Legge di Polizia presto in Parlamento, ma la sorveglianza con i droni divide

Dopo mesi di discussioni commissionali, approderà in Gran Consiglio in aprile la revisione totale della Legge sulla polizia. In Commissione Giustizia e diritti, infatti, oggi è stata apposta la firma al corposo (oltre 100 pagine) rapporto di Tiziano Zanetti (PLR) e dei correlatori Alessandro Mazzoleni (Lega), Roberta Soldati (UDC) e Sabrina Gendotti (Centro). Un documento che ha accolto il favore di tutti, o quasi. Il PS e i Verdi hanno infatti deciso di non firmare, e questo a causa di alcuni aspetti ritenuti problematici. Il rapporto, spiega il presidente Mazzoleni, «ha cercato di fare proprie le varie proposte uscite in sede commissionale. Una parte dei deputati, tuttavia, ha preferito non sottoscrivere il testo per questioni ideologiche legate, tra le altre cose, anche all’impiego dei droni». In tutti i casi, per Mazzoleni si tratta di un traguardo importante: «Dopo le ARP, questo è il secondo grande progetto che la Commissione aveva sul tavolo, e sono molto felice che siamo riusciti finalmente a portarlo in aula».
Le novità principali
Sì, ma di che cosa si tratta esattamente? Nel 2023 il Consiglio di Stato ha licenziato un messaggio sulla revisione totale della Legge sulla polizia. Il disegno di legge - che conta 85 articoli - punta in sostanza ad aggiornare la precedente normativa, risalente al 1989. Le novità principali, spiegava allora il Governo, sono «una definizione più chiara e univoca dei principi generali, una suddivisione più accurata delle diverse competenze di polizia, un aggiornamento e una migliore flessibilità dell’organizzazione della Polizia cantonale, nonché l’aggiunta di norme fondamentali a garanzia del principio di legalità». Con la revisione legislativa, inoltre, sono state anche chiarite le norme che riguardano la custodia di polizia e quelle sulle indagini, anche «mascherate» e preventive. Un’altra novità rilevante, poi, è l’istituzione della «gestione cantonale delle minacce», con l’obiettivo di «riconoscere i segnali premonitori, di valutare la probabilità che insorga il comportamento minaccioso e, se del caso, di intervenire preventivamente». Arrivato in Commissione, il messaggio è stato ampiamente discusso, con l’obiettivo - dice Zanetti - di arrivare a una condivisione più ampia possibile: «Si tratta di un adeguamento di legge necessario e atteso. Ora potremo dare alla comunità una maggiore sicurezza e alla polizia gli strumenti aggiornati per operare efficacemente».
I punti contestati
Eppure, secondo il fronte rossoverde, non tutto è condivisibile. «Abbiamo deciso che non faremo un rapporto di minoranza, ma procederemo con puntuali emendamenti», dice la deputata del PS Daria Lepori. In particolare, a impensierire socialisti ed ecologisti è l’articolo 40 della revisione di legge. Nel messaggio del Consiglio di Stato si legge infatti che «la polizia può effettuare registrazioni audio e video, mediante apparecchi tecnici fissi, mobili e apparecchi volanti telecomandati che permettono l’identificazione di persone, allo scopo di garantire la sicurezza e il mantenimento dell’ordine pubblico, di prevenire e reprimere atti illeciti e di preservare l’integrità di persone o beni». Detto in altre parole, il Governo apre anche all’utilizzo dei droni in occasioni come le manifestazioni di massa «se esiste un rischio oggettivo che possano essere commessi atti violenti contro persone o cose» e durante gli interventi di polizia «quando esiste un rischio oggettivo per l’incolumità delle persone e degli agenti di polizia coinvolti». Le registrazioni, viene però anche spiegato, «possono essere elaborate unicamente per identificare gli autori di un reato in caso di denuncia, querela penale se le registrazioni possono rivelarsi utili come mezzi di prova», per «identificare persone o oggetti ricercati dalla polizia», «documentare gli interventi di polizia in caso di procedure penali, civili, amministrative e disciplinari» e per esigenze di formazione. «Da parte nostra - sostiene però Lepori - l’utilizzo di strumenti simili è molto problematico e siamo scettici sul loro uso a scopo preventivo». Un conto, prosegue la deputata, «è prevedere sistemi di registrazione audio o video con apparecchi fissi, ben altra cosa sono i droni. Capiamo l’intento di prevenire gli incidenti, ma siamo del parere che si debba valutare meglio quali strumenti adoperare, anche perché il diritto a manifestare deve essere preservato».
Un altro punto sul quale il PS intende chiedere un cambiamento riguarda l’articolo 18, sulla «trattenuta e consegna di minorenni e di persone sotto curatela generale». Nel messaggio del Governo è previsto che «la Polizia cantonale, se disposto dall’ufficiale, può trattenere minorenni o persone sotto curatela generale per procedere al più presto, di regola entro 24 ore, alla loro riconsegna a chi ne detiene la custodia o all’autorità di protezione competente». Ebbene, secondo i socialisti questo lasso di tempo è eccessivo: «Trattandosi di minori, a nostro avviso 24 ore sono troppe. Chiederemo di diminuirle a 8». È già stato stralciato in sede commissionale, invece, l’articolo 79, che prevedeva la possibilità per il Governo di assegnare ai privati il compito di provvedere al trasporto intercantonale dei detenuti e alla relativa sorveglianza. «A nostro avviso rappresenta un compito che non deve essere trasferito a terzi», dice Lepori.
Solo un primo passo
Malgrado contenga «aggiustamenti legislativi necessari», la revisione della legge di polizia rappresenta comunque solo un primo passo. Sul tavolo, infatti, rimane da discutere il progetto di riforma «Polizia ticinese», che dopo l’esito della consultazione - dove non sono mancate le critiche - attende ora una presa di posizione del Governo. «Si ritiene opportuno ricordare la valenza di prossimità, il rispetto e la valorizzazione dei compiti delle PolCom», viene evidenziato. «Ma è imprescindibile nel prossimo futuro valutare tutte le possibilità per un’ottimizzazione dei servizi. Ciò non vuol dire cassare la nascita di una Polizia unica, ma garantire in futuro, indipendentemente dalle scelte che verranno prese, un servizio di prossimità specifico sul territorio, che sappiamo molto variegato e particolare».
