«La sicurezza del personale socioeducativo nei CEM è garantita?» Petralli interroga il Governo

«Pur non registrandosi un aumento sistematico degli episodi di violenza nei confronti del personale pubblico, il fenomeno è verosimilmente sottostimato, soprattutto nei contesti socioeducativi caratterizzati da una relazione quotidiana e ravvicinata con un’utenza fragile o instabile». È quanto scriveva il Consiglio di Stato rispondendo a un’interrogazione dello scorso 5 giugno concernente la tutela dell’integrità psicofisica del personale socioeducativo. Risposta in cui veniva inoltre evidenziata la crescente presenza di situazioni psichiatriche tra l’utenza, la quale comporta nuove sfide in termini di prevenzione, gestione delle crisi e supporto al personale. Il Governo cantonale richiamava inoltre la necessità di adattare gli strumenti di tutela alle specificità dei diversi contesti operativi, sottolineando come la sicurezza del personale e la qualità delle prestazioni erogate «costituiscano elementi fondamentali per il mantenimento della fiducia nei servizi pubblici e nella rete socioeducativa cantonale».
Un altro atto parlamentare
Il tema è stato ripreso in un’altra interrogazione dalla granconsigliera dei Verdi Giulia Petralli, la quale sottolinea che diversi operatori del settore educativo «segnalano tuttavia che alcune misure e procedure descritte nella risposta governativa risulterebbero solo parzialmente applicabili alla realtà operativa dei Centri educativi per minorenni (CEM), nei quali emergono criticità specifiche legate alla gestione quotidiana delle situazioni ad alta complessità educativa, relazionale e psichiatrica».
Le domande
Petralli domanda dunque al Consiglio di Stato se nei Centri educativi per minorenni esistono protocolli operativi specifici per la prevenzione e la gestione delle aggressioni da parte di utenti o familiari. In caso affermativo «quali sono i contenuti minimi richiesti dal Cantone? Con quali modalità viene verificata la loro effettiva applicazione? Sono previsti protocolli specifici per la gestione delle minacce provenienti dai familiari dei minorenni collocati?». Si chiede altresì quali sono le modalità con cui gli episodi di violenza o minaccia segnalati dagli educatori nei CEM vengono trasmessi alle autorità cantonali competenti e se l’Esecutivo è a conoscenza dell’eventuale filtraggio delle segnalazioni a livello di direzione o di rete territoriale che potrebbe ridurre la visibilità del fenomeno a livello cantonale.
