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Latte in polvere: «Il decesso in Francia non è legato al prodotto»

«In base allo stato attuale delle indagini, il decesso del lattante non appare in relazione con il latte artificiale che è servito al suo nutrimento», si legge in un comunicato firmato dal procuratore Renaud Gaudeul
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Ats
06.03.2026 17:53

Le autorità giudiziarie francesi fanno chiarezza su un tragico episodio che ha gettato ombra sulla sicurezza degli alimenti per l'infanzia: il decesso di un neonato avvenuto a inizio gennaio, in concomitanza con il massiccio richiamo di latti artificiali per un possibile rischio di contaminazione a causa di una tossina, non sarebbe collegato al prodotto consumato. Lo ha annunciato oggi la procura di Bordeaux, che aveva avviato accertamenti approfonditi. «In base allo stato attuale delle indagini, il decesso del lattante non appare in relazione con il latte artificiale che è servito al suo nutrimento», si legge in un comunicato firmato da Renaud Gaudeul, procuratore nella città della Gironda. L'indagine prosegue, ha precisato il magistrato, «soprattutto sul piano medico-legale, al fine di determinare l'origine del decesso».

Un altro caso

In uno sviluppo parallelo ma distinto, emergono novità anche su un altro caso risalente allo scorso dicembre. Secondo quanto riferito dagli avvocati della famiglia, una dose «anomala» della tossina cereulide è stata rinvenuta in un latte artificiale consumato da un neonato deceduto ad Angers, nella regione dei Paesi della Loira. Al momento non è però stato stabilito un nesso causale tra la presenza della sostanza e il tragico evento. Le indagini su questo fronte restano in corso per accertare eventuali responsabilità e chiarire le cause della morte.

Il caso

Gli sviluppi odierni segnano un nuovo capitolo in una vicenda che dallo scorso dicembre tiene banco a livello internazionale. Diversi produttori di alimenti per l'infanzia, tra cui i colossi elvetici Nestlé e Hochdorf, nonché i giganti francesi Danone e Lactalis, hanno avviato richiami precauzionali di latte per neonati in oltre 60 paesi. I ritiri sono stati resi necessari dalla possibile presenza di cereulide, una contaminazione che può provocare gravi sintomi gastrointestinali. Diversi paesi europei, inclusa la Svizzera, hanno segnalato alle autorità sanitarie possibili casi di malattia in bambini piccoli che avevano manifestato disturbi dopo il consumo di prodotti risultati poi potenzialmente contaminati.

La vicenda in Francia

In Francia la vicenda ha assunto contorni ancora più gravi: le autorità stanno indagando su tre decessi che potrebbero aver consumato latte in polvere contaminato: in uno di questi è stato appunto ora stabilito che non vi è un nesso causale tra il decesso e la contaminazione. Il fornitore dell'ingrediente incriminato è stato identificato nell'azienda cinese Cabio Biotech, con sede a Wuhan. Essa fornisce l'olio di acido arachidonico, un acido grasso polinsaturo considerato essenziale per lo sviluppo dei neonati e comunemente aggiunto al latte artificiale per avvicinarne il più possibile la composizione a quello materno.