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L'UE apre un'indagine su Shein per la vendita di bambole sessuali

L'Europa sta intensificando la sua offensiva contro il far west online, sulla scia dello scandalo scoppiato in Francia relativo alla vendita di bambole sessuali dall'aspetto infantile
© Aurelien Morissard
Ats
17.02.2026 21:44

Dalle piattaforme social ai colossi dell'e-commerce, l'Europa intensifica la sua offensiva contro il far west online. Sulla scia dello scandalo scoppiato in Francia relativo alla vendita di bambole sessuali dall'aspetto infantile, la Commissione europea ha avviato un'indagine su Shein. Il marchio cinese di fast fashion è sospettato di aver violato diverse disposizioni della legge sui servizi digitali (Dsa) che obbliga le piattaforme digitali a una maggiore trasparenza e responsabilità su contenuti e prodotti illegali che inondano lo spazio digitale.

X, Meta e TikTok

In parallelo, il premier spagnolo Pedro Sanchez ha annunciato che il governo chiederà alla procura di indagare su X, Meta e TikTok per la creazione e diffusione di materiale pedopornografico generato con l'intelligenza artificiale. «Queste piattaforme stanno attentando contro la salute mentale, la dignità e i diritti dei nostri figli e figlie», ha dichiarato il premier, che solo due settimane fa aveva proposto il divieto di accesso ai social per gli under 16.

Tre filoni di indagine

A Bruxelles i filoni di indagine su Shein sono tre. Il primo riguarda la vendita di prodotti illegali, incluse le bambole sessuali dall'aspetto infantile su cui indagano le autorità francesi. A differenza di Parigi, palazzo Berlaymont sta esaminando la questione da un «punto di vista sistemico» per valutare l'adeguatezza dei filtri di controllo posti in essere da Shein per bloccare la vendita di beni illegali sul suo marketplace.

Strategie di gamification

L'indagine tocca poi l'architettura della piattaforma e in particolare, le strategie di gamification, come punti e premi fedeltà, progettate per indurre dipendenza. Il terzo aspetto concerne i sistemi di raccomandazione dei prodotti. Bruxelles vuole fare luce sul modo in cui gli algoritmi influenzano le scelte d'acquisto.

Garantire sicurezza e benessere

«Nell'UE i prodotti illegali sono vietati, sia che si trovino sugli scaffali dei negozi che sui mercati online», ha dichiarato la vice presidente della Commissione Henna Virkkunen. Il Dsa, ha aggiunto, «garantisce la sicurezza degli acquirenti, tutela il loro benessere e li informa sugli algoritmi con cui interagiscono».

La replica di Shein

Dal canto suo, Shein ha dichiarato di prendere «con la massima serietà gli obblighi» previsti dal Dsa e di aver «sempre collaborato in modo trasparente con la Commissione». La piattaforma ha sottolineato di aver rafforzato negli ultimi mesi il proprio impegno sul fronte della compliance, con investimenti significativi in nuove misure di prevenzione e contenimento dei rischi.

Sanzioni pesantissime

Se le contestazioni fossero confermate, Shein rischierebbe sanzioni pesantissime, con multe fino al 6% del fatturato annuo globale. Nonostante il pressing della Francia per un divieto totale, Palazzo Berlaymont ha escluso per ora misure d'urgenza, che richiedono la sussistenza di «condizioni molto rigide» ad esempio la commercializzazione di beni potenzialmente letali. Il prossimo snodo sarà il 19 marzo, data in cui i tribunali francesi decideranno se accogliere la richiesta del governo di bloccare il marketplace dei venditori terzi.