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L'Iran: «Reagiremo presto al blocco della nostra nave»

Minacce di una risposta al sequestro USA di una nave cargo che stava tentando di forzare il blocco nel Golfo dell'Oman – Vance e la delegazione USA in viaggio verso Islamabad – Estendere il cessate il fuoco? Per Trump è «altamente improbabile» – TUTTI GLI AGGIORNAMENTI
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L'Iran: «Reagiremo presto al blocco della nostra nave»


Ats
20.04.2026 06:20
21:46
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Trump non molla: «Perché il Papa ritiene accettabile che l'Iran possieda un'arma nucleare»

Con l'Iran «è una delle guerre più importanti. Ho detto al Papa che non si può permettere all'Iran di avere un'arma nucleare perché la userebbero e milioni di persone morirebbero, inclusi italiani e cattolici nel mondo». Lo ha detto Donald Trump al New York Post, spiegando di avere due domande per il Pontefice: «perché ritiene accettabile che l'Iran possieda un'arma nucleare e uccida 42'000 manifestanti?», ha chiesto il presidente americano.

Dal canto suo, il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi ha detto al suo omologo pachistano Ishaq Dar che le «continue violazioni del cessate il fuoco» da parte degli Stati Uniti rappresentano un grave ostacolo alla prosecuzione del processo diplomatico, secondo quanto riportato in un comunicato del ministero degli Esteri iraniano citato da Reuters sul suo sito.

Araghchi ha inoltre affermato, durante una telefonata con Dar, che l'Iran, valutando tutti gli aspetti della questione, deciderà come procedere.

20:58
20:58
Spaccatura tra Ghalibaf e il capo dei pasdaran

Le incertezze da parte iraniana legate ai negoziati con gli Usa sono frutto anche delle divisioni interne a Teheran, in particolare tra il presidente del Parlamento Mohammad-Bagher Ghalibaf e il comandante del Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche (Irgc), il generale Ahmad Vahidi.

L'apertura del fuoco da parte delle guardie rivoluzionarie islamiche contro le petroliere che cercavano di attraversar lo stretto di Hormuz, poche ore dopo che il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi aveva dichiarato lo stretto aperto, è stato interpretato da funzionari statunitensi come la prova di una spaccatura Ghalibaf e Vahidi.

«Pensavamo che stessero negoziando con le persone giuste, che avessero raggiunto un accordo su ciò che potevano annunciare», ha dichiarato un alto funzionario dell'amministrazione. «Ma quello che è successo è che la delegazione iraniana è tornata indietro e l'Irgc e quel genere di persone hanno detto 'oh, no, no. Voi non parlate a nome nostro'».

«Ora c'è una vera spaccatura tra queste fazioni e non siamo sicuri di chi la spunterà. Speriamo che la squadra con cui abbiamo negoziato vinca», ha concluso il funzionario. Un secondo funzionario statunitense ha dichiarato ad Axios: «Non sappiamo chi sia al comando e nemmeno loro lo sanno. La questione dovrà essere chiarita».

Intanto, Donald Trump sul suo social Truth ha affermato: «Sto vincendo una guerra, e alla grande, le cose stanno andando benissimo, le nostre Forze Armate sono state straordinarie». Il presidente americano ha attaccato le «fake news» per la loro copertura del conflitto.

«I media delle fake news anti-americane fanno il tifo affinché l'Iran vinca, ma ciò non accadrà, perché al comando ci sono io! Proprio come queste persone antipatriottiche hanno impiegato ogni oncia della loro limitata forza per combattermi durante le elezioni, continuano a farlo ora con l'Iran», ha messo in evidenza.

19:46
19:46
Hezbollah denuncia numerose violazioni della tregua da parte di Israele in Libano

La tv libanese al Manar, gestita da Hezbollah, denuncia numerose violazioni della tregua da parte di Israele, «che ha compiuto diversi raid aerei» bombardando località in sud Libano «anche a colpi di artiglieria. Mentre i droni hanno sorvolato Beirut e la valle della Bekaa. Negli ultimi minuti, sarebbero state bombardate anche le cittadine di Shamaa, Qusayr, Deir Siryan, affermano i corrispondenti dell'emittente.

17:18
17:18
Estendere il cessate il fuoco? Per Trump è «altamente improbabile»

Donald Trump ha detto all'agenzia Bloomberg che un'estensione del cessate il fuoco con l'Iran è «altamente improbabile» se non sarà firmato un accordo. Il cessate il fuoco scade mercoledì, ha messo in evidenza il presidente Usa.

JD Vance partirà più tardi nel corso della giornata di oggi per riprendere le trattative con l'Iran in Pakistan, che inizieranno martedì, ha dichiarato Trump a Bloomberg, ribadendo che la scadenza del cessate il fuoco è mercoledì sera, ora di Washington.

«Non ho intenzione di farmi mettere fretta nel concludere un accordo. Abbiamo tutto il tempo del mondo», ha messo in evidenza Trump.

Il presidente americano ribadisce che non intende togliere il blocco Usa a Hormuz fino a quando non ci sarà un accordo. «Vogliono che lo apra. Vogliono disperatamente che lo apra, ma non lo farò fino a quando un accordo non sarà firmato», ha aggiunto Trump.

Al presidente Usa piacerebbe prendere parte alle trattative con l'Iran di persona, ma non pensa che sia necessario. Rispondendo a chi gli chiedeva se i combattimenti riprenderanno subito in caso non ci fosse un'intesa, Trump ha detto: «Se non ci sarà l'accordo, me lo aspetto».

Stando al New York Times, la delegazione iraniana prevede di andare a Islamabad domani per avviare i colloqui con gli Stati Uniti. Il quotidiano americano cita due fonti iraniane, secondo le quali per Teheran sarà presente il presidente del parlamento Mohammad Bagher Ghalibaf.

Intanto, il ministro degli Esteri russo, Serghiei Lavrov ha tenuto una conversazione telefonica con l'omologo iraniano, Abbas Araghchi. Lo ha reso noto il ministero degli Esteri della Repubblica Islamica, ripreso dall'agenzia Tass. Secondo quanto riferito sul canale Telegram del ministero iraniano, le parti si sono scambiate opinioni sugli ultimi sviluppi regionali e internazionali.

17:04
17:04
Vance e la delegazione USA in viaggio verso Islamabad

«Sono in viaggio in questo momento, saranno lì questa notte, ora di Islamabad».

Così Donald Trump, in un'intervista telefonica con il New York Post poco dopo le 9 ora di Washington, le 15 in Svizzera, ha confermato che la delegazione di negoziatori Usa, guidata dal vice presidente DJ Vance, dall'inviato speciale Steve Witkoff e da suo genero Jared Kushner, è già in viaggio per il Pakistan per un nuovo round di colloqui.

«Dovremmo avere dei colloqui», ha aggiunto, respingendo i dubbi sul fatto che i negoziati possano naufragare. «Quindi presumo che a questo punto nessuno stia facendo giochetti» , ha poi concluso.

15:49
15:49
Riaprono i due principali aeroporti di Teheran

L'Iran ha riaperto i principali scali di Teheran, l'aeroporto internazionale Imam Khomeini ed il Mehrabad, dopo le chiusure adottate nelle scorse settimane a causa della guerra con Stati Uniti ed Israele. A comunicarlo è stata l'Organizzazione per l'Aviazione civile iraniana, citata dall'agenzia di stampa Isna, precisando che da oggi sono autorizzati i voli passeggeri per entrambi gli aeroporti. Lo stesso ente ha annunciato un ulteriore allentamento delle restrizioni, spiegando che i collegamenti da altri 10 aeroporti della Repubblica islamica saranno "possibili da sabato", nell'ambito di una graduale ripresa del traffico aereo nel Paese.

15:35
15:35
«Giovedì a Washington nuovi colloqui tra Libano e Israele»

Si terrà giovedì a Washington un secondo incontro tra rappresentanti di Israele e Libano. È questo almeno quanto rivela il Jerusalem Post.

Ci saranno nuovamente, secondo il giornale, gli ambasciatori dei due Paesi negli USA, Yechiel Leiter e Nada Hamadeh Moawad, che avevano partecipato al trilaterale del 14 aprile scorso con il segretario di Stato Usa, Marco Rubio.

10:49
10:49
Iran: «Almeno 3.375 le vittime della guerra, 383 i minorenni»

Il capo del Servizio di Medicina Legale statale iraniano ha dichiarato che almeno 3.375 persone sono state uccise durante la guerra tra Stati Uniti e Israele contro l'Iran, iniziata il 28 febbraio, tra cui 496 donne e 383 minori di età compresa tra uno e 18 anni.

Il 40% dei corpi non è stato identificato in una prima fase a causa dei pesanti attacchi missilistici contro l'Iran. Le vittime erano per lo più residenti nelle province di Teheran, Hormozgan e Isfahan, ha aggiunto il Servizio, citato dall'agenzia Irna.

Nel frattempo, il Comune di Teheran ha riferito oggi che 46.623 unità abitative sono state danneggiate a Teheran durante 649 attacchi aerei nel corso della guerra.

10:12
10:12
Teheran: «Non abbiamo ancora deciso se partecipare ai colloqui»

Il portavoce del ministero degli Esteri iraniano Esmaeil Baghaei ha dichiarato che l'Iran non ha ancora deciso se partecipare al nuovo ciclo di colloqui con gli Stati Uniti.

«Fino ad ora, non è previsto alcun incontro, poiché riteniamo che gli Stati Uniti non siano seriamente intenzionati a intraprendere un percorso diplomatico. Le autorità iraniane e il nostro team negoziale sono vigili sui complotti del nemico», ha dichiarato Baghaei, citato dall'agenzia Irna.

«Non possiamo dimenticare la costosa esperienza che abbiamo avuto con gli Stati Uniti lo scorso anno, quando hanno attaccato l'Iran per due volte, tradendo al contempo gli impegni del dialogo. Tuttavia, gli Stati Uniti insistono nel ripetere il loro approccio irrazionale e irrealistico del passato. Ma questa volta l'Iran darà una risposta diversa», ha sottolineato Baghaei.

09:48
09:48
Milei in Israele: «La guerra contro l'Iran è la cosa giusta da fare»

Durante la sua terza visita in Israele da presidente dell'Argentina, Javier Milei ha presieduto la firma a Gerusalemme di tre memorandum d'intesa bilaterali riguardanti la lotta al terrorismo, l'intelligenza artificiale e la connettività aerea: lo ha annunciato il ministro degli Esteri argentino, Pablo Quirno, al termine degli incontri tra la delegazione argentina, il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu e altri funzionari locali.

A margine dell'evento, Milei ha espresso il suo esplicito sostegno alla guerra contro l'Iran condotta da Netanyahu e dal suo omologo statunitense, Donald Trump.

«Esprimiamo il nostro fermo sostegno agli Stati Uniti e a Israele nella loro guerra contro il terrorismo e contro il regime iraniano, non solo perché è la cosa giusta da fare, ma perché i nostri Paesi sono fratelli nella sofferenza», ha dichiarato il leader ultraliberista.

Da parte sua, Netanyahu ha elogiato Milei con un post su X. «Benvenuto in Israele, benvenuto a Gerusalemme, amico mio, presidente dell'Argentina Javier Milei, un grande amico dello Stato di Israele. Israele e Argentina sono uniti, più forti che mai», ha scritto il leader israeliano.

09:47
09:47
Iran: «Se ci saranno dei segnali positivi, potremmo andare a Islamabad»

Ebrahim Azizi, presidente della Commissione per la Sicurezza Nazionale del Parlamento iraniano, apre in un'intervista a Al Jazeera alla presenza iraniana ai colloqui a Islamabad ma a certe condizioni.

L'Iran, afferma, ha deciso di proseguire i colloqui con gli Stati Uniti, ma ciò «non significa negoziare a qualsiasi costo» né accettare «qualsiasi approccio adottato dall'altra parte». L'Iran ha fissato delle linee rosse, e queste «devono essere rispettate», ha affermato.

Alla domanda se l'Iran invierà una delegazione a Islamabad, Aziz ha risposto che dipende dal fatto che Teheran riceva o meno «segnali positivi».

09:06
09:06
«Per Mojtaba solo lieve ferita alla gamba»

La nuova Guida Suprema dell'Iran Mojtaba Khamenei ha riportato una lieve ferita alla gamba durante i raid aerei israelo-americani contro il suo complesso residenziale, secondo quanto riferito da un alto funzionario iraniano. Lo scrive Iran International.

Azim Ebrahimpour ha dichiarato che Mojtaba Khamenei si trovava all'interno del complesso al momento dell'attacco ed è stato leggermente ferito dall'onda d'urto di un missile. Ha inoltre affermato che le notizie di altre ferite erano false e che le speculazioni sul suo stato di salute miravano a creare divisioni.

08:34
08:34
L'Idf in Libano: «Non tornate nei villaggi del sud»

Le Forze di Difesa Israeliane hanno avvisato i civili libanesi di non tornare nei villaggi del Libano meridionale, nonostante la fragile tregua. «Durante l'accordo di cessate il fuoco, le Idf continuano a rimanere schierate nelle loro posizioni nel Libano meridionale a fronte della continua attività terroristica di Hezbollah», afferma il portavoce dell'esercito, il colonnello Avichay Adraee, in un post su X.

Il militare ha elencato decine di villaggi in cui i civili non possono tornare. «Inoltre, non avvicinatevi alla zona del fiume Litani, a Wadi al-Salhani e a Saluki», aggiunge Adraee.

Durante il cessate il fuoco, l'esercito ha affermato che continuerà a bonificare l'area attualmente sotto il suo controllo da infrastrutture, militanti e qualsiasi altra minaccia di Hezbollah.

Inoltre, durante la notte, l'Idf afferma di avere attaccato un lanciarazzi «completamente armato e pronto al fuoco nella zona di Qalawiya, nel Libano meridionale, a nord della linea del fronte, per prevenire una minaccia diretta alle città israeliane settentrionali. Esso rappresentava una minaccia immediata per le forze Idf e per i cittadini israeliani ed è stato preso di mira per eliminare tale minaccia».

08:09
08:09
Teheran: «Impiccati questa mattina due uomini affiliati al Mossad»

La magistratura iraniana ha annunciato che due uomini, accusati di affiliazione al Mossad israeliano, sono stati giustiziati per impiccagione questa mattina.

«Mohammad Masoumshahi e Hamed Validi erano membri di una rete di spionaggio, con legami con il Mossad israeliano attraverso visite nel Kurdistan iracheno e tramite i social media. Hanno ricevuto addestramento operativo terroristico su come fabbricare proiettili esplosivi e lanciatori», ha dichiarato la magistratura in un comunicato, citato dall'Irna.

Sono stati accusati di Moharebeh (guerra contro Dio) e di «collaborazione con gruppi ostili e il regime sionista», «cospirazione e organizzazione di manifestazioni contro la sicurezza del Paese», «appartenenza a gruppi terroristici» e «propaganda contro il sistema», si legge nel comunicato, che aggiunge: «I criminali, residenti a Karaj, Isfahan e Teheran, hanno appiccato incendi in alcuni edifici militari e pubblici e hanno inviato i video ai loro capi, ricevendo un compenso. Il gruppo aveva anche pianificato di attaccare due centri militari e pubblici a Teheran».

08:08
08:08
Soldato dell'Idf rompe una statua di Gesù: «Presi provvedimenti»

Un soldato israeliano usa una mazza per colpire la testa di una statua di Gesù crocifisso caduta da una croce: l'immagine circola sui social media, e oggi l'esercito israeliano ha fatto sapere che è autentica.

I media arabi hanno riferito che la statua si trovava nel villaggio cristiano di Debl, nel sud del Libano, vicino al confine con Israele. Il comune di Debl ha confermato all'Afp che la statua si trovava nel villaggio, ma non ha potuto confermare se fosse stata danneggiata. L'esercito israeliano ha affermato di considerare l'incidente con «grande severità», aggiungendo che «la condotta del soldato è totalmente incoerente con i valori che ci si aspetta dalle sue truppe», in un post sul suo account ufficiale X.

«A seguito del completamento di un esame preliminare riguardante una fotografia pubblicata oggi che ritrae un soldato delle Forze di Difesa Israeliane (Idf) mentre danneggia un simbolo cristiano, è stato stabilito che la fotografia raffigura un soldato delle Idf in servizio nel Libano meridionale», si legge nel comunicato. L'incidente è oggetto di indagine da parte del Comando Nord e viene attualmente «gestito attraverso la catena di comando», ha aggiunto l'esercito. Ha inoltre affermato che «saranno presi provvedimenti adeguati contro i responsabili», senza però fornire ulteriori dettagli. L'esercito israeliano ha dichiarato di collaborare con la comunità per «riportare la statua al suo posto».

07:21
07:21
Le forze armate britanniche alzano livello di allerta per Hormuz e Golfo Persico

Le forze armate britanniche hanno innalzato il livello di allerta per lo Stretto di Hormuz e il Golfo Persico a «Critico», il livello di rischio più elevato possibile. L'Agenzia britannica per le operazioni marittime e commerciali (UKMTO) ha emesso l'avviso oggi, citando un «elevato livello di attività delle forze navali nella regione», scrive il Guardian. L'agenzia ha avvertito che l'attuale situazione crea un grave «rischio di attacco o errore di valutazione» per tutte le navi mercantili. La marina iraniana ha reintrodotto le restrizioni al transito attraverso lo stretto, mentre le forze armate statunitensi hanno imposto un blocco ai porti iraniani. L'UKMTO ha inoltre segnalato diversi attacchi, avvenuti ieri, da parte delle forze iraniane contro navi in transito nello stretto.

06:41
06:41
Il petrolio corre con il sequestro della nave iraniana: +7,3%

Il petrolio corre con la chiusura dello Stretto di Hormuz e il sequestro da parte degli Stati Uniti di una nave iraniana. Il Brent sale del 7,3% a 96,94 dollari al barile.

06:26
06:26
«Reagiremo presto al blocco della nostra nave»

L'Iran promette di «rispondere presto» al sequestro da parte degli Usa di una nave cargo che stava tentando di forzare il blocco nel Golfo dell'Oman. «Le forze armate della Repubblica islamica d'Iran reagiranno presto e adotteranno le misure di ritorsione contro quest'atto di pirateria armate e contro i militari americani», scrive su Telegram il portavoce dello Stato maggiore di Teheran accusando gli Usa di aver «violato il cessate il fuoco».

«L'Iran risponderà presto e reagirà alla pirateria navale armata dell'esercito statunitense», ha dichiarato Ebrahim Zolfaghari, portavoce del Comando di Khatamolanbia.

«Gli Stati Uniti, aggressori, hanno violato il cessate il fuoco e hanno compiuto atti di pirateria navale, aprendo il fuoco contro una nave mercantile iraniana nel Mar d'Oman. Hanno attaccato la nave disattivandone il sistema di navigazione e sbarcando sul ponte alcuni dei loro uomini armati, terroristi», ha aggiunto, secondo quanto riportato dall'agenzia Tasnim.

06:22
06:22
Il punto alle 6.00

Ancora mille incognite avvolgono il secondo round USA-Iran, tra le consuete minacce di Donald Trump ed i segnali di apparente chiusura arrivati da Teheran. La pace si raggiungerà «in un modo o nell'altro», vale a dire con le buone o con le cattive, ha assicurato l'inquilino della Casa Bianca, furioso per il blocco di Hormuz e pronto a «far saltare in aria» il Paese se le sue proposte venissero bocciate.

Il regime, pur ammettendo «progressi» nella trattativa, ha tenuto il punto sulla chiusura dello Stretto e sul diritto al nucleare. Ora si attendono sviluppi da Islamabad: il team americano guidato da JD Vance ha avuto il via libera per volare in Pakistan, ma ieri in serata i media iraniani hanno messo in seria discussione la partecipazione dei rappresentanti degli ayatollah.

La domenica di Trump è trascorsa alla Casa Bianca con una serie di interviste preparatorie ai nuovi colloqui con l'Iran, dopo il fallimento del primo round l'11 aprile scorso. La prima notizia, non scontata, è che la sua delegazione andrà in Pakistan con il solito formato: oltre a Vance, Jared Kushner e Steve Witkoff. Sul piatto, nella sua visione, c'è un «accordo equo e ragionevole» proposto alla controparte, che farebbe meglio ad accettare. Altrimenti, il presidente smetterà di fare il «bravo ragazzo» e ordinerà la distruzione delle infrastrutture, «ponti e centrali», della Repubblica Islamica. È la loro «ultima possibilità», ha avvertito, annunciando una lettera agli iraniani per mettere in chiaro «cosa è a rischio se non ci sarà un'intesa».

Per il regime l'accordo è «ancora lontano»: lo speaker del Parlamento Mohammad Bagher Ghalibaf ha parlato di «molte divergenze e alcuni punti fondamentali irrisolti». Uno di questi è il dossier nucleare: «Trump non ha il diritto di negarci i suoi benefici», ha specificato il presidente Masoud Pezeshkian. L'altro nodo che mette a rischio i colloqui resta Hormuz, con le due parti che si scambiano accuse di violazione della tregua. Gli USA, in particolare, insistono sulla riapertura dello Stretto (altre due petroliere sono state costrette a fare marcia indietro), mentre i Pasdaran ribattono che non si sarà nessun negoziato se gli americani manterranno il blocco navale sui porti iraniani.