La vendita scommette ancora sul weekend del Black Friday

Una ricorrenza chiama l’altra: archiviata quella dei morti, già si guarda a quella successiva. Nessuno sembra immune, neppure il Dipartimento delle finanze e dell’economia (DFE) che proprio ieri ha comunicato di aver autorizzato le aperture straordinarie dei negozi nel periodo natalizio 2025, confermando domenica 30 novembre, domenica 14 dicembre e quella del 21 dicembre, sempre dalle ore 10 alle 18.
Strategia confermata
In realtà, non ci sono grandissime novità. Piuttosto una conferma: anche quest’anno, Federcommercio e Disti hanno deciso di puntare sulla domenica seguente il Black Friday, che quest’anno cade il 28 novembre. L’idea, già collaudata lo scorso anno – quando per la prima volta in Ticino si optò per la medesima strategia togliendo di fatto dal calendario delle aperture straordinarie l’Immacolata (8 dicembre) – ha come obiettivo di creare un lungo fine settimana di shopping, dal «venerdì nero», appunto, fino a domenica, come spiega al CdT la presidente di Federcommercio Ticino Lorenza Sommaruga. «Lo scorso anno l’iniziativa ha riscosso un grande successo e quindi quest’anno il settore ha deciso di riproporla». Il Black Friday, pur non essendo adottato da tutti i commercianti, porta infatti nelle città un notevole afflusso di persone, prosegue Sommaruga, «soprattutto grazie alla grande distribuzione» che agisce da catalizzatore. Chi sceglie di restare aperto in quell’occasione, quindi, può approfittare appieno della forte presenza di clienti.
Ecco dunque confermata anche quest’anno la tre giorni di shopping che lancia, di fatto, il mese di dicembre, grazie a un battage pubblicitario e una scontistica che hanno dimostrato negli ultimi anni la propria efficacia.
«In effetti, c’è sempre più il desiderio di non arrivare all’ultimo momento per gli acquisti», avverte Sommaruga. «Per evitare di fare scelte frettolose o di non trovare più la merce desiderata, si è imposta l’abitudine di anticipare le spese natalizie, magari approfittando anche di qualche offerta particolare». Del resto, aggiunge Sommaruga, fine novembre non è poi così presto: «Molti consumatori iniziano già in questo periodo a guardarsi intorno e a cercare i prodotti migliori».
Il peso economico
Sull’importanza del Black Friday nell’economia del mese di dicembre, Sommaruga parla di un valore quasi equivalente a quello di una singola domenica propriamente pre-natalizia, anche se «non tutti i commerci operano allo stesso modo in base alla tipologia di merce venduta» e che, di conseguenza, «l’impatto varia da negozio a negozio. C’è chi, come la grande distribuzione, fa il Black Friday proponendo articoli fortemente scontati come vere promozioni “spot”. I piccoli e medi commercianti, invece, non possono permettersi ribassi così elevati: «La loro strategia - dice Sommaruga - è di proporre articoli rimasti in magazzino a prezzi più bassi». Una sorta di liquidazione del vecchio stock che permette di attirare i consumatori e, al tempo stesso, di liberare spazio per la merce nuova. «In questo modo, l’iniziativa diventa un’opportunità anche per i piccoli negozi che possono offrire prodotti scontati senza compromettere l’attività commerciale».
Lo sprint finale
In generale, quindi, non sorprende che il Black Friday prolungato sul fine settimana stia assumendo un peso crescente all’interno della strategia commerciale ticinese e, in particolare, sul mese di dicembre, periodo notoriamente cruciale per l’andamento degli affari dell’intero anno: «Il 2024 non è stato un anno facile e, anche quest’anno, molti commercianti hanno affrontato difficoltà simili. Ottobre ha registrato una lieve flessione, mentre novembre, come è noto, tende a essere un mese più tranquillo». Le città, infatti, si svuotano durante le vacanze, riducendo l’afflusso di clienti. Di conseguenza, prosegue Sommaruga, «le aspettative per le vendite di fine anno restano altissime, e si spera che possano contribuire a far quadrare i bilanci aziendali». Bilanci sempre più schiacciati dal peso crescente dell’online e degli acquisti oltre frontiera.
Nuove prospettive
Insomma, le piccole divergenze tra i piccoli commercianti, che lo scorso anno si erano divisi sulla scelta delle domeniche straordinarie, sono ormai appianate, anche perché quest’anno la festa dell’Immacolata cade di lunedì e, pertanto, il problema di inserire questa data nelle quattro domeniche di aperture generalizzate non si pone. A dire il vero, conclude Sommaruga, anche lo scorso anno, comunque, i negozi in zona turistica con una superficie inferiore a 400 metri quadrati avrebbero comunque potuto tenere aperto, in virtù della nuova legge. Non bastasse, un gruppo interpartitico di deputati negli scorsi mesi ha depositato un’iniziativa parlamentare regionalizzare le aperture generalizzate tenendo conto delle peculiarità regionali.
