Ticino

Lanciata l’iniziativa popolare per ridurre il costo delle bollette elettriche

La proposta del Centro è stata depositata il 5 ottobre: chiede che i benefici delle riversioni idroelettriche si traducano in minori oneri per famiglie e imprese
©Chiara Zocchetti

«Temi, non cadreghe». Si era espresso così, a luglio, Fiorenzo Dadò durante un’intervista al Corriere del Ticino incentrata sulla campagna per le prossime elezioni cantonali. In quell’occasione, il presidente del Centro aveva anticipato l’intenzione di lanciare un’iniziativa popolare per diminuire le tariffe elettriche, sostenendo che il Ticino, pur producendo molta energia, ne facesse beneficiare poco la popolazione. La proposta, aveva detto, sarebbe stata lanciata in autunno.

Ebbene, il 5 ottobre la Cancelleria dello Stato ha comunicato sul Foglio Ufficiale il deposito dell’iniziativa popolare legislativa generica «L’acqua è di tutti. Meno costi per i ticinesi!», promossa dal presidente del centro, Fiorenzo Dadò e da altri firmatari. La raccolta delle firme è prevista dal 7 ottobre al 14 gennaio 2027.

Il testo chiede al Cantone di rendere l’elettricità più sostenibile per famiglie e attività economiche e, in particolare, di fare in modo che ticinesi e imprese beneficino delle riversioni degli impianti idroelettrici, anche attraverso una riduzione degli oneri di approvvigionamento. La proposta, nella sua formulazione generica, non definisce però né la misura dello sconto né il meccanismo concreto per applicarlo.

Il dossier era già entrato in Gran Consiglio a giugno, quando Dadò e il presidente del PLR Alessandro Speziali avevano presentato due iniziative parlamentari complementari. Una proponeva un fondo cantonale alimentato con una quota dei canoni d’acqua, indicata in circa 5 milioni di franchi l’anno, per interventi ambientali e progetti nelle regioni periferiche. L’altra puntava a far sì che le maggiori risorse legate alle future riversioni non fossero assorbite dal bilancio cantonale o neutralizzate dalla perequazione, ma portassero benefici ai Comuni e ai territori che ospitano gli impianti.

La nuova iniziativa popolare sposta l’accento: non soltanto una ricaduta territoriale per le valli, ma un possibile alleggerimento dei costi elettrici per l’intera popolazione e per le attività economiche. Il tema si intreccia con la stagione delle riversioni attesa per i principali impianti ticinesi tra il 2035 e il 2048, quando scadranno diverse concessioni.