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Latte per neonati: inchieste in Francia dopo la morte sospetta di due bebè

Allo stesso tempo, tutti i lotti interessati del marchio Nestlé sono stati ritirati dalla vendita su tutto il territorio nazionale
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Ats
23.01.2026 14:18

In Francia sono state avviate due indagini dopo la recente morte di due neonati che avevano consumato latte in polvere ritirato dal mercato da Nestlé a causa di una «possibile contaminazione» batterica, senza che al momento sia stato stabilito alcun «nesso causale», secondo le autorità. Allo stesso tempo, tutti i lotti interessati sono stati ritirati dalla vendita su tutto il territorio nazionale, ha dichiarato oggi la ministra francese della Salute Stéphanie Rist all'emittente BFM-TV, mentre il colosso alimentare svizzero promette di contribuire alle indagini «in tutta trasparenza».

La giustizia ha annunciato ieri l'apertura di un'indagine sulla morte sospetta, avvenuta l'8 gennaio all'ospedale Haut Lévêque di Pessac, vicino a Bordeaux (sud-ovest), di un neonato nato il 25 dicembre. «Una volta dimesso dal reparto maternità, il neonato era stato alimentato, tra il 5 e il 7 gennaio 2026, con latte artificiale della marca Guigoz, oggetto di un richiamo per una possibile contaminazione dal batterio Bacillus cereus», ha precisato ieri all'agenzia di stampa France-Presse (Afp) il procuratore della Repubblica di Bordeaux, Renaud Gaudeul.

Ad Angers (ovest), dove a dicembre è stata aperta un'inchiesta per indagare sulle cause della morte di una bambina di 27 giorni, deceduta il 23 dicembre, la madre della piccola ha ricontattato gli investigatori «due giorni fa» per segnalare una confezione di latte Guigoz somministrata alla sua bambina, ha dichiarato ieri il procuratore della città, Eric Brouillard.

«È una pista seria», ma è «troppo presto per dire che sia la pista principale», ha sottolineato Brouillard, che ha incaricato «con urgenza» un laboratorio per effettuare le verifiche.

Il colosso alimentare elvetico Nestlé il 5 gennaio ha avviato un vasto richiamo dei suoi prodotti di latte per l'infanzia dei marchi Guigoz e Nidal a causa della potenziale presenza in essi di «cereulide», nonostante i severi controlli.

Questo componente tossico, prodotto in determinate condizioni da una famiglia di batteri, i Bacillus cereus, può provocare una grave forma di vomito nelle ore successive al consumo.

Oggi, rivolgendosi ai genitori che danno latte in polvere ai loro bambini, Rist ha consigliato di «verificare» se le confezioni di latte sono state richiamate sul sito «rappel conso». «Se lo sono, è necessario metterle da parte e acquistare un'altra confezione di latte», ha detto.

«Se il latte è stato consumato ieri o l'altro ieri, se non ci sono sintomi, non c'è problema. Se ci sono nausea, vomito, diarrea, (...) che sono molto frequenti in questo periodo, perché ci sono gastroenteriti, non c'è da preoccuparsi eccessivamente, ma se i sintomi ci sono e il latte è stato consumato da una confezione che doveva essere ritirata, in questi casi è necessario consultare il medico», ha continuato. I prodotti di latte per l'infanzia potenzialmente contaminati sono stati «ritirati» dal mercato, ha d'altra parte assicurato la ministra della Salute francese.

A Bordeaux il neonato nato il 25 dicembre era stato portato d'urgenza in ospedale il 7 gennaio, «dopo che la madre aveva notato disturbi digestivi nel bambino», secondo il procuratore.

I primi risultati delle analisi condotte nell'ambito dell'indagine «hanno stabilito l'assenza di contaminazione da parte del batterio Bacillus cereus», ma sono state richieste «ulteriori analisi» per rilevare la presenza della tossina cereulide, ha precisato Gaudeul ieri sera, aggiungendo che i risultati di queste nuove analisi, «più lunghe», «non sono ancora noti».

Ieri, in un comunicato, i ministeri dell'Agricoltura e della Salute hanno parlato di un allarme sanitario «di ampia portata, che rimane in evoluzione», assicurando di voler esercitare una «sorveglianza continua» sul caso.

«In questa fase, non è stato evidenziato alcun legame causale tra il consumo dei prodotti di latte per l'infanzia in questione e la comparsa di sintomi nei neonati», hanno fatto sapere.

«Il nesso tra le due cose non è stato stabilito, sarà l'indagine a determinarlo», ha confermato il ministro dell'Agricoltura, Annie Genevard, affermando di seguire il caso con «grande attenzione».

Nestlé promette trasparenza

Nestlé ha intanto reagito oggi all'annuncio dell'apertura delle due indagini penali in Francia, esprimendo le sue «più sincere condoglianze alle famiglie in lutto» per la morte di due neonati.

«Come dichiarato dalle autorità, nulla indica a questo stadio un collegamento tra questi tragici eventi e il consumo dei nostri prodotti», ha indicato Nestlé Francia in un comunicato trasmesso all'Afp.

«Noi (...) restiamo a completa disposizione delle autorità e collaboriamo in tutta trasparenza per contribuire a qualsiasi chiarimento necessario, come facciamo fin dal primo giorno», ha aggiunto l'azienda.

Il produttore dell'olio ricco di acido arachidonico (ARA) all'origine della potenziale presenza di cereulide è l'azienda cinese Cabio Biotech, secondo quanto appreso da fonti vicine al caso.

Questa impresa, fondata nel 2004 e con sede a Wuhan, è il principale produttore cinese di questo tipo di oli e rifornisce numerosi produttori di latte per l'infanzia locali e internazionali (in particolare Nestlé e Danone).

Mercoledì anche i gruppi lattiero-caseari francesi Danone e Lactalis hanno annunciato il ritiro dal mercato di prodotti contenenti latte per neonati in diversi Paesi, tra cui Francia, Cina, Australia e Messico.

«Sono i produttori industriali che hanno la responsabilità di effettuare i controlli interni», ha precisato Rist. «Al momento non vi sono allarmi scientifici rilevanti», ha aggiunto senza fornire ulteriori dettagli.