Calcio femminile

La Svizzera alla AIL Arena per fare la storia

L'attesa è quasi finita: venerdì sera la nazionale svizzera inaugurerà lo stadio di Lugano, si tratta di un'anomalia nel mondo del pallone – Un segnale forte che conferma la crescita del movimento – Intanto il Brighton Women costruirà una struttura tutta sua: è il primo club europeo a farlo
Il nuovissimo impianto del Lugano, pronto ad accogliere il match inaugurale tra Svizzera e Malta. © CdT/Gabriele Putzu
Maddalena Buila
03.06.2026 06:00

Manca pochissimo alla grande inaugurazione. Tra due giorni la AIL Arena ospiterà il suo primo match ufficiale. Il nuovissimo stadio di Lugano è pronto a stupire con la sua bellezza. Lo stesso, proverà a farlo anche la nazionale svizzera femminile che debutterà nell’impianto. Quella contro Malta sarà una sfida alquanto delicata, che varrà il primo posto del girone di qualificazione al prossimo Mondiale brasiliano. Il 5 giugno non sarà però solo un giorno che entrerà negli annali dei grandi eventi ticinesi. No, Svizzera-Malta avrà un impatto ben più grande, per certi aspetti planetario. Il fatto che una squadra nazionale inauguri un impianto di club maschile è senza dubbio un’anomalia nel mondo del pallone.

Qualcosa di speciale

Ciò a cui assisteremo tra una manciata di giorni ha senza dubbio un sapore storico. Difficilissimo invece dire o anche solo ipotizzare quali potrebbero essere le conseguenze dell’inaugurazione firmata dalle donne di Rafel Navarro. Tutti si augurano che il rapporto tra Lugano e la nazionale rossocrociata non sia momentaneo, ma che possa in un qualche modo tramutarsi in un legame duraturo. Che l’infrastruttura bianconera possa insomma diventare una casa per Crnogorcevic e compagne. Una visione che, secondo il ct elvetico, è tutt’altro che impossibile. «Sì, penso che possa diventare uno stadio molto importante per noi. Prima di tutto perché si tratta di un impianto nuovo, con strutture moderne e di alto livello. Le nostre giocatrici sono abituate a giocare in grandi campionati e quando arrivano in nazionale si aspettano lo stesso standard», aveva confessato il tecnico spagnolo durante l’intervista rilasciata al CdT qualche giorno fa. Ad ogni modo, del doman non c’è certezza, figuriamoci di ciò che potrebbe accadere tra Svizzera e AIL Arena a lungo termine. Ciononostante, il calcio femminile sta crescendo. A livello internazionale, il movimento richiama a sé sempre più pubblico e anche la Svizzera, seppur più lentamente, sta seguendo la tendenza. Per la realtà ticinese sarebbe dunque alquanto significativo se scoccasse la scintilla tra la Nazionale e la nuova casa dei sottocenerini. Anche il Lugano rema dalla stessa parte. «In collaborazione con l’ASF vorremmo creare una sorta di hub per il calcio femminile», aveva d’altronde dichiarato il vicepresidente e CEO bianconero Martin Blaser in occasione del lancio della campagna abbonamenti in vista della stagione 2026-27.

A rendere perfetta la sede del Lugano per le rossocrociate, oltre alle comodità che offre un impianto nuovo di zecca, sarebbe poi il numero di posti a sedere. Il calcio femminile sta crescendo, lo abbiamo detto, ma al momento non dispone ancora di numeri tali da riempire grandi stadi. Ecco perché i circa 8.000 seggiolini della AIL Arena sarebbero ottimali. «La capienza è perfetta per il momento attuale del movimento», ci confermava Navarro una settimana fa.

Kansas City, prima mondiale

Per l’ennesima volta, rimane complicato prevedere come andranno le cose. Anche perché di esempi simili a questo, appunto, non ce ne sono. Esistono invece casi di squadre femminili di club che hanno creato un legame speciale con uno stadio. E alcune che possono addirittura giocare in una casa tutta loro. Ad oggi, in realtà, c’è una sola società che può godere di un’infrastruttura interamente dedicata. Si tratta del CPKC Stadium di Kansas City, inaugurato il 16 marzo 2024. Già, è stata l’America, in questo caso, a fare la storia, confermandosi la Nazione più avanzata quando si parla di calcio femminile. La struttura offre 11.500 posti a sedere e molto spesso fa registrare il tutto esaurito. L’Europa, tuttavia, non è rimasta a guardare. O meglio, l’Inghilterra. Entro il 2030, infatti, il Brighton Women costruirà una nuova arena dedicata alla squadra femminile. «Built for her», così è stato chiamato il progetto, ovvero costruito per lei. In che senso? Lo stadio è stato progettato per offrire una struttura ad alto livello, con uno sguardo meno maschile e più attento alla diversificazione a livello di servizi per chi gioca e chi assiste alle partite. Nel concreto, verranno inseriti spogliatoi moderni, aree di recupero, servizi dedicati alle famiglie, sale allattamento, fasciatoi e zone passeggini. La capienza sarà di 10mila posti. Attualmente il Brighton Women gioca al Broadfield Stadium di Crawley, a oltre 30 chilometri dalla città. Una soluzione poco pratica. Da qui l’esigenza di un cambiamento. Il nuovo impianto sorgerà a Bennett’s Field, a due passi dall’Amex Stadium, dove gioca la squadra maschile a cui sarà collegato tramite una passerella pedonale. Per realizzare l’impianto, secondo la BBC, verranno spesi tra gli 80 e i 90 milioni di euro. Qualcosa sta cambiando. Ed è giusto così. Uno studio di Nielsen Sports del 2025 ha rivelato che, negli ultimi cinque anni, il calcio femminile ha fatto segnare un incremento del 60% nel numero di appassionati, che, si stima, potrebbero lievitare ancora del 38% entro il 2030. Numeri notevoli, considerando quanto rapidamente sia cresciuto il movimento.

In casa del Kristianstad

C’è poi il caso dei club svedesi del Kristianstad. Il nuovo impianto chiamato Kristianstads Fotbollsarena è stato inaugurato nell’aprile 2018, diventando la casa sia del club femminile di massima serie Kristianstads DFF sia del club maschile Kristianstad FC. Il weekend inaugurale prevedeva sia una partita femminile sia una maschile. Kristianstads DFF contro Vittsjö GIK e Kristianstad FC contro Lunds BK. Lo stadio, ad ogni modo, non era costruito per un club maschile e poi simbolicamente inaugurato da una squadra femminile, ma era bensì stato concepito come arena calcistica condivisa. Le due società erano dunque inquilini ufficiali fin dal primo giorno.

Un esempio particolare, ma che comunque rimane distante da quanto succederà alla AIL Arena venerdì sera. Da qui l’unicità di ciò a cui assisteremo fra qualche ora. Sì, il calcio femminile sta rompendo barriere considerate invalicabili fino a poco tempo fa. A Lugano ne cadrà un’altra, enorme.