Trasporti

Lago Lemano, proteste contro la riduzione dei collegamenti tra Svizzera e Francia

Dal 2026 la linea Thonon-les-Bains–Losanna passerà da quindici a sei corse giornaliere – frontalieri e pendolari lanciano due petizioni con oltre 4'000 firme per chiedere il mantenimento del servizio
Un drapeau Suisse est photographie sur bateau Naviexpress "Evian-les-Bains" de la CGN (Compagnie Genérale de Navigation) ce mercredi 15 octobre 2025 au large de Lausanne. Le Naviexpress est un ferry de transport de personnes destine au transport transfrontalier sur le lac Leman entre la rive vaudoise (Lausanne) et la rive française (Evian-les-Bains). (KEYSTONE/Cyril Zingaro)
Ats
17.10.2025 16:20

La riduzione delle linee di navigazione sul Lemano tra la Svizzera e la Francia, prevista a partire dal 2026, ha suscitato il malcontento da parte dei frontalieri provenienti dall'Esagono, i quali hanno lanciato due petizioni per ripristinare il servizio allo stato attuale. A oggi sono 4'000 le firme raccolte. Il canton Vaud e i partner d'oltreconfine sono in trattative per trovare una soluzione duratura.

Dopo mesi di negoziati, funzionari di Losanna e le comunità francesi di Thonon Agglomération e Pays d'Évian Vallée d'Abondance (CCPEVA) hanno raggiunto un accordo su un piano di risparmio destinato a garantire la continuità del servizio transfrontaliero. Tuttavia, a causa delle difficoltà finanziarie sul versante francese, l'offerta sarà fortemente ridotta.

Sulla tratta più colpita, Thonon-les-Bains - Losanna, dal 14 dicembre circoleranno solo sei battelli al giorno (circa quindici quelli attuali) nei giorni feriali, mentre sarà soppresso il servizio nel fine settimana. A destare però particolare malcontento è stata sopratutto la decisione di sopprimere la corsa mattutina delle 06:25, molto gettonata dai lavoratori francesi.

Le associazioni dei pendolari e degli utenti del trasporto lacustre - l'Amicale des Frontaliers e l'Amicale des usagers du transport public lacustre (AUTPL) - hanno lanciato entrambe petizioni contro lo snellimento del servizio, raccogliendo ad oggi circa 4'000 firme. A loro avviso, il taglio rappresenta un passo indietro per la mobilità transfrontaliera e lo sviluppo economico della regione.

I promotori chiedono un maggiore sostegno finanziario da parte delle autorità francesi, sia comunali che regionali. Nel frattempo, i colloqui tra il canton Vaud e i partner francesi proseguono, con l'obiettivo di trovare, entro il 2027, una soluzione stabile che garantisca la continuità dei collegamenti.