«L’anno scorso i congressi hanno fruttato 33 milioni di franchi»

A volte servono (anche) i numeri e un cambio di «narrazione» per determinare l’importanza di una strada da intraprendere. Soprattutto quando all’orizzonte si staglia la realizzazione di un nuovo polo congressuale, che la Città vorrebbe realizzare nel comparto Campo Marzio Nord. Comparto per il quale «entro le prossime 2-3 settimane sarà presentata una variante di Piano regolatore (PR) in Municipio necessaria all’avvio del nuovo centro congressuale – ha spiegato oggi alla stampa, il vicesindaco nonché capo Dicastero cultura, sport ed eventi, Roberto Badaracco – così da arrivare, dopo l’esame del Cantone, in Consiglio comunale nella prima parte del 2027». Senza un nuovo Palacongressi – è stato lasciato intendere oggi nel corso di una conferenza stampa organizzata da Lugano Region (l’ente turistico cittadino) - sarà infatti difficile continuare a insistere su questo tipo di turismo che per Lugano sarà sempre più fondamentale.
A evidenziarlo sono i numeri (ma non solo) presentati oggi. «L’anno scorso in città abbiamo contribuito a realizzare 16 congressi, 5 nazionali e 11 internazionali – ha rilevato Monica Besomi, responsabile del settore Lugano Convention & Exhibition (l’area che si occupa di congressi ed eventi) di Lugano Region -. Congressi a cui hanno partecipato circa 14.500 persone e hanno creato un impatto economico diretto di 18 milioni di franchi e un impatto economico totale di 33,4 milioni di franchi». Numeri e cifre «che non si possono ignorare», ha evidenziato Besomi e che, secondo Rupen Nacaroglu, presidente di Lugano Region, ben spiegano l’importanza di questo tipo di turismo per la città. «Se sfruttato bene questo settore potrebbe portare benessere per tutti, perché è «il» settore sul quale bisogna puntare oggi ma soprattutto in futuro visto che ha un potenziale enorme». Nacaroglu ha parlato di un «momento decisivo» in cui «restare tutti uniti senza mettere in atto un campo di battaglia politico».
La scorsa estate di fronte all’idea di realizzare un centro congressuale al Campo Marzio era sceso in campo, lo ricordiamo, il presidente del PLR di Lugano, Paolo Morel, proponendo per il comparto un’alternativa più verde e sostenibile, ma soprattutto senza un polo congressuale, dato che, secondo Morel, sarebbe sufficiente adattare (allargandolo) l’attuale Palacongressi. Un’alternativa che aveva fatto molto discutere, raccogliendo però diversi sostegni trasversali.
Ma anche un’alternativa che, secondo Badaracco, ha creato anche una certa confusione tra la popolazione. Quando invece bisognerebbe «giocare fino in fondo le nostre carte». Anche perché il settore congressuale è destinato, sempre secondo il vicesindaco, a portare sempre più turisti in città.
A definire ancora più in profondità l’importanza di insistere e di percorrere la strada già tracciata, che dovrebbe portare alla realizzazione, appunto, di un nuovo Polo congressuale moderno al Campo Marzio, è stato oggi anche Federico Haas, presidente di Hotelerie Suisse (l’associazione nazionale degli albergatori) del Sottoceneri. «Entreremmo in una nuova era - ha affermato Haas - non solo saremo capaci di offrire più qualità e di destagionalizzare l’offerta alberghiera (che oggi fa fatica soprattutto durante l’inverno, ndr) ma creeremmo anche un circolo virtuoso a più livelli, aumentando anche l’occupazione per tutta la destinazione».
Tutto questo perché nel frattempo Lugano «si sta già muovendo con nuovo acquisizioni e nuovi arrivi di congressisti e congressi». La macchina, è sembrato di capire, è insomma già oliata e non aspetta altro di correre, calcolando il fermento in atto nel mercato alberghiero. Come scritto su queste colonne all’orizzonte si stanno infatti stagliando grandi manovre nel settore con alberghi che passano di mano e altri che potrebbero arrivare a Lugano.
