La strana storia di New Helvetia

Che le Americhe fossero disseminate di località testimoni dell'emigrazione nostrana lo sapevo da tempo. Ignoravo invece che ci fosse un legame strettissimo tra il nostro Paese e l'eccezionale sviluppo demografico ed economico della California, lo Stato più popoloso e ricco dell'Unione. Un'area talmente prospera da essere all'ottavo posto nella classifica mondiale dei PIL. Merito anche, secondo la storia, di un cittadino svizzero: John Augustus Sutter, classe 1803, un ex ufficiale dell'esercito che nel 1834, indebitato fino al collo, partì per cercare fortuna in America. In California è noto ai più, anche perché gli sono intitolate scuole e strade e perché la capitale, Sacramento, fu fondata da suo figlio. Sutter – che qui tutti chiamano, all'inglese, ?Satter? – giunse a San Francisco nel 1839. Riuscì a ottenere dal governo messicano l'uso di un vasto appezzamento nell'entroterra. Vi installò una comunità agricola, costruì un fortino e chiamò il tutto "New Helvetia". Nel 1848 stava edificando un mulino sulle sponde dell'American River. Fu lì che un suo collaboratore, James W. Marshall, iniziò a trovare pepite d'oro. La notizia si sparse a velocità inimmaginabili per il tempo, causando un fenomeno d'immigrazione di massa. Nel volgere di qualche anno, trecentomila disperati invasero la California del nord alla ricerca del prezioso metallo. Ironia della sorte: Sutter morì povero in canna a Washington nel 1880.
