La sparatoria di Aarau fa riflettere anche la politica ticinese

La sparatoria di Aarau fa riflettere anche la politica ticinese. È di ieri infatti un'interrogazione intitolata «Controllo della diffusione di armi legalmente detenute» inoltrata al Consiglio di Stato dal granconsigliere socialista Danilo Forini (cofirmatari Simona Buri, Maurizio Canetta, Laura Riget e Joseph Savary).
A suscitare la preoccupazione dei deputati è in particolare un elemento: «le armi ritrovate nell'automobile del sospettato - due pistole e un fucile d'assalto AK-74 - risultano essere state acquistate legalmente circa vent'anni fa, con l'autorizzazione delle competenti autorità cantonali. Da allora la legislazione federale sulle armi (LArm) è stata più volte modificata e inasprita, ma nulla sembra indicare che nel frattempo siano stati effettuati controlli successivi sull'idoneità del detentore, né che le autorità sanitarie fossero eventualmente a conoscenza di segnali di disagio psichico tali da giustificare una revoca del permesso o un sequestro cautelare».
I granconsiglieri continuano quindi scrivendo: «il caso di Aarau inevitabilmente suscita numerosi interrogativi. Un'arma può essere detenuta legalmente per due decenni senza che intervengano verifiche successive sull'idoneità psichica del titolare? Quali strumenti concreti hanno oggi i cantoni per individuare tempestivamente situazioni di pericolo e intervenire prima che degenerino in tragedie?».
A questo punto, i granconsiglieri sottolineano come la competenza legislativa in materia di armi resti federale, tuttavia il rilascio dei permessi, i controlli, la comunicazione tra le autorità sanitarie e la polizia e le eventuali revoche, siano compiti che restano in mano ai cantoni.
Ecco allora che Forini e cofirmatari chiedono, tra le altre cose, al Consiglio di Stato quali siano le procedure attualmente in vigore in Ticino per la verifica delle condizioni di idoneità psichica e sanitaria all'acquisto e al possesso di armi da fuoco; quali canali di comunicazione esistano attualmente tra le autorità sanitarie e psichiatriche e la Polizia cantonale o l'autorità competente per il rilascio dei permessi d'armi, per segnalare situazioni di potenziale pericolosità riguardanti una persona già in possesso di un'arma o che intende acquistarne una; e con quale frequenza e secondo quali criteri vengano effettuati controlli a posteriori sui detentori di armi in Ticino.
