L'indice dei prezzi alla produzione e all'importazione aumenta dello 0,7% in agosto

L'indice dei prezzi alla produzione e all'importazione è aumentato lo scorso agosto dello 0,7% rispetto al mese precedente, portandosi a 100,4 punti (dicembre 2025 = 100). Lo ha comunicato questa mattina l'Ufficio federale di statistica (UST).
Secondo quanto si legge nella nota, vi è stato un incremento in particolare dei prezzi di prodotti petroliferi, chimici oltre a quello di petrolio greggio e gas naturale. Su base mensile, a livello di produzione si sono registrati prezzi in aumento anche per i suini da macello, la carne suina, il latte crudo, gli articoli di gomma e materie plastiche, nonché per queste ultime anche in forme primarie.
In calo invece prodotti farmaceutici di base, altri prodotti chimici e dell'energia elettrica (per grandi consumatori).
Per quel che riguarda l'importazione, si segnalano prezzi più alti soprattutto per i prodotti petroliferi, i prodotti organici dell'industria chimica nonché per petrolio greggio e gas naturale. In crescita anche materie plastiche, ortaggi, meloni e patate, articoli di gomma e materie plastiche, prodotti inorganici dell'industria chimica, altri prodotti chimici, la carta e i prodotti cartacei e il caffè verde. In calo invece i prezzi dei computer.
Su base annua, il livello dei prezzi dei prodotti indigeni e importati è calato dello 0,7%.
L'indice dei prezzi alla produzione e all'importazione è un indicatore congiunturale che riflette l'andamento dell'offerta e della domanda sui mercati dei beni, spiegava tempo fa l'UST. Il dato è considerato un parametro importante per capire lo sviluppo dei prezzi al consumo (cioè dell'inflazione), poiché i costi di produzione sono normalmente trasferiti sui prodotti finali. Tuttavia esso mostra oscillazioni significativamente più marcate ed è molto più volatile a causa della forte dipendenza dalle materie prime.