Lavoro minorile, Lindt&Sprüngli finisce sotto inchiesta negli Stati Uniti

Il produttore di cioccolato svizzero Lindt&Sprüngli rischia di doversi presto presentare in tribunale negli Stati Uniti per difendersi dalle accuse di lavoro minorile. Lo studio legale International Rights Advocates rimprovera all'azienda dolciaria di presentare in maniera fuorviante i propri sforzi nella lotta al lavoro minorile nei Paesi produttori di cacao come la Costa d'Avorio e il Ghana. Ne ha riferito ieri l'agenzia di notizie statunitense Bloomberg.
Nessuna misura effettiva
Nell'accusa, depositata presso un tribunale del District of Columbia, si legge - secondo Bloomberg - come Lindt&Sprüngli abbia annunciato l'intenzione di interrompere l'impiego di bambini lungo tutta la sua catena d'approvvigionamento, ma che in verità continui a trarre profitto da tale pratica. I legali rimproverano dunque al gruppo elvetico di non intraprendere alcuna misura effettiva per contrastare il fenomeno.
Respinta ogni accusa
Oggi l'azienda ha respinto ogni accusa: «Disponiamo di linee guida relative ai fornitori e indaghiamo sistematicamente su tutti i casi sospetti di lavoro minorile all'interno della nostra catena di approvvigionamento», ha dichiarato un portavoce all'agenzia AWP. Il tema del lavoro minorile verrebbe inoltre «preso molto seriamente. Queste accuse immotivate sono simili ad altre precedentemente formulate dalla stessa organizzazione a numerosi altri produttori di cioccolato», ha proseguito l'addetto stampa. L'anno scorso il gruppo con sede a Kilchberg (ZH) aveva annunciato che a partire da quest'anno avrebbe acquistato cacao unicamente da fornitori dotati di un sistema di sorveglianza contro lo sfruttamento di minori.