Il bilancio

L’inverno non raffredda il turismo, e in Ticino aumentano gli arrivi

In totale, nel 2025, nel nostro cantone sono stati sfiorati gli 8,6 milioni di pernottamenti, di cui oltre 2,5 nel segmento alberghiero – La clientela confederata tiene, mentre gli arrivi dall’estero aumentano – Angelo Trotta: «La tendenza è positiva, dai campeggi agli Airbnb»
© CdT/Chiara Zocchetti
Martina Salvini
25.02.2026 18:00

Il 2025 del turismo ticinese non ha fatto rimpiangere gli anni d’oro della pandemia. Dai pernottamenti in hotel, fino ai campeggi, passando per le case secondarie e gli «affitti brevi», lo scorso anno il comparto ha raggiunto un risultato più che positivo. In totale, come ha spiegato in conferenza stampa Puya Jazayeri, data analyst di Ticino Turismo, i pernottamenti sono stati quasi 8,6 milioni, di cui 2,5 nel settore alberghiero. Le notti trascorse in hotel sono aumentate del 3,7% rispetto al 2024, e non solo durante i mesi estivi. Dai dati emerge infatti che a riscuotere un buon successo - oltre ai classici mesi estivi - sono stati anche ottobre (con quasi 24 mila pernottamenti in più), dicembre (con +10 mila) e anche gennaio (+1.500). Segno che, come si sente ripetere da tempo, il Ticino - grazie al clima mite e soleggiato - è in grado di attrarre i turisti tutto l’anno.

A chi si punta

Per il nostro cantone, la Svizzera resta il mercato di riferimento - con il 60% degli arrivi complessivi - e conferma la tenuta rispetto allo scorso anno, con un aumento dell’1%. I pernottamenti della clientela straniera, invece, hanno fatto segnare una progressione dell’8%. In particolare, spiccano gli arrivi dalla Germania (rappresentano il 10% del totale), dall’Italia (6%) e dagli Stati Uniti (4%). Gli USA, in particolare, sono considerati un mercato chiave. Basti pensare che, dal 2019, i pernottamenti da parte della clientela americana sono cresciuti quasi del 50%, e la progressione si è confermata anche lo scorso anno, con un +11%. Tra gli ospiti esteri, da segnalare anche la crescita del mercato britannico (+14% rispetto al 2024), giudicato molto interessante anche per la capacità di spesa della clientela, della cosiddetta Greater China (che comprende Cina, Hong Kong, Taiwan e Macao) con un aumento del 13% e del Brasile (+13%). Calano, invece, gli arrivi dalla Francia (-1%) e soprattutto dai Paesi del Golfo (-7%).

Il risultato del segmento alberghiero si conferma molto positivo anche dal confronto quadriennale. Con una media di quasi 2,5 milioni di pernottamenti all’anno, il periodo 2022–2025 risulta il migliore dal 2010. Buono è anche il paragone rispetto alle altre regioni del Paese, con il Ticino che si posiziona al quarto posto dietro a Basilea, Friburgo e Vaud.

Non solo hotel

A festeggiare sono però anche i campeggi, che dopo un 2024 difficile hanno saputo riguadagnare terreno generando oltre un milione di pernottamenti (in aumento del 4,5%). Il settore paralberghiero, ha sottolineato Jazayeri, in Ticino ha un peso particolare. Proprio qui, infatti, è stato registrato un quinto dei pernottamenti complessivi a livello nazionale. Inoltre, sono i campeggi ad aver conosciuto lo sviluppo maggiore negli ultimi decenni, con i pernottamenti passati da quota 700 mila a oltre un milione, grazie soprattutto al successo incassato durante gli anni della pandemia.

«I dati confermano che la crescita turistica nel nostro cantone è sana, con una tendenza positiva che si protrae da 15 anni», ha sottolineato il direttore di Ticino Turismo Angelo Trotta. E oltre ai segmenti più classici, lavorano a pieno regime anche le residenze secondarie e gli affitti di breve durata. In particolare, ha spiegato Trotta, «siamo arrivati a superare le 33 mila residenze secondarie a uso proprio e anche gli affitti di breve durata hanno conosciuto un incremento importante, con l’esplosione degli Airbnb». Trotta non ha poi nascosto la propria soddisfazione per la ripresa dell’hotellerie, «dove dal 2018 siamo riusciti a invertire un calo ultraventennale di strutture e posti letto, grazie agli investimenti dei privati e al sostegno della politica cantonale». Un sentimento condiviso anche dalla presidente di Hotelleriesuisse Ticino Sonja Frey: «I dati ci fanno ben sperare e indicano che stiamo andando nella direzione giusta, soprattutto dopo aver lavorato per incrementare gli arrivi dall’estero». A impensierire le strutture è però la concorrenza con gli Airbnb, aumentati del 57% rispetto al 2019. «Ci preoccupa, anche se è vero che ci rivolgiamo a clientele diverse. Soprattutto, ci disturba il fatto che gli affittacamere non devono sottostare a tutte le regole che noi invece siamo tenuti a seguire».

Qualità e offerta

Ma qual è la chiave del successo ticinese? Il più classico passaparola, con le recensioni positive di chi ha vissuto il nostro cantone. «Il 65% dei visitatori che hanno risposto al questionario di gradimento ci ha dato addirittura il massimo dei voti. In più, nella ‘‘net-promoter score’’ possiamo vantare un punteggio eccellente, a garanzia della qualità della nostra offerta». Tra i punti di forza evocati dalla clientela, anche il TicinoTicket: 665 mila quelli generati lo scorso anno, in aumento dell’8,3% rispetto al 2024. «Addirittura - ha evidenziato Trotta - il 40% degli intervistati ha spiegato che l’offerta del TicinoTicket ha influito nella decisione di venire qui e il 48% lo ha poi usato cinque o più volte».

Insomma, le note positive sono molte. Ma non mancano le sfide, soprattutto pensando alla forza del franco - «che frena gli arrivi degli stranieri e al contempo incentiva i viaggi all’estero dei confederati» -, alla diminuzione del potere d’acquisto per la clientela statunitense a causa dei dazi e il probabile taglio dei finanziamenti al turismo a livello federale. «Questo, in particolare, - ha evidenziato il direttore - potrebbe rendere la nostra destinazione meno competitiva, specialmente pensando alla crescente concorrenza internazionale».

Previsioni incoraggianti

Le previsioni del BAK Economics - che stimano una progressione per il Ticino del 2,3% nel 2026, con una crescita del 4% rispetto alle altre regioni - fanno comunque ben sperare. Specialmente a fronte del prospettato rallentamento a livello nazionale. «Stiamo diventando forti sia come destinazione congressuale, sia per gli eventi sportivi. E nei prossimi mesi sono in agenda diversi appuntamenti che promettono di portare in Ticino molti visitatori», ha detto Trotta, aggiungendo che, nel corso dell’anno, si lavorerà anche per accelerare sul progetto Ticino 365 per la destagionalizzazione. «Con il coinvolgimento dei partner sul territorio e con il sostegno delle OTR stiamo già preparando un piano d’azione per promuoverci anche come destinazione invernale».