Il caso

«Le aziende svizzere non chiedono il rimborso dei dazi statunitensi»

Secondo Martin Hirzel, presidente dell'associazione di categoria Swissmem, solo un terzo delle imprese attive nel settore dei macchinari, dell'elettronica e dei metalli ha domandato la restituzione delle tariffe indebitamente riscosse agli Stati Uniti
© Gabriele Putzu
Ats
24.08.2026 14:13

Solo un terzo delle aziende svizzere attive nel settore dei macchinari, dell'elettronica e dei metalli ha richiesto agli Stati Uniti il rimborso dei dazi indebitamente riscossi, ha affermato oggi il presidente dell'associazione di categoria Swissmem, Martin Hirzel, in un'intervista all'agenzia finanziaria AWP.

Oneri amministrativi eccessivi

Secondo il presidente, le imprese temono oneri amministrativi eccessivi a fronte di un modesto guadagno finanziario, il che, secondo Hirzel, è un errore. Le aziende devono certamente compilare un modulo «piuttosto complicato», ma questa procedura può essere espletata online, ha aggiunto. «Forse spetterebbe anche a Swissmem promuovere in modo più chiaro questa procedura», ha affermato Hirzel.

«Si impara a convivere»

Nel complesso, le aziende hanno «imparato a convivere con i dazi doganali», ma si è ancora lontani da una normalizzazione della situazione. L'onere amministrativo derivante dal balzello e da una normativa in continuo mutamento grava invece sulle società. I loro clienti, dal canto loro, vivono in una situazione di incertezza, il che si traduce in una certa cautela. Per questo motivo, le aziende intervistate da Swissmem prevedono in maggioranza un calo dell'attività oltreoceano.