«L'operazione in Minnesota non ha seguito le linee guida stabilite dalla Casa Bianca»

Continua a far discutere l'operato delle forze dell'Ice in Minnesota. Stando a quanto dichiarato da Stephen Miller, vice chief of staff della Casa Bianca, non sono state seguite le direttive della Casa Bianca in seguito alla sparatoria del 7 gennaio in cui è stata uccisa un'altra manifestante di Minneapolis, Renee Good. Il comandante della Border Patrol, Greg Bovino, «avrebbe dovuto dividere le proprie forze in due gruppi», ha spiegato Miller ad Axios. «Un'unità avrebbe dovuto occuparsi degli arresti di 'immigrati clandestini' specificamente individuati, mentre l'altra squadra avrebbe dovuto gestire il controllo della folla per impedire ai 'facinorosi' di interferire».
La Casa Bianca, ha continuato, «ha dato chiare indicazioni al Dipartimento per la Sicurezza Interna affinché il personale aggiuntivo inviato in Minnesota per la protezione delle forze dell'ordine fosse utilizzato per condurre operazioni di cattura di latitanti, creando una barriera fisica tra le squadre di arresto e i facinorosi», ha dichiarato Miller. «Stiamo valutando perché la squadra del Customs and Border Protection potrebbe non aver seguito tale protocollo».
Ma c'è anche chi punta il dito contro Stephen Miller, vice capo di gabinetto della Casa Bianca e principale consigliere di Trump. «Tutto ciò che ho fatto l'ho fatto su indicazione del presidente e di Stephen», avrebbe detto Noem a una persona che ha riferito le sue parole ad Axios, riferendosi alle sue affermazioni secondo cui Alex Pretti avrebbe cercato di «'massacrare' gli agenti» federali che lo hanno ucciso a Minneapolis.
Il Dipartimento per la Sicurezza interna (Dhs) ha pubblicato il comunicato alle 12:31 su X. Alcuni funzionari della Casa Bianca avevano approvato il testo, ma altri no, rimanendo frustrati. «Altri all'interno della Casa Bianca hanno cercato di correggere il comunicato del Dhs prima che venisse diffuso, ma era già stato condiviso online», ha affermato un'altra fonte.
Stando ad altre voci, il presidente Usa è stato tenuto informato del comunicato da Miller e dal principale consigliere di Noem, Corey Lewandowski, uno degli ex responsabili della sua campagna elettorale nel 2016. Pochi minuti dopo il comunicato del Dhs, Miller ha definito su X Pretti «un assassino», affermazione che, secondo una fonte, si basava anch'essa su un rapporto preliminare della Cbp. Noem ha successivamente usato lo stesso linguaggio durante una conferenza stampa, così come il comandante della Border Patrol che allora supervisionava le operazioni nelle Twin Cities, Greg Bovino.
