Il caso

Laura Loomer fa retromarcia e abbraccia Kiev: «Un terremoto nella destra americana»

L'influencer, attivista politica complottista e vicinissima a Trump, è finita sotto i riflettori per il repentino cambiamento di posizione sulla guerra in Ucraina – Un tempo smaccatamente filorussa, la 33.enne ha incontrato Zelensky – Sui social la tappa al McDonald's di Kiev tra le macerie
L'influencer Laura Loomer attovagliata al McDonald's di Kiev con, sullo sfondo, le macerie. © X/Laura Loomer
Irene Solari
25.07.2026 09:00

Una svolta repentina, con tanto di pentimento per «l’odio espresso nei confronti dell’Ucraina» e il sostegno verso la Russia, tanto da dire di avere agito in passato «come una vera idiota». L’influencer Laura Loomer, da sempre fedelissima alleata di Trump, esponente della destra e appartenente al movimento MAGA (Make America Great Again), ha improvvisamente cambiato la sua posizione sulla guerra in Ucraina. E, per dare ancora più risalto alle sue nuove idee, Loomer ha deciso di recarsi personalmente nella capitale e intervistare nientemeno che il presidente Volodymyr Zelensky, esprimendogli vicinanza e rammarico sulle sue precedenti posizioni. Una visita che - come evidenziato da diversi media tra cui il portale Schweizheute - sta avendo un'eco internazionale enorme e assumendo le dimensioni di un vero e proprio «terremoto politico all'interno del movimento MAGA».

Attivista e complottista

Ma riavvolgiamo il nastro e cerchiamo di capire meglio quanto successo. La 33.enne originaria dell'Arizona era balzata agli onori della cronaca qualche anno fa. Nota negli Stati Uniti come influencer, attivista politica e complottista vicina agli ambienti di estrema destra, nonché sostenitrice di posizioni anti-musulmani e ultranazionaliste. La donna era apparsa nel 2024 al fianco del Tycoon in una serie di eventi istituzionali e politici, spostandosi a bordo del jet privato di Trump insieme a pochi altri fedelissimi e addirittura accompagnandolo in occasione della commemorazione della tragedia dell'11 settembre. Una presenza che aveva fatto parecchio discutere all'epoca, dato che Laura Loomer aveva postato sui propri canali social un video in cui sosteneva che l'attacco alle Torri Gemelle fosse un inside job, una teoria del complotto più volte rigettata dallo stesso governo statunitense. Ma, al netto delle polemiche, la 33.enne «piace a Trump» come avevano rivelato fonti vicine al presidente. Il tutto non senza creare dissapori e gelosie all'interno del circolo ristretto dell'allora ex presidente.

© Ted Shaffrey
© Ted Shaffrey

In una cassa di risonanza

Ma veniamo a oggi. A far tornare prepotentemente Loomer sotto i riflettori è, come detto, la sua recente visita in Ucraina dopo essere stata schierata per anni contro il Paese, aderendo alla narrativa russa. L'influencer - che vanta quasi 2 milioni di follower su X (ex Twitter) - ha rivisto pubblicamente la propria posizione sulla guerra: sempre su X ha dichiarato che in precedenza «era intrappolata in una cassa di risonanza mediatica e aveva creduto alla propaganda russa». Il primo ripensamento risale al mese di giugno, con un annuncio fatto nel proprio podcast «Loomer Unleashed». Una nuova posizione «che coincide con il recente riavvicinamento» di Trump alla parte ucraina, riporta il portale svizzero tedesco. «Mi sbagliavo», ha dichiarato l'influencer dalla capitale ucraina, ammettendo di sentirsi «una vera idiota». La donna ha anche tenuto a precisare che la sua visita non è stata finanziata dal governo ucraino, ma è stata intrapresa «di sua spontanea volontà». Loomer ha voluto andare di persona in Ucraina «per vedere con i propri occhi» la guerra di Vladimir Putin. Detto fatto: la 33.enne ha visitato diversi luoghi teatro della guerra, tra cui Bucha e Kiev. Davanti alla devastazione del raid sulla capitale avvenuto martedì a cui ha assistito, la donna ha detto di «vergognarsi di aver minimizzato per anni la sofferenza degli ucraini»: «La gente credeva che l'Ucraina fosse un Paese pieno di nazisti. In realtà era caduta vittima della disinformazione russa».

Tra hamburger e macerie

Non è mancata nemmeno, durante il viaggio a Kiev, la tappa al McDonald's locale, rimasto in piedi e operativo nonostante i ripetuti attacchi alla capitale ucraina. Una tappa messa immediatamente sotto le luci dei social, quasi «in segno di sfida». L'influencer ha postato una foto mentre è attovagliata con un hamburger in mano a un tavolino del ristorante, nonostante lei «non mangi mai fast food». Sullo sfondo le macerie e la devastazione degli attacchi russi. «Tre giorni fa la Russia ha lanciato 40 missili balistici su Kiev, colpendo quartieri civili nella capitale e il più antico McDonald's del Paese, sottolineando il costo umano e simbolico della guerra di Mosca. Il McDonalds a Kiev, il primo assoluto in Ucraina, aperto nel 1997, è diventato uno dei simboli di resistenza più resilienti durante la guerra», ha scritto Loomer su X. Aggiungendo anche che il locale ha subito danni almeno sette volte da quando è iniziata l’invasione su vasta scala ma ha riaperto pochi giorni dopo l'ultimo attacco. 

Il movimento MAGA in subbuglio

Le nuove posizioni di Laura Loomer non si limitano soltanto all'Ucraina e stanno creando un vero e proprio «terremoto» nella sua ala di appartenenza politica: la donna ha accusato, oltre alla Russia, anche l'Iran di «diffondere deliberatamente disinformazione per dividere gli Stati Uniti e il Partito Repubblicano». Non solo. La 33.enne ha anche lanciato «attacchi particolarmente duri contro alcune frange del suo stesso movimento MAGA» sostenendo che molti influencer e politici conservatori «si siano lasciati manipolare da Russia, Qatar o Iran e stiano diffondendo propaganda anti-americana». Parole che, come prevedibile, stanno creando non poche polemiche e spaccature sul fronte nazionalista americano tra chi le dà ragione e chi, invece, la critica pesantemente.

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