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«L’Iran minaccia rappresaglie anche contro obiettivi civili nel Golfo»

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«L’Iran minaccia rappresaglie anche contro obiettivi civili nel Golfo»
Red. Online
23.10.2026 08:30
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Il punto alle 8.30

Il portavoce del Dipartimento di Stato americano, Tommy Pigott, ha dichiarato che non esiste alcuna proposta congiunta tra Stati Uniti e Turchia per disarmare Hezbollah, né vi sono proposte sostenute dagli Stati Uniti volte a «modificare l'assetto della politica libanese» così come stabilito dall'Accordo di Taif, che nel 1990 pose fine alla guerra civile libanese durata 15 anni. Alla notizia dà risalto Al-Jazeera. In un post su X, Pigott ha ribadito l'impegno degli Stati Uniti verso l'accordo quadro trilaterale, finalizzato a «porre fine una volta per tutte al ciclo di conflitto». L'accordo, sottoscritto a giugno tra Libano, Israele e Stati Uniti, mira a ripristinare la sovranità libanese, disarmare Hezbollah e garantire il graduale ritiro di Israele dal Libano.

«Il messaggio dell'Iran è netto: se gli Stati Uniti e Israele dovessero riprendere la loro campagna aerea, Teheran risponderà colpendo non solo basi e navi da guerra americane, ma anche aeroporti, condutture e altri obiettivi civili nei Paesi vicini del Golfo Persico». Lo scrive il Wall Street Journal. «Tali avvertimenti, scrive ancora il giornale, formulati sia pubblicamente che attraverso canali diplomatici riservati, mirano chiaramente a scoraggiare qualsiasi attacco mediante un linguaggio dai toni duri. Tuttavia, essi rappresentano anche una minaccia concreta: l'Iran dispone infatti di un consistente arsenale di missili e droni, oltre alla capacità di impiegarli».

«Ho risolto otto guerre e ne stiamo risolvendo altre due. Finiremo l'Iran molto presto. In un modo o nell'altro. Per me è quasi insignificante come», ha dal canto suo detto il presidente statunitense Donald Trump nel corso di un comizio in Iowa.

Il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu ha d parte sua dichiarato che il presidente statunitense Donald Trump lo ha indicato come il leader più adatto a condurre fino in fondo la guerra contro l'Iran, e citando il recente sostegno espresso da Trump, ha riferito che il presidente americano ha chiarito di voler «portare a termine il lavoro» avendo lui, Netanyahu, come partner. Lo scrive Al-Jazeera. Netanyahu ha inoltre avvertito che qualsiasi nuovo attacco da parte dell'Iran riceverà una risposta caratterizzata da «una forza e una potenza che non riescono nemmeno a immaginare».

Secondo alcune segnalazioni, Israele starebbe intanto trasferendo equipaggiamenti militari avanzati nella provincia di Suweida, in Siria, con l'obiettivo di creare una base di intelligence e sorveglianza. Lo scrive l'agenzia iraniana Fars. Si dice che la base in questione sarà utilizzata per la raccolta di informazioni, il riconoscimento, la sorveglianza e l'allerta precoce, e potrebbe essere dotata anche di sistemi radar.

La difesa aerea ha intercettato e distrutto un missile balistico lanciato dalla milizia Houthi in direzione di Riad. Lo rende noto il portavoce della coalizione a guida saudita, su X.

Dal canto loro, i media legati agli Houthi riferiscono che le forze yemenite hanno sferrato due attacchi aerei contro un edificio dell'ente idrico nel distretto di al-Hazm, nel governatorato di al-Jawf, nello Yemen settentrionale. Lo riporta Al-Jazeera.

Secondo l'emittente yemenita Al-Masirah e le autorità sanitarie locali, riportate dall'iraniana PressTv, almeno 30 civili yemeniti sono stati uccisi o feriti nelle ultime 24 ore a causa di una nuova ondata di attacchi aerei e di artiglieria condotti dall'Arabia Saudita e dalle forze ad essa alleate contro aree residenziali nelle province di Taiz e Hajjah.