L’eterna battaglia sugli «statali» tra risparmi finanziari e meno servizi

Intenso faccia a faccia sull’iniziativa «Stop ai dipendenti cantonali», un tema rimasto nei cassetti della politica cantonale per un po’ ma che ora è tornato ad affacciarsi. A La domenica del Corriere se n’è discusso questa sera: ospiti del vicedirettore del CdT Gianni Righinetti, il capogruppo UDC Alain Bühler e il segretario cantonale dell’OCST Xavier Daniel. Si comincia dall’agenda: quando si voterà? «L’iniziativa è stata depositata da tempo, verosimilmente si andrà in Parlamento tra ottobre e novembre. Ipotizzo una votazione a febbraio 2027», sottolinea Bühler. A ridosso delle elezioni, dunque. «Per noi non è un problema», chiarisce il democentrista. «Forse lo è per gli altri partiti. Per i cittadini, di sicuro, non lo è». Giusto, quindi, votare al più presto? «Non spetta a me dirlo», ribadisce Daniel. «Mi piacerebbe però sedere con i partner sociali e trovare delle soluzioni. Soluzioni più logiche di un calcolo matematico» contenuto nell’iniziativa. «Abbiamo delle proposte sul tavolo». Il testo, come viene fatto notare, è molto contabile.
«Abbiamo una situazione finanziaria catastrofica», rilancia Bühler. «Il voto del 28 settembre ha messo un ulteriore carico. Va dunque messo un limite. E una delle maggiori voci di spesa riguarda proprio l’amministrazione pubblica. E continua a crescere indiscriminatamente. Il Governo non ha mai preso sul serio le finanze del Cantone. L’obiettivo del pareggio non esiste». Trovare un accordo? «Non capisco perché: questa iniziativa non licenzia persone. Si tratta solo di non riempire altre sedie». Il testo «impatta direttamente sui lavoratori», ricorda invece Daniel. «Non si tratta di trovare un compromesso, bensì una strada diversa. L’iniziativa nasconde motivazioni diverse. Da un lato c’è una parte politica rappresentata dall’UDC che vuole fragilizzare l’apparato pubblico. Dall’altro, siccome c’è dietro anche l’imprenditoria, se si bloccano le assunzioni senza valutare i compiti che ci saranno nel prossimo futuro, mi viene da pensare che c’è la volontà di privatizzare dei servizi. E saranno ancora i cittadini a pagare».
Contrario a questa visione Bühler, che ricorda la trasversalità del sostegno alla proposta. «Negli ultimi anni non si è messo mano alla spesa pubblica, ma solo alle entrate. Non è così che funziona». Altri Cantoni hanno dimostrato di saper invece agire in questo modo». Ma quali sono le proposte del sindacato? «La prima è sviluppare le unità amministrative autonome, come l’OSC. Si dà un budget, la direzione ha una responsabilità e i risultati si vedono. La seconda è lavorare sulle leggi per creare basi per un contratto collettivo di diritto pubblico. Dinamizzare, cioè, i rapporti di lavoro. Renderli meno ingessati». «Si annacqua semplicemente la stessa minestra», controbatte Bühler: «Ci vuole una cura dimagrante». Per Daniel, invece, non è così. «Il BAK dice che rispetto alla media siamo ‘sopra’ di un punto percentuale, nonostante le chiare differenze tra il Ticino e gli altri Cantoni», sottolinea Daniel. «Nessun dato dice che il Ticino è allo sbando o fuori media».