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L'MpS scrive al Governo: «Zali deve astenersi dalle attività di consigliere di Stato»

Claudio Zali resterà in carica fino a fine settembre, ma secondo il Movimento per il Socialismo «si tratta di una situazione problematica»
© Gabriele Putzu
Red. Online
28.08.2026 09:51

Claudio Zali lascerà il Consiglio di Stato, come da lui stesso annunciato. Lo farà a fine settembre. E ieri il Movimento per il Socialismo ha scritto a Marina Carobbio Guscetti, presidente del Governo, per esprimere le proprie perplessità.

«Una situazione problematica»

«Siamo consapevoli», viene scritto, «che Zali abbia rinunciato a esercitare alcune responsabilità - come quella relativa al corpo di polizia. Tuttavia, questa decisione non modifica il dato sostanziale: fino alla sua uscita definitiva dal Governo, egli rimane consigliere di Stato, con la possibilità di frequentare gli uffici dell’Amministrazione, di accedere a informazioni, dossier e strutture e, più in generale, di esercitare tutte quelle prerogative e possibilità di accesso che la sua posizione istituzionale ancora gli garantisce. È proprio questa situazione che riteniamo problematica, alla luce delle inchieste della magistratura e delle vicende nelle quali il consigliere di Stato è coinvolto e che hanno suscitato, e continuano a suscitare, preoccupazione tra cittadini e cittadine».

«Bisogna preservare la credibilità delle istituzioni»

«Non intendiamo sostituirci alla magistratura né formulare anticipazioni sull’esito dei procedimenti», viene precisato nella missiva. «Riteniamo tuttavia che, accanto alla dimensione strettamente giudiziaria, vi sia una questione politica e istituzionale che il Governo non può ignorare: la fiducia nelle istituzioni e la necessità di preservarne la credibilità e l’imparzialità. In questo senso, comprendiamo la volontà di Zali di concludere alcuni dossier prima della sua  partenza definitiva. Ci chiediamo però se, nelle attuali circostanze, non sarebbe più saggio e soprattutto più comprensibile agli occhi della popolazione che egli si astenesse, fino alla fine di settembre, dall’accedere agli spazi, alle informazioni e alle attività dell’Amministrazione che la sua posizione di consigliere di Stato gli consente formalmente di frequentare».

Una simile scelta, viene aggiunto, «non costituirebbe un giudizio anticipato sulle responsabilità personali di Zali, né una sanzione. Sarebbe piuttosto una misura di prudenza istituzionale, volta a evitare qualsiasi possibile situazione di conflitto, interferenza o anche solo percezione di un uso improprio della posizione istituzionale. In una fase nella quale sono in gioco la fiducia della popolazione e la credibilità delle istituzioni, anche l’apparenza di un possibile condizionamento dovrebbe essere considerata con la massima attenzione».

Cosa chiede l'MpS

Molto spesso, si legge ancora, «sentiamo affermare che lo Stato dovrebbe funzionare come un’azienda; una considerazione che non condividiamo. Tuttavia non possiamo non constatare che, in una situazione simile, verosimilmente nessuna direzione aziendale avrebbe tollerato una presenza di questo tipo fino alla conclusione del periodo di disdetta. Per queste ragioni, chiediamo al Governo di intervenire affinché, fino alla conclusione del suo mandato alla fine di settembre, Claudio Zali si astenga dall’accedere all’Amministrazione e dall’esercitare le prerogative connesse alla sua carica, fatta salva naturalmente la gestione di quanto strettamente necessario e formalmente previsto per la conclusione del suo mandato. Riteniamo che una decisione in questo senso rappresenterebbe un atto di responsabilità istituzionale e contribuirebbe a garantire quella trasparenza e quella fiducia nelle istituzioni che, oggi più che mai, devono essere salvaguardate».