Crans-Montana

È scontro diplomatico con la Svizzera: l'ambasciatore d'Italia resta a Roma

Il diplomatico, richiamato negli scorsi giorni dal governo, tornerà a Berna unicamente se sarà avviata una collaborazione tra le autorità giudiziarie di Italia e Svizzera e se ci sarà una «immediata costituzione di una squadra investigativa comune» sull'incendio di Crans-Montana di Capodanno
Red. Online
26.01.2026 18:46

È scontro diplomatico con Berna. L'ambasciatore italiano in Svizzera, Gian Lorenzo Cornado, richiamato a Roma negli scorsi giorni, tornerà a Berna unicamente se sarà avviata una collaborazione tra le autorità giudiziarie di Italia e Svizzera e se ci sarà una «immediata costituzione di una squadra investigativa comune» sull'incendio di Crans-Montana di Capodanno. Lo rende noto la presidenza del Consiglio dei ministri italiana. Cornado, leggiamo, è stato ricevuto a Palazzo Chigi dalla premier Giorgia Meloni. Alla Farnesina, ha incontrato anche il vicepremier e ministro degli Esteri Antonio Tajani. Contattato dal Corriere del Ticino, lo stesso Cornado ha preferito non commentare. «All’incontro, cui hanno anche partecipato il sottosegretario di Stato Alfredo Mantovano e l’avvocato generale dello Stato Gabriella Palmieri Sandulli, è stato deciso di subordinare il rientro in Svizzera dell’Ambasciatore all’avvio di un’effettiva collaborazione tra le autorità giudiziarie dei due Stati e all’immediata costituzione di una squadra investigativa comune affinché vengano accertate, senza ulteriori ritardi, le responsabilità della strage di Crans-Montana del 1. gennaio 2026» si legge nello specifico nella nota.

Richiamato a Roma

Ricordiamo che il diplomatico nei giorni scorsi è stato richiamato a Roma dal governo proprio per «definire le ulteriori azioni da intraprendere», di fronte alla decisione del Tribunale delle misure coercitive di Sion di scarcerare Jacques Moretti, uno degli indagati per la tragedia di Crans-Montana. Ieri Meloni sulle colonne del Corriere della Sera aveva detto di provare «profonda indignazione e sconcerto per una decisione - quella di scarcerare Moretti, ndr. - che infligge un ulteriore, indicibile strazio alle famiglie delle vittime e dei tanti feriti». Ancora più duri i toni del vicepremier Matteo Salvini, che su X ha scritto «Vergogna». Le reazioni e la copertura mediatica del caso in Italia hanno fatto parecchio discutere in Svizzera. In diversi hanno rimandato le critiche al mittente, con toni più o meno garbati. L'ambasciatore svizzero in Italia, Roberto Balzaretti, ha ad esempio ricordato in un'intervista alla Stampa che «un principio fondamentale del diritto penale svizzero è che l'imputato resta in libertà». Nei giorni scorsi il presidente della Confederazione Guy Parmelin ha detto di comprendere l'indignazione italiana, ma ha ricordato come in Svizzera abbiamo procedure diverse e che i due sistemi giuridici non vanno sovrapposti. «Dobbiamo rispettare la separazione dei poteri e la politica non deve interferire», ha sottolineato.

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