Israele

La solidarietà ticinese in aiuto di una famiglia del Golan

La Fondazione Amici della Vita sta aiutando un nucleo composto da due adulti e quattro bambini – «Le richieste di assistenza aumenteranno, ci appelliamo al vostro buon cuore per le donazioni»
© Amici della Vita
Jenny Covelli
19.10.2023 13:40

Milioni di cuori spezzati e traumatizzati. Numerose richieste di aiuto da Israele e dalla striscia di Gaza. Così la Fondazione Amici della Vita – nata nel 1990 da un gruppo di amici volonterosi di aiutare il prossimo e costituita come vera e propria fondazione a scopo benefico riconosciuta di utilità pubblica dal Canton Ticino nel 1996 – descrive la situazione in Medio Oriente vista dalla loro sede, a Mendrisio. «Ci sono molte famiglie con i loro bambini prese dal panico che cercano di fuggire dove possono».

Una di queste è un nucleo con quattro bambini in fuga dal Golan, al nord di Israele. La Fondazione ha ricevuto un cospicuo aiuto da parte di due donatori e al momento è in contatto costante – tramite WhatsApp – con loro, fornendo il proprio aiuto. «Si tratta di persone con doppia nazionalità ungherese-israeliana», ci spiega il presidente di Amici della Vita, Klaus Stocker. «Si trovavano al confine con il Libano e sono stati fatti evacuare. In Israele non hanno parenti e per la loro sicurezza vorrebbero andarsene». Ma c'è un ma: hanno un debito ipotecario con la banca e quindi non possono lasciare il Paese. La famiglia di sei persone ha per il momento trovato rifugio in un «baraccone», dove vivono in modo precario. «Due donatori, come detto, si sono messi a disposizione – prosegue Stocker –. Hanno deciso di saldare il loro debito, pari a 10 mila franchi . Sono un po' meravigliato anche io, estremamente grato. Quella somma, in pratica, serve a "riscattarli", a liberarli».

© Amici della Vita
© Amici della Vita

La Fondazione Amici della Vita ha contatti diretti in Israele, in Egitto e in Giordania. «Prevediamo una grossa crisi umanitaria dalla striscia di Gaza, che saremo pronti ad affrontare con i nostri contatti vicino al confine», aggiunge il presidente. «Dipende da quale tipo di aiuto ci viene chiesto. Noi diamo la preferenza alle famiglie con bambini e soddisfiamo le loro prime necessità. Le persone in fuga non hanno assistenza. Se si pensa a una cosa banale come i vestiti, è necessario comprarli. Perché il trasporto non è concepibile e comunque non riusciremmo a raggiungerli».

La situazione è in divenire. La fondazione ticinese non ha attualmente ricevuto richieste di aiuto dalla striscia di Gaza. «I contatti sono difficili. Noi pensiamo di aiutare quelli che entreranno in Egitto, una volta che la situazione si sarà sbloccata. Aiuteremo ogni famiglia singolarmente». Amici della Vita si sta organizzando a tal proposito, insieme alle associazioni presenti sul posto. «In Egitto abbiamo una piccola base, perché abbiamo da poco avviato un progetto green simile a quello attivo in Giordania: portiamo la semenza dal Ticino, lavoriamo tra i profughi siriani e palestinesi e insegniamo loro a coltivare la terra».

Lo scopo sociale è quello di sostenere gruppi, enti o organizzazioni che si adoperano con il lavoro a favore dei bambini nelle strade, negli orfanotrofi o altro luogo, delle famiglie bisognose e delle famiglie di carcerati mediante aiuti concreti, come pure mediante sensibilizzazione mirante a riscoprire i valori persi o dimenticati della fede cristiana nella vita di tutti i giorni. «Come Fondazione Amici della Vita siamo al di sopra delle parti e l'unica condizione che si deve rispettare per ricevere i nostri aiuti – conclude Klaus Stocker – è quella di averne effettivamente bisogno. Abbiamo bisogno di donazioni. Useremo i fondi dove c'è più urgenza, ma i nostri donatori nella causale possono indicare "Israele" o "Gaza", se preferiscono. Ci appelliamo al vostro buon cuore e alla vostra generosità, sperando che tutto finisca presto».

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