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Liliana Segre denuncia chi online le augura la morte

La senatrice a vita italiana ha presentato a Milano 24 denunce contro ignoti – Si tratta di antisemitismo, ma pure di «no vax» che non le perdonano di avere incoraggiato gli italiani a vaccinarsi contro il COVID
© CdT/archivio
Red. Online
08.12.2022 06:00

La senatrice a vita italiana Liliana Segre, nella giornata di martedì, ha presentato alla caserma dei carabinieri di Milano 24 denunce per le minacce ricevute online. Si tratta di messaggi di «odio di natura diffamatoria, spesso di carattere antisemita e contenenti auguri di morte».

Nelle scorse settimane, Segre aveva annunciato di essere pronta a querelare un «no vax» che le avrebbe augurato la morte.  «La vita - aveva detto parlando al Forum nazionale delle donne ebree d'Italia - mi ha insegnato a essere libera e senza paura nonostante io sia la più vecchia d'Europa obbligata alla scorta per tutti gli insulti e gli improperi e le minacce di morte che mi vengono fatte anche perché sono vaccinata, e non sono una "no vax"». Segre aveva quindi annunciato l'intenzione di fare causa «a questa persona» perché «per tanto tempo sono stata in silenzio su queste persone che mi insultano». «E poi - aveva aggiunto - è anche cattivo augurarmi la morte a 92 anni». Nei mesi peggiori della pandemia da COVID-19, Liliana Segre aveva indirizzato ai «no vax» una lettera: «Davanti a un nemico visibile, dichiarato, palpabile e netto, ognuno cerca di comportarsi come meglio può: si può combattere duramente, si può essere indifferenti aspettando che passi, oppure ci si può perfino adeguare scendendo a patti. Ma davanti a un nemico invisibile come questo, il cui unico obiettivo è la propria sopravvivenza e dunque la conquista totale degli individui e in definitiva la loro distruzione e quella dell’umanità, allora non ci sono alternative, bisogna combatterlo».

Lo aveva detto che questa volta non sarebbe stata più in silenzio e avrebbe agito. E così ha fatto. Assistita dall’avvocato Segre, testimone di Auschwitz, ha presentato le querele alla Sezione indagini telematiche del Reparto operativo-Nucleo Investigativo. Gli autori delle minacce sarebbero per la maggior parte al momento ignoti e quindi ancora da identificare: ad accomunarli, l’invio negli ultimi mesi alla senatrice italiana, via social o per e-mail, di messaggi di odio.

Sono la donna più vecchia in Europa, a 92 anni, che per l'odio antisemita ancora ha bisogno di essere protetta e questo credo sia una grande vergogna del mondo che mi circonda

A metà novembre la senatrice a vita italiana era intervenuta all'esposizione dei fascicoli della Cittadella degli Archivi relativi al censimento degli ebrei del 1938, al Memoriale della Shoah di Milano. E non le aveva mandate a dire: l'antisemitismo è ancora un pericolo attuale. «Io so solo che ricevo, oltre all'abbraccio affettuoso delle persone, anche insulti e minacce. Sono la donna più vecchia in Europa, a 92 anni, che per l'odio antisemita ancora ha bisogno di essere protetta e questo credo sia una grande vergogna del mondo che mi circonda». Quel giorno, aveva descritto il Memoriale come «uno ei pochi luoghi storici italiani»: «Andrebbe fatto il giro in silenzio. Uomini, donne, bambini, come quei bambini che oggi muoiono in Ucraina, sono stati deportati da qui e arrivati a destinazione venivano uccisi immediatamente».

Le minacce di morte non sono una novità per Segre. Le sue origini, i messaggi contro l'odio, la sua esperienza portata nelle scuole, la scorta, ogni argomento è buono per chi vuole scaricarle addosso rabbia e risentimento. Fino ai suoi messaggi pro vaccino durante la pandemia. Esattamente un anno fa si era espressa intervenendo in videocollegamento con Reggio Emilia, città che le aveva conferito la cittadinanza onoraria e il dottorato honoris causa dell’ateneo Unimore: «Rimango sempre un po’ sbalordita che ci sia qualcuno che ancora oggi mi augura la morte. Perché avendo io 91 anni, penso che abbiano poca pazienza». Con il sorriso di una battuta, ma un amaro in bocca troppo amaro. «Qualunque cosa venga fatta o detta, c’è sempre qualcuno che ti augura il peggio, che ti critica. Assistiamo a questa specie di gioco al massacro, da cui pochissimi sono esclusi».