integrando i principi della sostenibilità nel suo percorso». Ma in pratica? Da una parte il Rapporto di sostenibilità descrive l’equilibrio sociale e di governance all’interno di un’azienda, in questo caso di un’istituzione, e dall’altra le sfide ambientali. In quest’ottica, l’EOC ha avviato già nel 2022 un’analisi delle emissioni di gas a effetto serra, mentre nel 2024 ha definito un piano di decarbonizzazione. Appunto, il tutto è una questione di impatto. Glauco Martinetti ha parlato di questo inventario delle emissioni, ma ha anche ricordato l’impatto sociale ed economico dell’Ente, snocciolando le cifre per il 2024: 6.200 collaboratori, di cui il 66% donne; 41.000 ricoveri e 668.000 visite ambulatoriali; valore economico generato pari a 961 milioni di franchi, di cui 682 milioni distribuiti in Ticino, con investimenti superiori a 90 milioni di franchi in strutture e innovazione. Un’altra delle parole d’ordine: «Trasparenza». Per questo, è stato sottolineato ampiamente il ruolo di precursore dell’EOC nell’ambito ospedaliero svizzero ed europeo nel campo della sostenibilità. Martinetti ha ricordato pure i valori del «rispetto» e della «responsabilità». E proseguire su questa traiettoria rappresenta proprio una questione di rispetto e di responsabilità, «nei confronti di tutta la società».

Abbassare i rischi

Al netto delle spiegazioni tecniche dello studio - presentato dalla società di consulenza Positive Organizations, rappresentata da Giovanni Facchinetti e Andrea Betteo - è stata interessante la visione proposta dalla risk officer dell’EOC, Jelena Veljokovic. Ha parlato di «sfida», certo, e di «cultura della sostenibilità», ma ha anche offerto la chiave per leggere la sostenibilità come un modo per abbassare i rischi futuri. «La sostenibilità aiuta a gestire il rischio a lungo termine», è stato detto. Rischi da interpretare in molti modi, anche in ambito economico, oltre che di approvvigionamento, di cultura aziendale, di formazione del personale. In questo senso, tale Rapporto diventa di fatto un messaggio politico. Lo ha ammesso, nuovamente, Glauco Martinetti, quando ha riportato le cifre dell’EOC. Ha detto - riportandolo anche sul comunicato stampa - che l’EOC «contribuisce al risanamento dei conti dello Stato, con un contributo di ben 7 milioni di franchi nel 2023». E ha aggiunto: «Se fate un rapido calcolo, 7,9 milioni sono i contributi che abbiamo ricevuto (per i mandati di prestazione di interesse generale, ndr), 7 milioni li abbiamo ritornati: al netto, abbiamo ottenuto 900 mila franchi dal Canton Ticino». Insomma, «conosciamo la situazione economica attuale, ma la profondità delle attività dell’Ente ha un costo altissimo. Senza supporto da parte del Cantone, si arriverà a un punto in cui saremo costretti a restringere, riattivando i “treni di pazienti” verso la Svizzera interna. E allora sì, il mio messaggio è anche politico». Della serie: tutto fa sostenibilità, ma molti sono gli ostacoli per rispettarla fino in fondo. E per fare ancora meglio, per andare oltre l’impegno ed essere, apertamente, virtuosi.

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