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L'appello della Francia: «Il Libano sull'orlo del baratro, agire è un dovere»

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Ats
24.10.2024 11:25

Il Libano è oggi ''sull'orlo del baratro'', con una popolazione «trascinata in una guerra che non ha scelto. Agire è un dovere ed è questo il motivo per cui la Francia ha assunto questa iniziativa'': lo dice il ministro francese degli Esteri, Jean Noel-Barrot, in un messaggio pubblicato su X in vista dell'apertura a Parigi della conferenza internazionale di sostegno alla popolazione e alla sovranità del Libano.

All'incontro sono attesi, tra gli altri, il premier libanese Najib Mikati, i ministri degli Esteri Abdallah Bou Habib (Libano), Annalena Baerbock (Germania), Mélanie Joly (Canada). In rappresentanza dell'Unione europea ci sarà Josep Borrell mentre il segretario generale delle Nazioni Unite, Antonio Guterres, pronuncerà un discorso a distanza. La conferenza si articola in tre aspetti fondamentali: diplomatico, umanitario e politico.

''Abbiamo messo sul tavolo proposte concrete affinché il cessate il fuoco arrivi il più rapidamente possibile'', ricorda Barrot, in riferimento alla proposta franco-americana di un cessate il fuoco temporaneo di 21 giorni per permettere di negoziare le condizioni di un accordo duraturo.

In assenza del segretario di Stato Usa, Antony Blinken, impegnato in Medio Oriente, gli Stati Uniti verranno rappresentati lungo le rive della Senna dal suo vice Richard Verna. Quest'ultimo, fanno sapere fonti vicine all'emissario di Washington, insisterà sulla necessità di ''raggiungere una soluzione diplomatica per consentire alle popolazioni'' libanese e israeliana di rientrare a casa.

Intanto, il direttore dell'Ong Oxfam in Libano, Bachir Ayoub, avverte: ''Tutto ciò che non condurrà ad una fine immediata delle distruzioni e dei morti trasformerebbe questo summit in un fallimento».

Il presidente francese, Emmanuel Macron dovrebbe annunciare nuovi aiuti finanziari per il Libano. Per l'Onu servono oggi almeno 370 milioni di euro per sostenere il Paese.