Francia

Louvre, si dimette la presidente del museo

Laurence des Cars ha presentato le sue dimissioni dopo una lunga serie di avvenimenti infausti per il grande museo parigino, a cominciare dal maxi furto dei gioielli della corona lo scorso autunno
© Emma Da Silva
Ats
24.02.2026 19:07

La presidente del Louvre, Laurence des Cars, ha presentato le sue dimissioni dopo una lunga serie di avvenimenti infausti per il grande museo parigino, a cominciare dal maxi furto dei gioielli della corona lo scorso autunno. Lo annuncia la presidenza francese.

«Atto di responsabilità»

Des Cars ha rassegnato le dimissioni al capo dello Stato Emmanuel Macron, che le ha accettate, annuncia la presidenza, precisando che Macron ha ringraziato des Cars per questo «atto di responsabilità in un momento in cui il più grande museo del mondo ha bisogno di calma e di un nuovo forte slancio per realizzare importanti progetti di sicurezza e modernizzazione».

Verso la presidenza del G7

A cominciare dal programma. Un nuovo rinascimento per il Louvre, annunciato a inizio 2025 da Macron. Quest'ultimo, si prosegue nella nota, ha espresso riconoscenza a des Cars «per il lavoro e l'impegno negli ultimi anni e, facendo leva sulla sua innegabile competenza scientifica, ha voluto affidarle una missione nell'ambito della presidenza francese del G7 (Gruppo dei sette, di cui fanno parte Canada, Francia, Germania, Regno Unito, Italia, Giappone e Stati Uniti) sulla cooperazione tra i principali musei dei paesi interessati».

Una serie di guai

Dal furto del 19 ottobre, il Louvre è stato segnato da una lunga serie di guai. Dai problemi strutturali che hanno provocato la chiusura di una galleria, fino agli allagamenti della sala delle antichità egizie o più di recente, una perdita d'acqua che ha danneggiato i soffitti dipinti in una sala che ospita un'opera del Beato Angelico. Come se non bastasse, il museo ha annunciato a inizio febbraio di essere stato vittima di una frode gigantesca legata a falsi biglietti, con un danno di dieci milioni di euro (9,15 milioni di franchi al cambio attuale). A questo si aggiungono le proteste dei dipendenti, con scioperi a ripetizione da dicembre scorso e la richiesta di migliori condizioni di lavoro e interventi per ovviare alla vetustà delle strutture del museo.