Clima

«L'estate sarà fatale a decine di ghiacciai svizzeri»

L'allarme lo lancia l'esperto Matthias Huss, secondo cui il 2026 rischia di essere uno degli anni più drammatici dall'inizio delle rilevazioni: «Decine di piccoli ghiacciai svizzeri rischiano di sparire completamente dai radar»
© Shutterstock
Ats
13.08.2026 13:40

Decine di piccoli ghiacciai svizzeri rischiano di sparire completamente dai radar quest'estate. L'allarme lo lancia l'esperto in materia Matthias Huss, secondo cui il 2026 rischia di essere uno degli anni più drammatici dall'inizio delle rilevazioni per quanto riguarda lo scioglimento.

«Ci stiamo incamminando verso il secondo scioglimento glaciale più intenso mai registrato», ha dichiarato il glaciologo a Keystone-ATS. Secondo Huss, a essere vulnerabili sono soprattutto i più piccoli: la sua previsione è che molti scompariranno del tutto.

Al momento è comunque difficile fornire numeri precisi. La stima è che 20-30 potrebbero perdere per sempre quel che resta delle loro, una volta perenni, nevi.

Sembra non aver superato l'estate ad esempio il piccolo ghiacciaio della Bella Tola, in Vallese, una notizia che ha suscitato parecchio scalpore negli scorsi giorni. Il quotidiano «Le Nouvelliste» ha infatti riferito della sua scomparsa dopo che alcuni escursionisti hanno inviato alla redazione delle foto.

Tuttavia, Huss in questo caso frena. Stando allo scienziato, dalle immagini non si può affermare con certezza che il Bella Tola sia definitivamente solo un ricordo. Sotto i detriti potrebbe in effetti trovarsi ancora del ghiaccio.

Nell'apposito inventario della Confederazione si contano circa 1400 ghiacciai, circa 1000 in meno rispetto a 150 anni fa. La maggior parte sono di dimensioni contenute, alcuni persino senza nome.

La situazione è però critica anche per i ghiacciai più grossi. Nel 2026, due fattori si sono combinati in modo sfavorevole: poca neve all'uscita dell'inverno e molto caldo già all'inizio dell'estate. Ciò priva le superfici della loro protezione più importante, dato che la copertura nevosa permette di riflettere l'esposizione al sole. Una volta che essa viene a mancare, il ghiaccio scuro e vecchio si trova esposto, assorbe energia e, di conseguenza, si squaglia velocemente.

La drammaticità di questo sviluppo era evidente sin dalla fine di giugno, quando, secondo la rete di monitoraggio dei ghiacciai svizzeri (GLAMOS), le riserve invernali erano in gran parte già esaurite. Normalmente, ciò si verifica non prima di agosto: solo nel 2022 era accaduto ancora più presto.

L'entità dello scioglimento dei ghiacciai quest'estate non può per ora essere determinata con certezza, poiché le misurazioni sono in corso. Huss ipotizza però che non si raggiungeranno i livelli record di quattro anni fa.

Allora, la Svizzera perse circa il 6% della propria massa glaciale. Rispetto al 2022, quest'anno la quantità di neve sui ghiacciai è stata leggermente superiore e l'impatto della polvere sahariana meno significativo.