Ticino

«Le violenze degli ultimi giorni vanno comprese alla radice»

Di fronte alle manifestazioni spesso sfociate in episodi di vandalismo, Sciopero per il Clima ha deciso di dire la sua: «Il discorso pubblico dovrebbe andare oltre i semplicismi»
© REUTERS/Daniele Mascolo
Red. Online
20.10.2026 20:03

Di fronte alle proteste che negli ultimi giorni hanno interessato Francia e Italia e che sono sfociate in episodi violenti e in atti di vandalismo, il coordinamento cantonale di Sciopero per il Clima ha deciso di prendere posizione.  

«La focalizzazione, sia a livello politico che mediatico, si è centrata sui danni causati, non solo tralasciando quasi del tutto le ragioni dietro alle proteste, ma anzi arrivando anche a condannare queste violenze», scrive il coordinamento cantonale del movimento. «Condanne decise arrivate da tutti i fronti politici: a destra, come era previsto, ma anche a sinistra, la cui stragrande maggioranza delle realtà ha preso senza esitazione le distanze dai danni e dalle violenze degli ultimi giorni».

Ora, secondo Sciopero per il Clima, si dovrebbe adottare un'altra prospettiva. «È facile condannare le violenze. Chi non è contro la violenza? Il discorso pubblico, tuttavia, dovrebbe andare oltre questi semplicismi e cercare di comprendere questa violenza alla radice, invece di condannarla».

Sciopero per il Clima spiega dunque cosa, a suo modo di vedere, si celi dietro queste derive violente. «I danni causati negli ultimi giorni in moltissime città altro non sono che il risultato di una frustrazione giovanile più che legittima, causata da anni e anni di maltrattamenti politici nei confronti della nostra generazione. Per anni è stato cercato un dialogo pacifico e impossibile con una politica menefreghista e approfittatrice, che, da tutti i fronti, altro non ha fatto che criticare o strumentalizzare le esigenze e le richieste giovanili. Politica incarnata dai governi nazionali che, ricordiamo, di giorno in giorno condannano in maniera del tutto consapevole la nostra generazione a una vita sull’orlo del precipizio. Governi complici di uccisioni quotidiane di centinaia di bambini e persone, governi direttamente responsabili della crisi climatica, sentenza irrevocabile per la vita della nostra generazione».

Sciopero per il Clima si spinge dunque oltre e scrive, nella sua presa di posizione: «È quindi davvero da condannare questa violenza? O dobbiamo piuttosto renderci conto che ogni singolo danno, ogni singola ferita non è responsabilità individuale ma un completo fallimento politico? Fallimento da cui la politica svizzera di certo non si può sottrarre. Il governo svizzero, così come il Consiglio di Stato e i Municipi delle più importanti città ticinesi, hanno le mani sporche del sangue della nostra generazione tanto quanto ce l’hanno i governi delle nazioni confinanti. L’eredità di un’economia più solida e l’assenza di una cultura di protesta paragonabile a quella di altri Paesi di certo non li sottrarrà dalle loro colpe e dalle loro responsabilità».

Il comunicato di Sciopero per il Clima si chiude dunque con una presa di posizione forte: «Quindi, nonostante tutte queste condanne, la violenza è forse proprio ciò che la politica ticinese e svizzera si meriterebbe. Forse, di fronte a una situazione come questa, la prospettiva di vetrine di catene internazionali rotte e palazzi di potere in fiamme diventa nettamente meno deprecabile; che i politici, anche quelli locali, paghino finalmente il conto della loro incompetenza, della loro corruzione e della loro malafede».

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