Ticino

«La sicurezza del personale socioeducativo nei CEM è garantita?» Petralli interroga il Governo

La granconsigliera dei Verdi chiede al Consiglio di Stato se nei Centri educativi per minorenni esistono protocolli operativi specifici per la prevenzione e la gestione delle aggressioni da parte di utenti o familiari
© CdT/Chiara Zocchetti
Red. Online
10.03.2026 17:23

«Pur non registrandosi un aumento sistematico degli episodi di violenza nei confronti del personale pubblico, il fenomeno è verosimilmente sottostimato, soprattutto nei contesti socioeducativi caratterizzati da una relazione quotidiana e ravvicinata con un’utenza fragile o instabile». È quanto scriveva il Consiglio di Stato rispondendo a un’interrogazione dello scorso 5 giugno concernente la tutela dell’integrità psicofisica del personale socioeducativo. Risposta in cui veniva inoltre evidenziata la crescente presenza di situazioni psichiatriche tra l’utenza, la quale comporta nuove sfide in termini di prevenzione, gestione delle crisi e supporto al personale. Il Governo cantonale richiamava inoltre la necessità di adattare gli strumenti di tutela alle specificità dei diversi contesti operativi, sottolineando come la sicurezza del personale e la qualità delle prestazioni erogate «costituiscano elementi fondamentali per il mantenimento della fiducia nei servizi pubblici e nella rete socioeducativa cantonale».

Un altro atto parlamentare

Il tema è stato ripreso in un’altra interrogazione dalla granconsigliera dei Verdi Giulia Petralli, la quale sottolinea che diversi operatori del settore educativo «segnalano tuttavia che alcune misure e procedure descritte nella risposta governativa risulterebbero solo parzialmente applicabili alla realtà operativa dei Centri educativi per minorenni (CEM), nei quali emergono criticità specifiche legate alla gestione quotidiana delle situazioni ad alta complessità educativa, relazionale e psichiatrica».

Le domande

Petralli domanda dunque al Consiglio di Stato se nei Centri educativi per minorenni esistono protocolli operativi specifici per la prevenzione e la gestione delle aggressioni da parte di utenti o familiari. In caso affermativo «quali sono i contenuti minimi richiesti dal Cantone? Con quali modalità viene verificata la loro effettiva applicazione? Sono previsti protocolli specifici per la gestione delle minacce provenienti dai familiari dei minorenni collocati?». Si chiede altresì quali sono le modalità con cui gli episodi di violenza o minaccia segnalati dagli educatori nei CEM vengono trasmessi alle autorità cantonali competenti e se l’Esecutivo è a conoscenza dell’eventuale filtraggio delle segnalazioni a livello di direzione o di rete territoriale che potrebbe ridurre la visibilità del fenomeno a livello cantonale.

Il Governo ritiene adeguato il livello di tutela giuridica e professionale del personale educativo che, per ragioni educative e relazionali, spesso non può procedere con denunce nei confronti di minorenni o familiari con i quali deve continuare a collaborare? In seguito a un episodio di violenza o minaccia sono previste misure specifiche che permettano la continuità del lavoro educativo?
Il Consiglio di Stato valuta adeguato l’attuale modello dei CEM, nei quali convivono minorenni collocati per esigenze di protezione con utenti che presentano disturbi psichiatrici, comportamenti violenti o problematiche legate a dipendenze? Sono previste riflessioni strutturali sulla differenziazione delle tipologie di collocamento e sull’eventuale sviluppo di strutture maggiormente specializzate?
Quali criteri vengono utilizzati per autorizzare prese a carico educative rafforzate (ad esempio interventi 1:1)? Il Consiglio di Stato ritiene che i rafforzamenti temporanei attualmente previsti in termini di personale siano sufficienti a garantire stabilità alle équipe educative e qualità nella presa a carico dei minorenni? Sono in corso valutazioni sull’efficacia di strumenti quali Face-à-Face nella gestione a medio-lungo termine delle situazioni ad alta complessità? Sono previste ulteriori progettazioni strutturali, anche in collaborazione intercantonale o transfrontaliera, per garantire percorsi terapeutici, scolastici e riabilitativi a lungo termine per minorenni con bisogni complessi?
Il Governo intende valutare un rafforzamento strutturale delle supervisioni e del supporto psicologico ordinario, anche in funzione della prevenzione del burnout e del turnover professionale?