Lobbisti, jet privati e 100 mila dollari: si dimette l'ambasciatrice USA in Grecia

Kimberly Guilfoyle, ambasciatrice degli Stati Uniti in Grecia ed ex compagna di Donald Trump Jr., è finita al centro di un’inchiesta del Wall Street Journal che ha messo in discussione la gestione del suo incarico diplomatico. Le accuse riguardano i suoi rapporti con un gruppo imprenditoriale greco e presunti favori legati alla sua posizione. La Casa Bianca ha chiesto le sue dimissioni. Lei ha fatto un passo indietro, ma respinge le contestazioni.
La Casa Bianca le chiede di lasciare l’incarico
Il cambio di posizione dell’amministrazione è arrivato dopo settimane di rivelazioni sui rapporti finanziari e professionali dell’ambasciatrice. «Le abbiamo chiesto di dimettersi. È stata una risorsa preziosa per la squadra e le auguriamo il meglio», ha dichiarato Katie Zacharia, portavoce della Casa Bianca, durante una conferenza stampa indetta martedì 13 ottobre. Trump aveva anticipato il possibile provvedimento il giorno prima, affermando di stare valutando la possibilità di allontanare Guilfoyle e di non essere soddisfatto della situazione.
L’ambasciatrice ha affidato a un messaggio pubblicato su X la propria risposta alle contestazioni. «Servire come ambasciatrice è stato l’onore di una vita», ha scritto, definendo false le accuse e dichiarando di voler difendere con fermezza il proprio nome, la propria reputazione e la propria integrità. Guilfoyle ha inoltre ribadito la propria lealtà a Trump, al movimento America First e agli Stati Uniti.
Chi è Kimberly Guilfoyle, dalla procura a Fox News
Nata a San Francisco nel 1969, Guilfoyle ha studiato legge all’Università della California a Davis e all’Università di San Francisco. Prima di diventare un personaggio televisivo, ha lavorato come procuratrice.
La sua carriera pubblica si è sviluppata soprattutto attraverso Fox News, dove è diventata un volto noto della televisione conservatrice. In seguito è entrata nell’orbita politica di Donald Trump, affermandosi come una sostenitrice del movimento Maga e avviando una relazione con Donald Trump Jr., figlio maggiore del presidente.
Prima di questa relazione, Guilfoyle era stata sposata con Gavin Newsom, oggi governatore democratico della California, e con l’imprenditore Eric Villency, dal quale ha avuto un figlio, Ronan. La relazione con Trump Jr. è durata circa sei anni; i due si sono separati nel 2024. Nel dicembre dello stesso anno Trump l’ha nominata ambasciatrice in Grecia.
I rapporti con Aktor
Una delle prime inchieste del Wall Street Journal, pubblicata a settembre, ha riguardato i rapporti di Guilfoyle con Aktor, un importante gruppo greco attivo nelle costruzioni e presente anche nel settore energetico. Il contesto è quello del cosiddetto «corridoio verticale del gas», un progetto che punta a ridurre la dipendenza europea dalle forniture russe attraverso l’importazione di gas naturale liquefatto (GNL) statunitense in Grecia e il suo successivo trasporto verso l’Ucraina. L’iniziativa, avviata durante l’amministrazione Obama, ha ricevuto un forte sostegno anche dall’amministrazione Trump.
Aktor ha un ruolo in questo sistema attraverso una joint venture con una società greca del gas sostenuta dallo Stato, con cui ha sottoscritto un accordo ventennale per l’acquisto di GNL dagli Stati Uniti. Secondo il Wall Street Journal, a suscitare interrogativi tra alcuni funzionari governativi del sud-est europeo sarebbe stata la promozione insistente del gruppo da parte dell’ambasciatrice.
I legali di Guilfoyle sostengono tuttavia che la diplomatica non si sia concentrata su una singola azienda. Anche gli avvocati di Aktor hanno negato che vi sia stata una promozione impropria degli interessi commerciali della società.
Il lobbista agli incontri diplomatici
Nelle ricostruzioni del quotidiano americano compare anche Christos Marafatsos, imprenditore e attivista vicino al movimento trumpiano, legato ad Aktor e registrato come lobbista della società dal novembre 2025. Secondo il Wall Street Journal, Marafatsos avrebbe partecipato a incontri nella residenza dell’ambasciatrice e a riunioni con funzionari stranieri. La sua presenza sarebbe stata così frequente da indurre alcuni interlocutori a scambiarlo per un membro dello staff diplomatico, addirittura per il capo di gabinetto di Guilfoyle.
Un episodio riferito dal giornale riguarda una trasferta a Salonicco: prima di salire sul palco di un evento, l’ambasciatrice avrebbe affidato il proprio telefono a Marafatsos. Un episodio apparentemente marginale che, nel quadro dell'inchiesta, contribuisce a delineare la vicinanza tra i due.
Il quotidiano ha inoltre riferito che, dall’arrivo ad Atene nell’autunno del 2025, Guilfoyle avrebbe alternato gli incontri con i leader della regione a partecipazioni a sfilate di moda ed eventi dedicati all’arte. La sua stylist, Fancy James, l’avrebbe accompagnata in alcune trasferte, partecipando anche a una cena a Washington con funzionari greci e bulgari.
Separatamente, l’ispettore generale del Dipartimento di Stato starebbe esaminando se Guilfoyle abbia ricevuto regali o favori da uomini d’affari durante il mandato. L’esistenza dell’indagine non costituisce, tuttavia, una prova di violazioni.
«Possiamo farlo anche qui»: la frase attribuita all’ambasciatrice
Un altro episodio, riportato lo scorso 29 settembre dal quotidiano, riguarda una cena organizzata in ambasciata il 18 marzo, alla presenza del ministro greco dell’Energia, Stavros Papastavrou. Parlando della crisi politica in Romania, Guilfoyle avrebbe dichiarato: «Possiamo farlo a qualsiasi Paese vogliamo. Possiamo farlo anche qui», riferendosi, secondo il Wall Street Journal, alla possibilità di provocare una crisi di governo. Una frase particolarmente delicata per una diplomatica americana, se confermata. Il suo legale, tuttavia, contesta la ricostruzione dei fatti.
La richiesta di 100 mila dollari a un finanziatore Maga
Il capitolo più delicato dell’inchiesta riguarda Eric Deters, finanziatore repubblicano del Kentucky, ex avvocato e già candidato politico. Il 7 e l’8 ottobre il Wall Street Journal ha pubblicato una ricostruzione basata su messaggi attribuiti a Guilfoyle e risalenti al 3 luglio 2025, pochi giorni prima dell’audizione al Senato per la sua conferma come ambasciatrice.
Secondo il quotidiano, Guilfoyle avrebbe chiesto a Deters 100 mila dollari da versare direttamente sul suo conto American Express. In uno dei messaggi avrebbe scritto che il trasferimento non sarebbe risultato da nessuna parte. In un altro avrebbe insistito con le parole «Honey, please», accompagnate dall’emoji delle mani giunte. Secondo la stessa ricostruzione, Guilfoyle avrebbe invitato Deters a non mettere nulla per iscritto e a utilizzare l’applicazione di messaggistica Signal. Il pagamento dei 100 mila dollari, tuttavia, non sarebbe mai avvenuto. Deters ha dichiarato di aver rinunciato perché il versamento avrebbe messo a rischio il suo matrimonio.
Deters non sarebbe stato un semplice conoscente. Negli anni avrebbe già versato a Guilfoyle circa 300 mila dollari per partecipare a eventi politici e manifestazioni. Questa volta, però, il finanziatore avrebbe avanzato anche alcune richieste personali: aiuto per ottenere dal Pakistan l’estradizione di un chirurgo accusato di aver eseguito interventi ingiustificati, assistenza nei rapporti con il fisco e un’intervista con Tucker Carlson. Per quest’ultima, secondo la ricostruzione, avrebbe prospettato un compenso di un milione di dollari qualora Guilfoyle fosse riuscita a organizzare l’incontro.
Il quotidiano ha inoltre riferito che Guilfoyle avrebbe fatto riferimento ai propri rapporti con l’amministrazione Trump e alla possibilità di contattare funzionari federali per le questioni del finanziatore.
I viaggi in jet privato
Le contestazioni non riguardano soltanto i messaggi con Deters. In un altro passaggio della sua inchiesta, il Wall Street Journal ha riferito che Guilfoyle avrebbe viaggiato su jet privati messi a disposizione da uomini d’affari greci, tra cui Alexandros Exarchou, amministratore delegato di Aktor. Un audio citato dal quotidiano riguarderebbe un viaggio a Davos, in Svizzera, nel gennaio 2026, effettuato a bordo di un jet privato con Exarchou. La ricostruzione menziona anche un viaggio che l’ambasciatrice avrebbe programmato con un armatore greco.
La difesa dei legali
I legali di Guilfoyle respingono le accuse di condotta impropria e contestano l’autenticità dei messaggi attribuiti alla diplomatica. L’avvocato Jesse Binnall sostiene che Deters fosse un cliente moroso, debitore di compensi per attività professionali svolte prima dell’ingresso di Guilfoyle nell’amministrazione pubblica.
La difesa nega che la richiesta di denaro fosse legata a uno scambio di favori politici e afferma che Guilfoyle non abbia messo Deters in contatto con funzionari dell’amministrazione. Quanto ai voli privati, i legali sostengono che fossero stati autorizzati dal Dipartimento di Stato e che la diplomatica avesse seguito le procedure previste.
Rubio e Vance sotto pressione
Le rivelazioni hanno coinvolto anche esponenti di primo piano dell’amministrazione. Il segretario di Stato Marco Rubio, che in precedenza aveva elogiato il lavoro dell’ambasciatrice, ha evitato di entrare nel merito delle accuse. Il vicepresidente JD Vance ha invece criticato il principio di vendere l’accesso ai funzionari governativi.
Anche alcuni esponenti repubblicani al Congresso hanno espresso preoccupazione per le notizie pubblicate dal quotidiano americano. La vicenda è particolarmente sensibile perché riguarda una diplomatica scelta direttamente da Trump e incaricata di rappresentare gli interessi statunitensi in un Paese importante per gli equilibri politici, militari ed energetici dell’Europa sudorientale.
