L’economia sostiene un aumento temporaneo dell’IVA per finanziare la 13ª AVS

A più di due anni dall’approvazione popolare della 13ª rendita AVS, il dibattito sul suo finanziamento resta aperto. In una presa di posizione congiunta, economiesuisse, Unione svizzera degli imprenditori e Unione svizzera delle arti e mestieri sostengono la proposta del Consiglio nazionale di finanziare la misura attraverso un aumento temporaneo dell’IVA.
No all’aumento dei contributi salariali
Le tre organizzazioni si oppongono invece all’ipotesi, sostenuta dal Consiglio degli Stati, di combinare un aumento dell’IVA con un incremento dei contributi salariali. Secondo le associazioni economiche, una simile misura renderebbe il lavoro più costoso, penalizzando imprese, occupazione e crescita economica. «Soprattutto per le PMI, l'aumento dei contributi salariali rappresenta un onere notevole. Il costo del lavoro aumenta e, allo stesso tempo, i collaboratori hanno meno soldi in tasca a fine mese», spiega Fabio Regazzi, presidente dell'Unione svizzera delle arti e mestieri
Soluzione ponte fino al 2033
L’economia sostiene quindi un aumento temporaneo dell’IVA fino al 2033, considerato un compromesso in grado di garantire il finanziamento della 13ª rendita senza compromettere la competitività della piazza economica svizzera. "Come soluzione-ponte, ciò crea il tempo necessario per avviare una riforma dell’AVS incisiva e completa, che stabilizzi l’AVS in modo globale e a lungo termine. L’attuale progetto di consultazione sull’AVS 2030 rimane però ben al di sotto di questo obiettivo", sostengono le tre associazioni mantello dell'economia.
Minaccia di referendum
Le associazioni economiche avvertono infine che, qualora il Parlamento dovesse mantenere l’aumento dei contributi salariali nel progetto finale, si riservano la possibilità di opporsi alla misura in una futura votazione popolare. Per il mondo economico, il finanziamento della 13ª AVS deve essere sostenibile, equo tra le generazioni e compatibile con la crescita del Paese.
