Il caso

«Le aziende svizzere sono in ritardo nella cibersicurezza»

Secondo uno studio condotto dal gruppo informatico Cisco, la maggior parte delle imprese reagisce agli attacchi informatici invece di prepararsi in modo proattivo
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Ats
05.11.2026 16:10

La maggior parte delle aziende svizzere reagisce agli attacchi informatici invece di prepararsi in modo proattivo. Secondo uno studio del gruppo IT Cisco, il 72% delle imprese non riesce a mettere in atto misure di cibersicurezza.

Secondo il «Relentless Defense Report», pubblicato oggi, la Svizzera occupa così l'ultimo posto tra nove Paesi europei. Tale documento classifica il 32% delle 200 aziende elvetiche esaminate nella categoria più debole. In questi casi, le basi della sicurezza informatica sono ancora in fase di sviluppo. Un ulteriore 40% dispone sì di capacità difensive, ma le impiega solo in singoli settori aziendali.

Il 26% presenta solide basi di sicurezza. Solo il 2% appartiene al gruppo di punta, che ottimizza continuamente le proprie difese. A titolo di paragone: nel Regno Unito, in Italia e in Francia la percentuale di aziende con un basso livello di protezione è nettamente inferiore.

«Il pericolo è reale»

Eppure il pericolo è reale: secondo i dati disponibili, lo scorso anno il 94% delle aziende elvetiche ha subito un grave attacco informatico. Cisco individua nei lunghi processi di approvazione, nei reparti che operano in modo isolato e nella frammentazione dei dati, i principali ostacoli a una difesa più efficace. Solo nel 30% dei casi i reparti di sicurezza, di rete e IT collaborano come un'unica squadra. Il 47% dichiara di dedicare più tempo alla raccolta e al confronto dei dati che alla difesa informatica vera e propria.

«I nostri risultati dimostrano che le aziende svizzere devono urgentemente sviluppare la propria strategia di sicurezza, passando dalla semplice reazione agli incidenti a una prevenzione continua e all'adattabilità», afferma Christopher Tighe, direttore di Cisco Svizzera. La resilienza informatica non deve diventare una priorità solo in caso di emergenza.

Per il rapporto, tra aprile e maggio 2026, sono stati intervistati in tutto il mondo 8.000 esperti di sicurezza in 30 mercati, di cui 200 in Svizzera. La classificazione delle aziende si basa su informazioni fornite dalle stesse imprese e tiene conto della copertura protettiva, della velocità di rilevamento e risoluzione delle minacce, nonché degli ostacoli organizzativi.