L'evento

Le promesse degli scacchi si sfidano a Lugano

Da venerdì a domenica il palazzo dei Congressi ospita il Qualiturnier U10-U18 e il XIX International Chess Open – L’organizzatore David Camponovo: «Dopo i fasti del passato, vogliamo riportare il Ticino sulla mappa di questo sport»
© scaccomatto.ch
Mattia Darni
04.11.2026 19:04

Circa 250 giovani animeranno questo fine settimana il palazzo dei Congressi. Già, perché da venerdì a domenica a Lugano si terrà il Qualiturnier U10-U18, una delle quattro tappe del torneo di qualificazione al Campionato svizzero giovanile di scacchi. Un evento, questo, che contribuirà a determinare i migliori 16 giocatori di ogni categoria che poi si giocheranno le finali a livello nazionale. I vincitori assoluti rappresenteranno quindi la Svizzera agli Europei e ai Mondiali.

Tra ritorni e riconferme

È la seconda volta che Lugano ospita una tappa del Qualiturnier giovanile, dopo la felice esperienza dello scorso anno, quando la competizione era andata in scena all’Università della Svizzera italiana. «E, dopo un anno di pausa, Lugano è stata riconfermata anche per il 2028», rivela l’organizzatore David Camponovo. «Il nostro torneo ha l’obiettivo di riaffermare il Ticino dal punto di vista scacchistico dopo che, nel recente passato, il nostro Cantone è rimasto un po’ ai margini».

Anche le date scelte per il torneo non sono casuali. «Con la nostra iniziativa vogliamo portare un valore aggiunto al territorio: abbiamo quindi deciso di organizzare il torneo in bassa stagione turistica in modo da attirare gente sul territorio e aiutare alberghi e ristoranti», spiega Camponovo.

Non solo giovani

Il Qualiturnier giovanile non sarà comunque l’unica manifestazione scacchistica che animerà le rive del Ceresio. Parallelamente si terrà infatti, sempre al palazzo dei Congressi, il XIX International Chess Open Lugano. Il torneo è aperto a tutti e ha lo scopo, da una parte, di promuovere il gioco degli scacchi e, dall’altra, di favorire l’incontro, lo scambio e il dialogo tra persone e generazioni.

Un rapporto di lunga data

Quello di Lugano con gli scacchi è un rapporto di lunga data. «La città, in passato, ha ospitato importanti appuntamenti internazionali», racconta Camponovo. «Innanzitutto, nel 1968 si sono tenute le Olimpiadi della disciplina. Negli anni Ottanta, poi, la città ospitava un torneo open di livello mondiale che vedeva sfidarsi giocatori fortissimi». Un rapporto che Camponovo intende ora rinsaldare. «Vogliamo riportare Lugano sulla mappa degli scacchi».

Le sfide

Ma qual è lo stato di salute del movimento ticinese? «Dopo il Covid, gli scacchi stanno vivendo una rinascita. Molti giovani si sono avvicinati a questa attività giocando online. Il nostro obiettivo è portarli a giocare in presenza e ad aderire ai club del territorio. Un’altra sfida è poi aumentare il numero di maestri di scacchi», conclude Camponovo.

Insomma, chi fosse interessato ad avvicinarsi a questo mondo può farlo contattando la Federazione scacchistica ticinese (FSTI) o Le Aquile di Lugano, club di cui Camponovo è presidente, tramite il sito www.scaccomatto.ch.

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