Il caso

L'annuncio delle dimissioni di Zali rimbalza sui media d'oltralpe

Dal Blick all'Aargauer Zeitung, passando per il Tages Anzeiger, diversi media svizzero tedeschi hanno dedicato ampio spazio agli ultimi sviluppi nella politica ticinese
©Gabriele Putzu
Thomas Schürch
Thomas Schürch
29.07.2026 18:11

«Una bomba nel cantone meridionale». Così ha esordito il Blick nel commentare la notizia di oggi relativa alla decisione di Claudio Zali di lasciare il Consiglio di Stato ticinese. L'attuale direttore del Dipartimento del territorio, lo ricordiamo, rimarrà in carica per il tempo necessario a chiudere alcune questioni aperte. Il Blick ha poi riassunto i contenuti della lettera inviata a Radio Ticino con cui il «ministro» leghista ha comunicato la sua scelta. Nella missiva, Zali respinge le accuse a lui rivolte, affermando di «non aver picchiato nessuno e di non aver fatto picchiare nessuno».

Riepilogando la vicenda, il Tages Anzeiger ha ricordato quanto la tensione sia «altissima» in Ticino in questi giorni. La scorsa settimana, durante la riunione del governo cantonale, Zali «ha affrontato la questione delle accuse a suo carico, ribadendo la sua innocenza», si legge nell'articolo. Ciononostante, «ha acconsentito a consegnare il fascicolo alle autorità giudiziarie e di polizia. La consegna è stata ora effettuata». « Nel mezzo del caos, Claudio Zali annuncia le sue dimissioni», ha titolato Le Matin, ricordando che il direttore del DT ha comunicato la sua intenzione di tornare alla professione di avvocato e di intraprendere azioni legali contro coloro che, a suo avviso, «hanno violato la legge in questa vicenda».

La «frecciatina»

L’Aargauer Zeitung ha invece fatto un passo in più: con il titolo «La pressione è diventata insopportabile: Claudio Zali si dimette e si scaglia contro il suo successore», il portale argoviese ha posto l’accento sul fatto che Zali – nella già citata lettera a Radio Ticino – ha voluto lanciare una frecciatina al suo successore (il democentrsita Piero Marchesi) affermando di «aver spianato la strada a chi da tempo ambiva al mio posto». La NZZ ha invece evidenziato come Zali «abbia messo il suo stesso partito in una posizione difficile», con il «ministro» che negli scorsi giorni era stato anche scaricato dal Mattino della Domenica, settimanale d’area.