Difesa

Lo smaltimento di munizioni non ha contaminato i laghi

Nei bacini di Thun, Brienz e dei Quattro Cantoni si trovano 8.200 tonnellate di materiale, scaricato nel secolo scorso – Dall’ultimo monitoraggio non sono risultati influssi negativi sulle acque – Ma per Berna il potenziale di inquinamento resta elevato
©URS FLUEELER
Red. Confederazione
09.04.2026 06:00

Tra il 1918 e il 1964, l’esercito ha smaltito 8.200 tonnellate di munizioni nei laghi bernesi di Thun e Brienz, e in quello dei Quattro Cantoni. Si tratta di munizioni problematiche, munizioni di ordinanza in esubero oppure obsolete in perfetto stato o cariche parzialmente esplose. Gran parte di queste munizioni si trova a una profondità di 150-215 metri. All’epoca, era prassi corrente smaltire le munizioni in questo modo perché si riteneva che non vi fossero problemi. I laghi interessati sarebbero, in realtà, ben 26. Nel novero rientrano anche quelli utilizzati a lungo come poligoni di tiro per l’aviazione. Fino al 2021, gli aerei da combattimento sganciavano ancora munizioni da esercitazione nel lago di Neuchâtel (al largo di Forel). Si stima che oggi, sui fondali, ci siano ancora 4.500 tonnellate di residui. Nel 2012 è iniziata una valutazione dei pericoli per capire se la presenza nelle acque di questi materiali può avere conseguenze sull’ambiente. Nonostante non siano state trovate concentrazioni rilevanti di munizioni, secondo il DDPS il potenziale di inquinamento rimane elevato. Data la grande importanza delle acque superficiali come ecosistema e bacino di acqua potabile, la Confederazione, il Canton Berna e l’autorità di vigilanza del lago dei Quattro Cantoni hanno deciso di avviare un monitoraggio degli esplosivi e di analizzare periodicamente l’acqua e i sedimenti lacustri. Le acque dei tre bacini sono state nuovamente analizzate tra il 2024 e il 2025. I nuovi risultati, stando a una nota diffusa l’altro ieri dal dipartimento, non mostrano alcun influsso negativo sulle acque dei laghi a causa delle munizioni presenti nei fondali. In particolare, è stata prelevata una sessantina di campioni per rilevare, tra l’altro, la presenza di esplosivi (come TNT, nitroglicerina), perclorato e metalli pesanti (come piombo, mercurio, zinco, rame). I risultati mostrano che le concentrazioni di quasi tutte le sostanze analizzate erano molto basse, per lo più vicine al limite di quantificazione. In generale le concentrazioni di sostanze inquinanti mostrano in tutti i laghi una tendenza stabile o in diminuzione rispetto alle campagne di misurazione precedenti. Sulla base degli esami, i settori adibiti a discarica non necessitano di essere sorvegliati né risanati. Berna intende pertanto mantenere la cadenza quinquennale per i prelievi di campioni di acqua e decennale per i prelievi di campioni di sedimenti.

Se durante il monitoraggio si constatasse un rilascio di sostanze inquinanti, verrebbe preso in considerazione il recupero delle munizioni. Ogni metodo, tuttavia, potrebbe comportare rischi per l’ecosistema. Non essendoci soluzioni tecniche, è stato lanciato un concorso di idee. L’obiettivo è di individuare nuovi metodi per il recupero sicuro e rispettoso dell’ambiente. Lo scorso dicembre, una commissione di esperti ha selezionato i tre migliori progetti (sui 214 inoltrati). Il primo premio, del valore di 30 mila franchi, è stato assegnato a una proposta delle aziende olandesi Royal IHC Defence (Kinderdijk) e REASeuro (Riel). Consiste in una campana subacquea colma d’aria, che isola l’area di lavoro dall’acqua del lago durante le operazioni di recupero. Al secondo posto (15 mila franchi) si è classificata Helbling Technik Wil AG con un sistema mobile composto da una macchina per la pulizia delle spiagge opportunamente riadattata. I sedimenti sollevati durante le operazioni di recupero vengono catturati da un’apposita protezione. Walo Bertschinger AG ha conquistato il terzo premio (5 mila franchi) con la proposta di un cubo chiuso, nel quale le munizioni vengono raccolte tramite un trasportatore a coclea.

Nel 2022, il Controllo federale delle finanze era giunto alla conclusione che il problema rappresenta per la Confederazione un rischio finanziario, oltre che d’immagine. I costi per analisi, sorveglianza e bonifica erano stati valutati in diverse centinaia di milioni di franchi. Secondo indicazioni dell’Ufficio federale dell’ambiente, i siti dovrebbero essere ripuliti entro il 2040. Le basi legali, in ogni caso, non contengono scadenze vincolanti. Il mese scorso, il gruppo UDC alle Camere ha presentato una mozione con la quale chiede al DDPS di attuare una serie di misure di risparmio interne (riguardanti uscite non legate ai compiti fondamentali) per destinare fondi alla Difesa. Fra queste c’è anche la sospensione del recupero di munizioni nei laghi e l’interruzione dei relativi studi e indagini.