Germania

L’AfD ora guarda a Berlino: «Merz è un peso per il Paese»

Il partito di estrema destra, dopo essersi preso la Sassonia-Anhalt alle elezioni, va all’assalto del Bundestag – La leader Alice Weidel: «Quando governeremo chiuderemo le frontiere» – Il cancelliere Friedrich Merz sulla rovinosa sconfitta della CDU: «È scioccante»
©Nadja Wohlleben
Giona Carcano
07.09.2026 19:30

Da Elon Musk alla Russia piovono applausi per la schiacciante vittoria dell’AfD in Sassonia-Anhalt. L’uomo più ricco del mondo l’ha risolta in una parola: «Complimenti». Più articolato, invece, il punto di vista di Mosca. «La storica vittoria dell’AfD umilia l’arroganza, la ristrettezza mentale, il bellicismo, l’inettitudine e l’ipocrisia della screditata coalizione di governo tedesca», sono state le parole di Kirill Dmitriev, inviato speciale presidenziale e amministratore delegato del Fondo russo per gli investimenti diretti. Il  messaggio è chiaro, così come i destinatari: chi sostiene l’Ucraina, fallisce.

Il giorno dopo la valanga che ha investito la Sassonia-Anhalt, sul campo restano solamente le macerie dei partiti storici. Presa Magdeburgo, il prossimo passo – almeno a parole –è Berlino. E l’obiettivo ha un nome e un cognome: il cancelliere Friedrich Merz. Le parole di Alice Weidel - leader del partito di estrema destra - non lasciano spazio alle interpretazioni. «La CDU ha subito una débâcle, un risultato che si riflette a livello federale, le persone hanno perso la fiducia, nessun cancelliere prima era stato così impopolare come Friedrich Merz, che è diventato un grande peso per uno sviluppo graduale in Germania». Weidel ha poi assicurato che il suo schieramento punta ad ottenere almeno il 40% alle prossime elezioni legislative, previste per il 2029. «La Germania è de facto in bancarotta. È fallita», ha proseguito Weidel, secondo cui «la politica delle frontiere aperte non è più finanziabile». Berlino, e non solo la Sassonia-Anhalt, per l’AfD sembra un obiettivo realistico. «Quando governeremo chiuderemo le frontiere» e potranno entrare solo quelli che hanno diritto al soggiorno, ha attaccato Weidel, lanciando di fatto uno dei principali punti del programma elettorale dell’ultradestra. «Diamo un caloroso benvenuto a chiunque contribuisca positivamente alla nostra società, ma non vogliamo assolutamente un’immigrazione incontrollata e illegale attraverso le frontiere aperte. La Germania è diventata una zona a rischio». 

Lo slancio

Trionfante - e non poteva essere diversamente - il tono delle parole del grande vincitore delle elezioni,  il candidato di punta nel Land Ulrich Siegmund. «Queste elezioni storiche non sono cruciali solo per la Sassonia-Anhalt, ma anche per la Germania ed è per questo che il mio obiettivo è anche quello di fornire slancio affinché nella Berlino politica il messaggio del popolo arrivi finalmente a destinazione. Questa ondata di successo ha travolto tutti i Länder, ora si parla un linguaggio diverso. Ho bisogno di una cancelliera come Alice Weidel a Berlino». La risposta di Merz è arrivata dopo il confronto con i vertici della CDU. Il cancelliere ha definito l’esito del voto in Sassonia Anhalt «scioccante» e ha parlato della prova più severa affrontata dal partito da molto tempo, ma non ha intenzione di dimettersi. Il punto politico della sua reazione non è però stato soltanto il riconoscimento della sconfitta: Merz ha detto che il Governo non può comportarsi come se il voto non fosse avvenuto e ha avvertito che il segnale proveniente dal Land avrà un seguito anche a livello federale. Ha però escluso una collaborazione con l’AfD e ha invitato la CDU a restare unita. «So che la mia persona è stato un tema permanente. Le riforme saranno ancora un tema permanente. Il nostro Paese ha bisogno di riforme sostanziali. Si tratta delle chance dei nostri figli e dei nostri nipoti», ha poi commentato il cancelliere nell’ora più buia del suo mandato.

La partita è aperta

La partita dell’AfD resta comunque ancora tutta da giocare, e non solo a livello federale. In Sassonia-Anhalt, infatti, nonostante il distacco dalla CDU sia stato sostanziale, il partito di estrema destra non ha i numeri per formare un governo autonomo. L’AfD avrà 39 rappresentanti su 83, tre in meno della soglia necessaria per controllare l’aula. La CDU ne ha eletti 15; SPD, Verdi e Linke otto ciascuno; il BSW cinque. La FDP, con il 2,6 per cento, non ha superato lo sbarramento.  La maggioranza non è quindi già scritta. I quattro partiti che escludono accordi con l’AfD - CDU, SPD, Verdi e Linke - sommano 39 seggi, lo stesso numero dell’estrema destra. Di conseguenza il BSW, con i suoi cinque eletti, può decidere l’esito della partita senza avere i numeri per guidarla. I suoi rappresentanti hanno tuttavia fatto sapere di non voler sostenere Siegmund e hanno indicato come alternativa un presidente del Governo regionale estraneo ai partiti, da sostenere con intese variabili.

La Sassonia-Anhalt si prepara quindi a una trattativa senza precedenti recenti. Un Esecutivo guidato dalla CDU avrebbe bisogno di appoggi esterni; una candidatura indipendente dovrebbe superare differenze programmatiche molto profonde; un accordo dell’AfD con altri partiti, invece, romperebbe il principio finora sostenuto dalla CDU e dalle altre forze di non governare insieme all’estrema destra. Ogni soluzione presenta un costo e nessuna garantisce una legislatura stabile. Ma tutti gli scenari restano sul tavolo. Con una certezza: il panorama politico tedesco sembra essere radicalmente cambiato.