«L'obiettivo è neutralizzare le attività maligne dell'Iran»

«L'obiettivo dell'operazione è neutralizzare le attività maligne dell'Iran». Sono le parole del presidente degli Stati Uniti Donald Trump contenute in una missiva presentata nelle scorse ore al Congresso americano per giustificare l'attacco all'Iran. Il tutto a ridosso del voto che si terrà oggi al Senato e domani (giovedì) alla Camera riguardante una risoluzione sui poteri di guerra. Nella lettera, tuttavia, non viene specificato quali siano queste attività. Trump ha ribadito inoltre di aver ordinato l'attacco «per promuovere gli interessi nazionali americani, tra cui la garanzia del libero flusso del commercio marittimo attraverso lo Stretto di Hormuz, eliminare l'Iran come minaccia globale nonché difendere i nostri alleati come Israele». Nella missiva si legge anche che l'operazione ha come obiettivo «l'arsenale missilistico, il programma nucleare e la marina iraniani». Mentre non viene fatto alcun riferimento ad eventuali piani per rovesciare la leadership di Teheran.
Una questione che era già emersa ieri sera dopo l'incontro tra il presidente americano e il cancelliere tedesco Friedrich Merz tenutosi alla Casa Bianca. «Donald Trump e i suoi collaboratori non sembrano avere ancora deciso chi guiderà l'Iran dopo la guerra», ha rilevato Merz in una conferenza stampa dopo l'incontro. «A quanto ne so e capisco, il governo americano non ha una strategia chiara per la futura leadership civile di questo Paese».
Accelerare la produzione di armi
Ma non è tutto. L'amministrazione Trump, rendono noto le agenzie di stampa questa mattina, prevede anche di incontrare venerdì alla Casa Bianca i dirigenti dei maggiori appaltatori della difesa statunitense. Sul tavolo la volontà di «accelerare la produzione di armi». Nel frattempo, il Pentagono è al lavoro per rifornire le scorte belliche dopo gli attacchi contro l'Iran e diverse altre recenti azioni militari. Lo hanno riferito a Reuters alcune persone che sono direttamente a conoscenza del piano. All'incontro, viene specificato sempre dalle fonti (rimaste anonime), sono state invitate «aziende come Lockheed Martin e la società madre di Raytheon insieme ad altri fornitori chiave». Secondo una delle persone presenti, il meeting dovrebbe concentrarsi sulla «pressione sui produttori di armi affinché agiscano più rapidamente per aumentare la produzione».
Un incontro, questo, che mette in evidenza l'urgenza sentita da Washington nel voler consolidare di nuovo le scorte di armi, dopo che per l'operazione in Iran ha fatto ampio ricorso alle munizioni. Nel corso del conflitto in Iran gli Stati Uniti hanno utilizzato missili a più lungo raggio di quelli forniti a Kiev. Intanto il vicesegretario alla Difesa statunitense Steve Feinberg ha guidato i lavori del Pentagono negli ultimi giorni su «una richiesta di bilancio supplementare di circa 50 miliardi di dollari che potrebbe essere stanziata già venerdì», ha aggiunto una delle fonti citate. I nuovi fondi serviranno a sostituire le armi utilizzate nei recenti conflitti, compresi quelli in Medio Oriente. La cifra, tuttavia, è ancora preliminare e potrebbe subire delle variazioni.
Operazione «senza precedenti»
Dall'inizio della guerra in Iran sono 50.000 i soldati americani assegnati in Medio Oriente. inoltre, «un numero maggiore di truppe e aerei da combattimento sta arrivando nella regione». È quanto ha comunicato il Comando Centrale degli Stati Uniti (Centcom) in un post su X. In un video di cinque minuti l'ammiraglio Brad Cooper, capo del Comando Centrale, ha dato un aggiornamento sull'operazione in Iran definendola «senza precedenti».
«Nelle prime 24 ore di Epic Fury sono stati sferrati il doppio degli attacchi dell'operazione in Iraq nel 2003», ha detto l'ammiraglio sottolineando inoltre che gli Stati Uniti «stanno affondando la Marina iraniana» con 17 navi distrutte finora. Cooper ha anche accusato l'Iran di «prendere di mira i civili in modo indiscriminato» nei suoi attacchi.
